MotoGP | Taramasso: "Usura e temperatura, fattori al Mugello"

La Michelin ha praticamente confermato le scelte dello scorso anno per il Mugello, modificando solamente la dura posteriore. Quello toscano è un tracciato che l'azienda francese, reduce da un ottimo weekend a Le Mans, conosce molto bene, ma sa quanto sia esigente verso gli pneumatici.

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Probabilmente il Mugello non era mai stato così tanto avanti nel calendario della MotoGP. Il periodo è sempre quello tradizionale, a cavallo tra l'ultima settimana di maggio e la prima di giugno, ma quest'anno il Motomondiale si presenta sul saliscendi toscano dopo aver già messo in archivio oltre un terzo della stagione, come ottavo dei venti appuntamenti previsti dopo la cancellazione odierna del Gran Premio di Finlandia.

Le colline intorno alla lingua d'asfalto torneranno finalmente a riabbracciare il pubblico e quindi c'è da scommettere che i tifosi faranno sentire il loro calore, nonostante questa sia la prima edizione del Gran Premio d'Italia dopo il ritiro di Valentino Rossi. E con il calore probabilmente dovranno fare i conti anche i piloti, viste le temperature "africane" dell'ultimo periodo, che potrebbero rappresentare un ulteriore elemento di complicazione su una pista già di per sé impegnativa per gli pneumatici, come ci ha spiegato il responsabile della Michelin, Piero Taramasso.

"Il Mugello è un circuito che conosciamo piuttosto bene. Ha un asfalto abbastanza aggressivo, inoltre ci sono tanti cambi di pendenza e di direzione, oltre ad un rettilineo molto lungo, quindi mette parecchio sotto stress le gomme, sia all'anteriore che al posteriore. E' un circuito completo, che le fa lavorare praticamente a ciclo continuo. Per le squadre e i piloti ci sarà da tenere d'occhio l'usura e le temperature, quindi sarà un weekend impegnativo", ha detto Taramasso a Motorsport.com.

Che tipo di scelte avete fatto per il Gran Premio d'Italia?
"E' un weekend in cui presentiamo poche novità rispetto all'anno scorso. Le soluzioni per l'anteriore sono esattamente le stesse del 2021, perché in gara erano state utilizzate sia la media che la dura, quindi abbiamo deciso di riproporle. Poi anche la soft potrebbe servire se al mattino dovesse esserci una temperatura più bassa o magari qualche chiazza d'umido. Per quanto riguarda il posteriore, riproponiamo la media e la soft, che sono quelle che erano state scelte per la gara. L'unica novità è la dura, anche se si tratta di un fine tuning: è solo un pelino più rigida per fare in modo che possa essere costante nel caso che faccia molto caldo".

Le alte temperature potrebbero essere un fattore? Negli ultimi giorni ha fatto davvero caldo in Italia...
"Si parla di temperature che potrebbero oscillare tra i 15 gradi di minima ed avvicinarsi ai 30 di massima. Però le previsioni stanno cambiando e sembra che ci sia la possibilità di dover fare i conti anche con la pioggia nel corso del weekend. Se ci dovessero essere dei turni bagnati comunque l'allocazione è quella standard, con gomme soft e medie simmetriche all'anteriore. Stesse mescole, ma asimmetriche al posteriore".

Pneumatico Michelin

Pneumatico Michelin

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Facendo un passo indietro a Le Mans, immagino che il bilancio del Gran Premio di Francia, nel quale abbiamo assistito alla terza vittoria stagionale di Enea Bastianini, sia più che positivo...
"E' stato un buon weekend perché, nonostante le allerte, alla fine non ha piovuto e la gara è stata disputata sull'asciutto. Già da venerdì avevamo visto che le condizioni della pista erano buone e che si riuscivano a fare dei tempi interessanti. Anche perché le Mans è un tracciato che non è aggressivo con gli pneumatici, ma offre comunque tanto grip. In qualifica poi è stata realizzata la best pole e anche domenica sono stati battuti sia il record del giro veloce che quello della distanza di gara. Dal punto di vista delle performance delle gomme possiamo solo essere soddisfatti. Anche a livello di soluzioni, all'anteriore sono state utilizzate tutte e tre in gara. Al posteriore invece si sono indirizzati tutti sulla soft, perché si era visto da subito che poteva durare per tutta la corsa, offrendo anche un extra grip nella zona dell'edge, che su una pista come Le Mans, con tanti cambi di direzione, è molto importante. Diversi piloti sono rimasti indecisi fino all'ultimo se montare la media, che garantiva un pizzico in più di stabilità, ma alla fine hanno deciso di indirizzarsi tutti nella stessa direzione della maggioranza".

Come dicevi, alcuni piloti hanno montato la soft all'anteriore, come per esempio Jack Miller. Pensi che sia stato un azzardo?
"Non credo, perché anche in passato era già stata utilizzata, proprio perché parliamo di una pista con un asfalto poco abrasivo. La soft quindi è una gomma che può dare più feeling al pilota, offrendo anche sull'anteriore quel grip extra sull'angolo di piega che è fondamentale su una pista così. Se le temperature fossero state più basse, credo che sarebbero stati di più i piloti che l'avrebbero usata".

Tra l'altro, dopo aver accusato un calo, la gomma del ducatista sembra essersi stabilizzata, permettendogli di chiudere secondo...
"Sì, spesso la gomma si comporta in questa maniera. Magari ha un calo di prestazione dopo qualche giro, ma poi rimane costante fino alla fine della corsa. Non deve necessariamente calare giro dopo giro. Poi sta molto alla sensibilità del pilota riuscire a gestirla. Se spinge come un pazzo, è ovvio che andrà incontro ad un altro drop, ma curandola bene si può portare fino alla fine senza perdere troppo in termini di performance".

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In Francia abbiamo visto anche il secondo round della MotoE, che questo fine settimana correrà per la prima volta al Mugello...
"I piloti hanno cominciato ad abituarsi alla moto nuova, che ha cambiato bilanciamento con la riduzione di peso. Ora però sembrano averle preso le misure, infatti nel weekend sono stati realizzati gli stessi tempi dell'anno scorso. Questo è di buon auspicio in vista della corsa del Mugello, una pista su cui non abbiamo riferimenti. Dalla prossima gara però sono fiducioso che inizieremo a parlare solo di performance, perché ormai sono molto vicini al bilanciamento ottimale".

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