MotoGP | Test Aragon: Vinales e Bezzecchi sotto al record, occhi sulla nuova aero Ducati
Proprio nel finale di giornata, il pilota della KTM e quello dell'Aprilia, che entrambi hanno portato al debutto delle nuove aerodinamiche, sono scesi sotto alla record del tracciato spagnolo, precedendo il dominatore del weekend Marc Marquez. La nuova carena Ducati ha attirato l'attenzione, ma non è ancora chiaro se ci sarà al Mugello.
Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
I test collettivi di MotorLand Aragon della MotoGP hanno indubbiamente messo tanta carne al fuoco, con diversi protagonisti della classe regina che hanno lasciato il saliscendi spagnolo con il sorriso in volto. E uno di questi è senza ombra di dubbio Maverick Vinales, perché il pilota della KTM ha fatto segnare il nuovo record ufficioso della pista con il suo 1'45"694, scendendo di 10 millesimi sotto alla pole firmata sabato da Marc Marquez.
Una giornata a tutto tondo positiva per lo spagnolo, che a cavallo della pausa di pranzo aveva incontrato i giornalisti, dicendosi molto soddisfatto degli aggiornamenti portati dalla Casa di Mattighofen ed in particolare della nuova aerodinamica, che sembra rendere la RC16 molto più naturale nel suo modo di curvare. E alla fine anche il cronometro sembra avergli dato ragione, visto che poi è venuta fuori questa prestazione particolarmente degna di nota.
Così come lo è stata quella di Marco Bezzecchi, che con la sua Aprilia è a sua volta sceso sotto alla pole del weekend, chiudendo a soli 6 millesimi da Vinales. E questo è molto importante, visto che fin qui quello che gli è mancato nelle prime otto gare della stagione è stato proprio il time attack. Anche il riminese ha portato al debutto una nuova veste aerodinamica, parlando di buone sensazioni, ma senza sbilanciarsi sulla possibilità di introdurre questo pacchetto nella prossima gara al Mugello.
In terza posizione c'è il dominatore del weekend, ovvero Marc Marquez, che a sua volta ha chiuso distanziato di appena 55 millesimi. In casa Ducati oggi gli occhi erano puntati soprattutto sul debutto della nuova carena, che ha evidenziato pro e contro e quindi dovrà essere valutata attentamente. Nell'altro lato del box l'ha provata anche Pecco Bagnaia, che come lo spagnolo ha evidenziato che si tratta di una soluzione interessante, che però richiede un bilanciamento differente e che quindi non è scontato che debutterà al Mugello.
Per il pilota italiano questa era una giornata molto importante e la cosa positiva è che, provando anche il nuovo forcellone, sembra aver confermato le buone indicazioni che aveva ottenuto passando ai dischi freno da 355 mm nella gara di ieri, conclusa al terzo posto. Non bisogna farsi ingannare dal nono posto in classifica, a poco meno di sette decimi, perché quello che si è presentato pomeriggio a parlare con i giornalisti è parso un Pecco davvero rinfrancato.
Continuando a scorrere la classifica, in quinta posizione troviamo Fermin Aldeguer, che non avendo novità da provare sulla sua GP24 del Gresini Racing ha potuto portare avanti il suo processo di crescita. E si direbbe che lo ha fatto alla grande, visto che si è messo dietro le altre GP24 di Franco Morbidelli e di Alex Marquez, che hanno chiuso rispettivamente sesto ed ottavo. L'italiano della Pertamina Enduro VR46 è stato anche protagonista di una scivolata verso fine giornata alla curva 10.
A terra, ma in mattinata ed alla curva 7, c'è finito anche Pedro Acosta, alla fine quinto. Anche lo "Squalo di Mazarron", reduce dal bel quarto posto di ieri, ha provato la nuova aerodinamica della KTM, che sembra aver dato qualcosa in più alla RC16, almeno per quanto riguarda lui e Vinales. Brad Binder ed Enea Bastianini (per il quale c'era anche la tanto attesa nuova sella), infatti, sono rimasti piuttosto attardati, chiudendo rispettivamente in 13° ed in 16° posizione.
