MotoGP | Tardozzi: "A Buriram abbiamo preso schiaffoni, ma la verità la diranno altre piste"
Il team manager della Ducati ha commentato la domenica nera di Buriram, con lo sfortunato KO di Marc Marquez e la conclusione della striscia di 88 podi consecutivi, ammettendo che le cose sono andate decisamente peggio rispetto alle aspettative, ma aggiungendo che a Borgo Panigale si rimboccheranno le maniche per invertire subito il trend.
Davide Tardozzi, Team Manager Ducati
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Prima o poi doveva capitare, ma probabilmente nessuno si aspettava che lo schianto sarebbe stato così fragoroso. La striscia di podi consecutivi della Ducati in MotoGP si è conclusa ad 88 e, se da una parte c'è stata anche una componente di sfortuna, legata al ritiro di Marc Marquez, dall'altra le Desmosedici GP hanno indubbiamente reso al di sotto delle aspettative nel Gran Premio della Thailandia.
Nonostante Buriram fosse sulla carta una pista amica, dove lo scorso anno gli uomini in Rosso avevano ottenuto addirittura un tripletta, l'unico che ha provato a tenere in alto il vessillo della Casa di Borgo Panigale è stato proprio il campione del mondo, ma a cinque giri dalla fine è stato protagonista di un episodio a dir poco sfortunato: andando largo alla curva 4, ha urtato violentemente il cordolo e in quel frangente si è piegato il cerchio posteriore, portando allo sgonfiamento della gomma e all'inevitabile ritiro. Una dinamica che è stata confermata anche dalla Michelin e dal team manager Davide Tardozzi.
Marc Marquez, Ducati, dettaglio della gomma
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"Marc è salito sul cordolo e ad un certo punto sul cordolo c'è uno spigolo. Purtroppo è sceso lì e quindi si è ammaccato il cerchio. Chiaramente, a quel punto la gomma ha perso pressione. Tra l'altro, la cosa divertente è che poi ha forato anche la ruota posteriore dello scooter nel paddock", ha raccontato Tardozzi ai microfoni di Sky Sport MotoGP.
Con il #93 fuori dai giochi, la migliore delle Ducati alla fine è stata quella di Fabio Di Giannantonio, che ha chiuso al sesto posto con oltre 15" di ritardo dal vincitore Marco Bezzecchi. Ad impressionare però è stata la prova di forza dell'Aprilia, che ha piazzato ben quattro moto nelle prime cinque posizioni, ma anche quella di Pedro Acosta, secondo domenica dopo il successo nella Sprint, che ha lasciato il Chang International Circuit da leader della classifica iridata.
"Beh, è ovvio che Aprilia ha fatto un ottimo lavoro e che c'è un Bezzecchi in forma splendida. Ma credo che sia così già dalla metà dell'anno scorso, perché ricordiamoci che Marc poi ha avuto un incidente, ma nelle gare precedenti ha sempre sofferto per batterlo. Detto questo, chapeau all'Aprilia, perché sono andati veramente forte. Poi noi bisogna lavorare su quello che stiamo pensando, non bisogna tenere più niente nei cassetti, bisogna tirare fuori tutto quello che c'è, ma io credo che Gigi ne sia assolutamente cosciente, quindi direi che il nostro dovere è quello di mettere di nuovo i piloti Ducati in condizioni di giocarsi il podio".
Franco Morbidelli, VR46 Racing Team, Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Quando poi gli è stato chiesto di commentare questa debacle, come anche i piloti, il manager romagnolo ha fatto appello alle condizioni del Chang International Circuit, senza nascondere però che le Desmosedici GP sembrano essere state le uniche moto ad accusare questa variazione rispetto ai test della settimana precedente.
"Tutti i piloti Ducati hanno sofferto del cambiamento di condizione che c'è stato rispetto ai test. La pista è cambiata, anche l'umidità era diversa, comunque qualcosa è cambiato e le performance di tutte le Ducati sono un po' calate. Evidentemente non è stato così per altre moto, come la KTM di Acosta e le Aprilia. Detto questo non è una scusa, ma dobbiamo capire perché sia successo".
"Per oggi dico che c'è una componente pista che ha influito negativamente, ma io credo che Gigi sia assolutamente sul pezzo. Dopo aver preso quattro schiaffoni, perché questa è la verità, ci saranno piste che diranno quali sono i veri valori. A parte il Brasile, che è una pista nuova per tutti, io credo che Austin, il Qatar e Jerez diranno qual è la realtà delle cose", ha concluso Tardozzi.
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