MotoGP | Taramasso: "Qatar bella sfida, il nuovo asfalto è aggressivo"
La MotoGP arriva a Lusail con una nuova incognita per la Michelin: un nuovo fondo che ha creato tanti grattacapi alla Formula 1. Il responsabile dell'azienda francese però assicura che sono state prese tutte le contromisure necessarie a vivere un weekend senza troppi patemi.
La MotoGP sta vivendo un finale di stagione intensissimo. Il Gran Premio della Malesia è stato appena archiviato ed è già il momento di volgere lo sguardo a quello del Qatar. Nell'epoca più recente, il Lusail International Circuit ha sempre ospitato la gara d'apertura, ma quest'anno è stata spostata come penultimo round per rendere possibili i lavori di ammodernamento dell'impianto richiesti dalla Formula 1.
Lavori che hanno portato anche alla stesura di un nuovo manto d'asfalto, che ha creato parecchi grattacapi in occasione della gara del Circus delle quattro ruote, nella quale era stato imposto un doppio pit stop per evitare i problemi legati al degrado, ma anche ai cordoli piramidali che provocavano delle microfratture sugli pneumatici Pirelli. Una bella incognita per gli uomini della Michelin, che però pensano di aver attuato tutte le contromisure per vivere un weekend senza troppi patemi, come ci ha spiegato il responsabile Piero Taramasso.
"Quella del Qatar sarà una bella sfida perché, anche se conosciamo molto bene il tracciato, c'è un nuovo asfalto che sembra sia molto aggressivo. O comunque più aggressivo di quello che c'era prima. Inoltre c'è sempre l'incognita della sabbia che viene portata in pista dal vento, rendendo ancora più abrasivo il fondo. Senza dimenticarci che parliamo anche di una gara che si disputa in notturna", ha detto Taramasso a Motorsport.com.
Come ha reagito la Michelin a questa situazione?
"Per 'coprirci', noi porteremo una specifica in più per l'anteriore ed una specifica in più per il posteriore, come facciamo sempre nei casi in cui dobbiamo confrontarci con un nuovo asfalto senza aver avuto modo di fare un test. Dopo quello che si è visto nel GP di F1 è vero che c'è un po' di nervosismo, ma possiamo solo andare a Lusail e vedere qual è la situazione".
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
Piero Taramasso, Michelin
In considerazione di questi fattori, che tipo di scelte avete fatto per il fine settimana?
"Per quanto riguarda l'anteriore, porteremo quattro gomme simmetriche. A livello di mescole, tre sono le stesse che avevamo portato anche nel 2022. La novità è la media, che insieme alla soft potrebbe essere utilizzata per la gara, quando scende il buio su Lusail. Per quento riguarda le due mescole dure invece, si tratta di soluzioni utili per i turni diurni, quando c'è più caldo. Passando al posteriore, ci sono la soft e la media che sono asimmetriche, mentre la specifica dura, che è quella che portiamo come back-up, è simmetrica. In questo caso, la soft è la stessa dell'anno scorso, la media invece l'abbiamo modificata, cercando di renderne un po' più performante il lato sinistro".
Che tipo di scelte pensi che vedremo al posteriore nel corso del weekend?
"L'anno scorso 11 piloti avevano corso con la soft e 13 invece avevano utilizzato la media. Con la modifica che abbiamo apportato, però, ritengo che la media potrebbe essere la scelta maggioritaria quest'anno per la gara lunga. Ci sta poi che possano montare la soft per la Sprint, visto che l'anno scorso metà della griglia l'aveva utilizzata nella gara lunga".
Quest'anno si va a correre in Qatar in un periodo molto diverso dell'anno, a novembre, mentre solitamente ci si va a marzo. Dal punto di vista climatico potrebbe cambiare qualcosa?
"Ho guardato le previsioni delle temperature e devo dire che sono abbastanza simili. Magari ci possono essere un paio di gradi in meno, quindi le condizioni non dovrebbero essere troppo diverse. A livello di umidità invece lo scopriremo quando saremo là".
Solitamente, trattandosi di una notturna nel deserto, la temperatura tende ad abbassarsi durante la gara in Qatar. Credi che questo possa avere un impatto sulla tanto discussa gestione dei valori della pressione? Potrebbe essere un qualcosa molto importante, visto che entrambi i contendenti al titolo si sono già giocati il jolly del warning ed ora sono a rischio penalità...
"Non penso. Per me la pista su cui è più difficile trovare il giusto compromesso è Phillip Island, perché parti con delle pressioni alte e addirittura si abbassano nel corso della gara. In Qatar di solito quando parte la gara ci sono tra i 22 ed i 24 gradi sull'asfalto. Poi la temperatura si può abbassare di un paio di gradi, ma questo non basta per influenzare le pressioni".
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