Passando alla Yamaha, Fabio Quartararo è riuscito ad essere più veloce del tempo che aveva realizzato sabato in Q2, scendendo fino a 1'46"213. Se dalla nuova specifica di motore sembrano essere arrivate indicazioni positive, perché pare garantire un po' più di potenza, "El Diablo" però non era affatto soddisfatto del lavoro fatto con l'elettronica della sua M1, che è rimasta ancora molto nervosa e ha continuato a manifestare il problema di chattering al posteriore che lo ha tormetato per tutto il weekend. Per quanto riguarda la Casa di Iwata, gli altri piloti sono rimasti tutti piuttosto attardati, con Alex Rins e Miguel Oliveira che si sono anche resi protagonisti di scivolate senza conseguenze.
Bisogna scendere fino alla decima posizione per trovare la migliore delle Honda, che è stata quella di Joan Mir. Complice il fatto che non c'era troppo materiale da provare, la Casa giapponese non ha coinvolto i suoi collaudatori, ma i riscontri ottenuti con il nuovo forcellone in carbonio, quello che Aleix Espargaro aveva già utilizzato a Jerez, sembrano buoni. Il maiorchino ha abbassato di tre decimi il tempo in qualifica, mentre Johann Zarco, pur avendo chiuso solo 17°, ritiene che renda la RC213V più stabile sia in frenata che in accelerazione.
Subito fuori dalla top 10 c'è Fabio Di Giannantonio, che come i due piloti ufficiali della Ducati ha provato la nuova veste aerodinamica della GP25, mentre è in coda al gruppo, in 20° posizione, troviamo Lorenzo Savadori. Il collaudatore dell'Aprilia, che fa parte del nutrito gruppo di piloti che hanno portato avanti lo sviluppo del sistema radio, ha provocato anche una bandiera rossa con una scivolata alla curva 8, nella quale comunque non ha riportato particolari conseguenze.
In casa Trackhouse lo hanno detto chiaramente, si trattava solo di un test volto a dare un'opportunità ad un giovane complice l'assenza per infortunio di Ai Ogura, ma non c'è dubbio che il debutto in MotoGP di Manu Gonzalez debba ritenersi positivo. Nonostante una scivolatina alla curva 2 in mattinata, il leader del Mondiale Moto2 si è migliorato costantemente nel corso della giornata e alla fine ha ridotto a poco più di 2" dalla vetta il suo gap, togliendosi la soddisfazione di mettersi dietro un pilota titolare come Somkiat Chantra della Honda LCR, ma chiudendo anche solo una manciata di millesimi dietro all'altra RS-GP di Savadori. Insomma, il ragazzo ha fatto vedere che il talento c'è, serve solo tempo per prendere le misure alla categoria.
| Pos. | Pilota | team | Tempi/gap | giri |
|---|---|---|---|---|
| 1 | M. Viñales | 1'45"694 | 88 | |
| 2 | M. Bezzecchi | +0"006 | 87 | |
| 3 | M. Márquez | +0"055 | 73 | |
| 4 | F. Aldeguer | +0"264 | 45 | |
| 5 | P. Acosta | +0"335 | 59 | |
| 6 | F. Morbidelli | +0"402 | 58 | |
| 7 | F. Quartararo | +0"519 | 74 | |
| 8 | Á. Márquez | +0"579 | 31 | |
| 9 | P. Bagnaia | +0"697 | 72 | |
| 10 | J. Mir | +0"725 | 64 | |
| 11 | F. Di Giannantonio | +0"818 | 72 | |
| 12 | R. Fernández | +0"903 | 78 | |
| 13 | B. Binder | +0"951 | 72 | |
| 14 | J. Miller | +0"967 | 46 | |
| 15 | M. Oliveira | +0"986 | 64 | |
| 16 | E. Bastianini | +1"317 | 62 | |
| 17 | J. Zarco | +1"323 | 67 | |
| 18 | Á. Rins | +1"672 | 60 | |
| 19 | P. Espargaró | +1"873 | 51 | |
| 20 | L. Savadori | +2"086 | 76 | |
| 21 | M. González | +2"138 | 87 | |
| 22 | S. Chantra | +2"259 | 53 |
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