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MotoGP | The show must go on, ma i piloti dovrebbero farsi valere di più

Dopo i terribili incidenti di Alex Marquez e Johann Zarco nel GP di Catalogna, diversi piloti hanno sottolineato che forse si sarebbe potuta evitare una terza partenza, eppure tutti si sono ripresentati in griglia. Disertare la Safety Commission non aiuta, ma per avere peso politico a volte servirebbe il coraggio di alzare la testa.

Alex Marquez, Gresini Racing

Alex Marquez, Gresini Racing, Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Le ossa guariscono, le ferite si rimarginano, ma oggi la MotoGP ha seriamente rischiato di dover fare i conti con qualcosa di molto peggiore di questo. Quanto accaduto durante il Gran Premio di Catalogna è una di quelle situazioni in cui Alex Marquez e Johann Zarco possono veramente andare ad accendere un cero per ringraziare il Dio delle corse. E' vero che la loro domenica si è conclusa in letto d'ospedale, ma le conseguenze avrebbero potuto essere ben peggiori.

L'incidente del pilota del Gresini Racing è stata a dir poco impressionante: davanti a lui, la KTM di Pedro Acosta ha accusato un problema tecnico, rallentando improvvisamente sul rettilineo che conduce alla curva 10. Alex ha avuto anche un buon riflesso, riuscendo quasi ad evitarlo, ma la sua Ducati poi è stata sbalzata fuori dalla pista ad una velocità folle, iniziando a rimbalzare ed innescando una carambola spaventosa, che ha fatto calare il silenzio sul circuito catalano quando Alex è rimasto a terra.

Poco dopo è arrivato dalla Direzione Gara il messaggio che il più giovane dei Marquez era cosciente, ma successivamente è stato condotto in ospedale, dove gli sono state diagnosticate la frattura della clavicola destra, per la quale sarà operato oggi stesso, ed una frattura marginale della vertebra C7. Un bilancio quasi da baciarsi i gomiti per quella che è stata la dinamica dell'incidente, nel quale la sua Ducati è andata letteralmente distrutta.

Alex Marquez, Gresini Racing

Alex Marquez, Gresini Racing

In tutto questo, mentre l'attenzione si concentrava sullo spagnolo, nei box c'era anche chi doveva fare i conti con una tensione alle stelle, mantenendo la calma in vista di una seconda partenza che non si sapeva ancora dopo quanto sarebbe arrivata. Perché ormai si sa che in queste situazioni il motto è "the show must go on".

Il peggio sembrava passato, ma alla ripartenza c'è stato un altro grande brivido. Johann Zarco ha tamponato Luca Marini e Pecco Bagnaia alla prima staccata e la sua gamba sinistra si è andata ad incastrare nel posteriore della Ducati, che lo ha trascinato con sé mentre rotolava nella ghiaia della via di fuga. Un altro incidente che ha gelato il sangue a tutti, soprattutto a chi l'ha vissuto in prima persona come il piemontese: "Appena ho visto Johann agganciato alla mia moto, ho visto la sua gamba e quel dolore, è stato un duro colpo per me".

Anche in questo caso, però, qualcuno ci ha messo una mano dal cielo, perché fin da subito è stato detto che il pilota della Honda LCR era cosciente e che manifestava solo dolore alla gamba sinistra. Il bollettino che poi lo stesso francese ha fatto dal letto d'ospedale stasera parla di rottura dei legamenti e di una piccola frattura al perone. Anche qui poca roba rispetto a quello che sarebbe potuto accadere.

Johann Zarco, Team LCR Honda, Francesco Bagnaia, Ducati Team crash

Johann Zarco, Team LCR Honda, Francesco Bagnaia, Ducati Team crash

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

A questo punto c'era chi invocava di fermare qui il programma odierno, perché si era già rischiato anche troppo. Tuttavia, la macchina organizzativa è andata avanti, probabilmente dando poco peso al fatto che su quelle moto dovevano salirci ancora gli stessi ragazzi che avevano appena visto i loro colleghi rischiare seriamente la vita, con annesso anche lo stress di dover andare ad affrontare lo stress di una terza partenza nello spazio di poco più di un'ora.

Ed è proprio su questo aspetto che diversi protagonisti hanno fatto sentire la loro voce a fine giornata, a partire da Pedro Acosta, che l'incidente di Alex Marquez lo ha vissuto direttamente: "Quando succede qualcosa come oggi, è brutto fare finta di niente e tornare in pista come se nulla fosse. Anche per noi piloti di MotoGP, che abbiamo già un po' di esperienza con queste cose".

"Capisco che si debba ripartire dopo una bandiera rossa, ma dopo la seconda... Non sono molto d'accordo sul fatto di dover tornare a correre dopo due bandiere rosse. Se sono già successe due brutte cose nella stessa gara, non credo ci sia bisogno di ripartire. Credo che la salute delle persone venga prima dello spettacolo", ha aggiunto il pilota della KTM.

Stesso concetto che è stato espresso anche da Bagnaia, dopo aver sottolineato però di capire anche gli interessi che ci sono in ballo: "Nessuno obbliga nessuno, se tu non vuoi partire, non parti. Ognuno prende le sue decisioni, ma ovviamente sei pagato un sacco di soldi e ci sono un sacco di sponsor. Non dico che tu sia obbligato, ma è giusto rispettare il tuo lavoro. In una situazione come oggi, la terza partenza è stata forzata, ma fino a lì direi che si parte".

Alex Marquez, Gresini Racing

Alex Marquez, Gresini Racing

Foto di: Eric Alonso / Getty Images

Pure Jorge Martin si è allineato a questa posizione: "Dicono che lo spettacolo debba sempre continuare, ma io credo che ci sia un momento in cui bisogna iniziare a pensare alla componente umana. Non so fino a che punto fosse necessario continuare a cercare quel rischio. Io sono un subordinato, faccio quello che mi dicono, ma bisogna riflettere e pensare fino a che punto valga la pena rischiare la vita in questo modo. Ripartire tre volte è molto pericoloso ed eccessivo. Io posso affrontarlo mentalmente, ma altri no. L'atmosfera che si crea invita già al verificarsi di episodi del genere".

Il problema, dunque, è che i piloti sono gli attori principali di questo spettacolo, ma sembrano non avere per niente voce in capitolo quando si verificano situazioni di questo tipo, subendo le decisioni che prendono altri. Tra di loro però c'è anche chi pensa che in un certo senso siano stati loro stessi a perdere potere politico, iniziando a disertare la Safety Commission, incontri che si tengono al venerdì di ogni Gran Premio proprio per trattare questo tipo di problematiche. Gli unici che continuano a frequentarli infatti sono Bagnaia, Marini e Jack Miller e pensare di avere peso politico in tre non è affatto semplice. 

In un certo senso, si potrebbe quasi parlare di un atteggiamento irrispettoso degli organizzatori nei confronti delle loro star, ma forse ora sono anche i piloti che devono trovare il coraggio di alzare la testa e non essere pronti a dire sempre di sì. Quest'anno, per esempio, avevamo già avuto l'esempio del disastroso weekend di Goiania, dove però alla fine tutti si sono presentati in griglia a dispetto della voragine che si era aperta sul rettilineo di partenza sabato e dell'asfalto che si stava sfaldando domenica. Anche perché oggi è andata "bene", ma non è detto che sarà sempre così.

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