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Intervista
MotoGP GP della Thailandia

MotoGP | Taramasso: "Per Michelin sarà un 2025 all'insegna della stabilità"

Il responsabile dell'azienda francese ci ha parlato delle scelte che sono state fatte per la stagione 2025 della MotoGP, che vanno nella direzione della continuità con l'anno scorso. Inoltre, Taramasso ha spiegato quali saranno le insidie da affrontare nel Gran Premio della Thailandia, che questo fine settimana aprirà il Mondiale.

Piero Taramasso, Michelin, Michelin press scrum

Piero Taramasso, Michelin, Michelin press scrum

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

La stagione 2025 è ai nastri di partenza per la MotoGP. Il pre-campionato ha dato qualche indicazione su quelli che potranno essere i valori in campo, con la Ducati che sembra ancora in vantaggio rispetto alla concorrenza, nonostante le novità introdotte non abbiano dato i frutti sperati. Questo fine settimana, però, si comincia a fare sul serio e rispetto al passato recente c'è una novità importante: non si comincia più con la notturna del Gran Premio del Qatar, ma al caldo infernale della Thailandia, a Buriram, dove sono andate in scena anche le ultime due giornate dei test.

Il via del campionato rappresenta un momento importante anche per la Michelin, che è il fornitore unico di pneumatici della classe regina. Il responsabile Piero Taramasso ha fatto per Motorsport.com un punto sulle aspettative dell'azienda francese in vista di questo 2025 e più in particolare sulla prima gara ormai alle porte.

Siamo al via di una nuova stagione: dal punto di vista delle gomme ci sono delle novità rilevanti da segnalare?
"Per la stagione 2025 non ci sono cambiamenti, la gamma è praticamente la stessa dell'anno scorso. Nel 2024 abbiamo introdotto delle nuove mescole sia all'anteriore che al posteriore, che hanno funzionato bene sia a livello di grip che di costanza di rendimento. Infatti, praticamente su tutte le piste, sono stati battuti sia i record sul giro che quelli di durata della corsa. In virtù di questo, per noi la cosa più logica era quella di impostare una stagione all'insegna della stabilità, senza cambiamenti. Abbiamo eliminato solamente una soluzione all'anteriore e due al posteriore, ma erano delle mescole che non avevano soddisfatto appieno sia noi che i piloti. Questo va nella direzione di ridurre il numero complessivo di specifiche e quest'anno siamo scesi a 28 per le slick, tra anteriori e posteriori, che sono praticamente la metà di quelle che proponevamo nel 2018 e nel 2019. E' un lavoro di riduzione che facciamo tutti gli anni per una questione di sostenibilità, perché questo vuol dire fabbricare meno gomme ed avere una migliore rotazione degli stock. Cosa che ci permette di arrivare a fine anno anche con meno gomme da distruggere. Anche quest'anno abbiamo fatto un altro passettino ed è una buona cosa".

Durante il pre-campionato, avete avuto a disposizione cinque giornate di test, che tipo di indicazioni siete riusciti a raccogliere?
"Sia a Sepang che a Buriram abbiamo proposto le specifiche dei Gran Premi della passata stagione. Le uniche novità che abbiamo proposto erano sull'anteriore: una nuova mescola media/hard che introdurremo il prossimo anno e poi la nuova costruzione, che avevamo già provato più volte nel 2024. In questo caso però avevamo già apportato delle modifiche per migliorare la stabilità ed il feeling dei piloti, che dai feedback che abbiamo avuto sia in Malesia che in Thailandia sembra che funzionino. Dunque, da questo punto di vista sono stati dei test positivi, anche se continueremo a provare questa costruzione durante tutti i test di questa stagione. Inoltre, abbiamo avuto dei riscontri favorevoli anche sulla nuova mescola".

Piero Taramasso, Michelin, Romano Albesiano

Piero Taramasso, Michelin, Romano Albesiano

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Due di queste giornate le avete fatte proprio a Buriram, che questo fine settimana ospita il Gran Premio della Thailandia che apre la stagione...
"Il test di Buriram ha confermato che le gomme che abbiamo scelto per il GP funzionano bene, ma che quello thailandese è un tracciato particolarmente esigente, sia sull'anteriore che sul posteriore. Comunque i piloti hanno avuto modo di fare sia delle simulazioni di Sprint che delle simulazioni di gara e quei dati ci aiuteranno sicuramente nel corso del weekend, anche perché non dobbiamo dimenticare che in Thailandia utilizziamo la carcassa da alte temperature al posteriore ed anche all'anteriore la dura ha una costruzione più rigida. Quindi è una pista sulla quale è fondamentale trovare il setting ideale, sia dal punto di vista della ciclistica che dell'elettronica, per sfruttare al massimo il potenziale delle gomme ed il grip, cercando anche di limitare l'usura".

I test sono stati caratterizzati da un caldo infernale, una situazione che potrete ritrovare anche nel weekend di gara...
"La problematica di questa pista è proprio il caldo, con la temperatura dell'asfalto che supera i 50 gradi per buona parte della giornata. Poi ci sono due rettilinei molto lunghi, che con l'enorme potenza delle MotoGP portano ulteriore calore sulla gomma posteriore. Ci sono anche delle staccate piuttosto violente, quindi possiamo parlare di una configurazione simile a quella dell'Austria, che tende a mettere le gomme continuamente sotto stress".

In Thailandia poi c'è un'altra incognita che non bisogna mai sottovalutare: il rischio pioggia...
"Non ho ancora visto le previsioni, ma lì direi che il rischio di avere a che fare con la pioggia c'è sempre. L'anno scorso, per esempio, la gara della domenica è stata disputata sul bagnato. Però nella Sprint eravamo già riusciti a raccogliere dei buoni dati, con la maggior parte dei piloti che avevano corso con la dura all'anteriore e la soft al posteriore. Per la gara lunga l'idea era quella di passare sulla media al posteriore, però poi ha piovuto. Ma quella è un'incognita che bisogna sempre considerare in questa parte del mondo".

Lo scorso anno la stagione si era aperta con la notturna in Qatar e in Thailandia si era corso ad ottobre. Questo cambiamento di date vi condiziona in qualche modo?
"E' vero che è cambiata la data, ma le condizioni penso che saranno più o meno le stesse che abbiamo trovato negli anni precedenti. Anzi, rispetto al passato abbiamo il vantaggio di aver fatto i test pochi giorni prima del Gran Premio e quello sicuramente è un bell'aiuto. Per il resto, per noi non fa una gran differenza iniziare lì o in Qatar come da tradizione".

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