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MotoGP | Taramasso: "Termas sarà una vera incognita"

Dopo il pepato weekend di Mandalika, la Michelin è pronta ad affrontare il terzo appuntamento stagionale, che prevede il ritorno a Termas de Rio Hondo a distanza di tre anni dall'ultima gara. Una pista già di per sé impegnativa per le gomme, che potrebbe presentare qualche incognita in più a livello di grip e di usura.

Piero Taramasso, Michelin

Il weekend di Mandalika ha lasciato un pizzico di amaro in bocca, con una polemica a distanza con la Honda per le scelte fatte al posteriore per il Gran Premio d'Indonesia ed una replica davvero pungente da parte del team manager Alberto Puig, alla quale però il responsabile della Michelin, Piero Taramasso, ha preferito non rispondere.

Prima di archiviare del tutto la lunghissima trasferta asiatica, ci ha tenuto però a sottolineare la buona performance offerta dalle gomme da bagnato nella gara disputata dopo che un vero e proprio nubifragio si è abbattuto sull'isola di Lombok, portando ad uno slittamento di circa un'ora e un quarto della partenza.

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"Abbiamo già parlato anche troppo delle gomme slick, la cosa che un po' mi dispiace è che non si sia parlato invece delle buone prestazioni di quelle da bagnato a Mandalika. Tutti sono partiti con la rain media sia all'anteriore che al posteriore ed è stata veramente una bella corsa", ha detto Taramasso a Motorsport.com.

"Oliveira l'ha gestita molto bene dall'inizio alla fine, senza avere nessun problema ed era contento del grip e della costanza che hanno offerto le gomme in queste condizioni. A me piacerebbe vedere più gare sotto alla pioggia, perché le performance delle nostre rain sono davvero buone. La conferma arriva dal fatto che i tempi sul giro sul bagnato erano appena 7" più alti rispetto a quelli realizzati sull'asciutto. Di solito il gap è di circa una decina di secondi, ma probabilmente anche l'asfalto nuovo ha aiutato a ridurlo in questo caso", ha aggiunto.

Ora però è arrivato il momento di cominciare a pensare al prossimo appuntamento, il Gran Premio d'Argentina, che torna in calendario dopo aver saltato due edizioni a causa della pandemia del COVID-19. Quello di Termas de Rio Hondo, dunque, si prospetta con un weekend ricco di incognite, visto che l'azienda francese non ha dati più freschi di quelli del 2019 da cui attingere. Ed è proprio da qui quindi che, come ci ha spiegato Taramasso, ha deciso di ripartire.

Questo fine settimana si torna in Argentina, su una pista che non affrontate da parecchio tempo...
"Negli ultimi due anni non siamo andati a Termas de Rio Hondo, l'ultima volta è stata nel 2019. Parliamo già di un circuito difficile da interpretare, ma a distanza di tutto questo tempo lo sarà ancora di più. E non parlo solo di logistica, perché è un circuito che è sempre stato piuttosto aggressivo con le gomme, soprattutto sul posteriore, dove si possono generare sia usura che alte temperature a causa del poco grip offerto dall'asfalto. Poi stavolta sarà una vera incognita, perché non abbiamo alcuna informazione sulle condizioni della pista, quindi solo venerdì capiremo i livelli di grip e di usura".

Essendo quasi al "buio", che tipo di scelte avete fatto?
"In linea di massima, noi quest'anno riproponiamo la stessa gamma di mescole che avevano funzionato bene nel 2019. E tutte le specifiche, quindi sia le tre anteriori che le tre posteriori, saranno simmetriche, perché il circuito non sollecita particolarmente uno dei due lati del pneumatico".

Scendiamo nei particolari: partiamo dall'anteriore...
"La soft e la media sono le stesse che avevamo portato nel 2019 ed erano piaciute ai piloti, con la media che era stata la più utilizzata in gara. Rispetto a tre anni fa, abbiamo deciso di sostituire la dura, optando per una soluzione che offre un po' più di grip, ma anche un maggior supporto. Comunque è un gomma che i team conoscono bene, perché è la dura standard che portiamo un po' su tutti i circuiti. Due anni fa avevano un po' di difficoltà ad utilizzarla, ma ora la utilizzano quasi tutti, in parte per l'evoluzione delle moto ed in parte perché anche i piloti riescono ad interpretarla meglio, quindi penso che potrà essere una buona soluzione soprattutto se ci saranno temperature elevate".

E al posteriore invece?
"Anche in questo caso abbiamo scelto di confermare sia la soft che la media, che sono le due mescole che erano state utilizzate in gara. Però rispetto al 2019 è cambiata la carcassa, perché è quella standard attuale che è stata introdotta nel 2020. La dura potrebbe essere invece la gomma di riferimento, perché ha la stessa mescola della media, ma accoppiata alla carcassa che avevamo nel 2019, quindi è la stessa soluzione che aveva fatto la gara di tre anni fa. Ci tengo comunque a precisare che non si tratta di gomme che erano avanzate, ma che abbiamo prodotto appositamente per questa gara".

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