MotoGP | Taramasso orgoglioso: "Gamma Michelin più ristretta ma sempre più performante"
Il responsabile della Michelin in MotoGP ha tracciato un bilancio molto positivo della stagione 2025, che ha indicato come la migliore da quando l'azienda francese è diventata fornitore unico di pneumatici della classe regina nel 2016, raggiungendo anche degli importanti obiettivi in termini di sostenibilità.
Piero Taramasso, Michelin
Foto di: Michelin Sport
Il Natale si avvicina e, come sempre, nel motorsport questo è il momento in cui si tracciano i bilanci della stagione alle spalle, ma si inizia anche a pensare a quella che verrà. Per la Michelin si tratta di uno snodo importante della sua avventura in MotoGP, perché l'azienda francese va incontro alla sua ultima stagione come fornitore unico di pneumatici della classe regina. Alle spalle però ci sono già dieci stagioni ricche di soddisfazioni, compresa quella 2025, come ci ha spiegato il responsabile Piero Taramasso.
"E' stata una stagione molto impegnativa, che però ci ha dato ottimi risultati. Anzi, è stata senz'altro la miglior stagione che abbiamo fatto da quando siamo in MotoGP, nonostante 22 Gran Premi e 22 Sprint siano davvero tanti. Eravamo partiti da un'allocazione base simile a quella dell'anno scorso, facendo solo qualche piccolo cambiamento, che potremmo definire fine tuning, tra l'altro solo su qualche circuito e su qualche specifica. Siamo anche riusciti a ridurre la gamma di altre due soluzioni, perseguendo il nostro obiettivo di averne sempre meno, ma che siano più polivalenti e con dei range di funzionamento più larghi", ha spiegato Taramasso a Motorsport.com.
Puoi darci qualche numero di questa riduzione?
"Per esempio, nel 2018 eravamo a 59 specifiche, e nel 2025 siamo a meno di 30. Quindi abbiamo ridotto le specifiche del 50% e continuiamo su quella strada, sempre nel rispetto della sostenibilità. In questo modo ne dobbiamo produrre meno, c'è una migliore rotazione ed abbiamo meno stock di gomme. Tutto appunto in direzione della sostenibilità".
Oltre a ridurre la gamma, avete portato anche qualche novità però...
"Nelle gare asiatiche avevamo optato per una carcassa anteriore più rigida, ma devo ammettere che non ha avuto un grande successo. Qualcuno l'ha adoperata, ma in generale piloti ed i team hanno preferito rimanere con le specifiche che conoscevano meglio".
Piero Taramasso, Michelin
Foto di: Michelin
Siete soddisfatti delle prestazioni che avete ottenuto in questa stagione?
"Dal punto di vista delle performance abbiamo battuto dei record su tutte le piste, ad eccezione di Misano ed Assen. Però su tutti gli altri circuiti ne abbiamo battuto almeno uno, sfruttando anche situazioni come il fatto che a Brno c'era l'asfalto nuovo e che Balaton era una pista completamente inedita. Siamo tornati a Valencia ed in Argentina dopo due anni e in queste situazioni è quasi come se fosse una pista nuova. In queste condizioni è sempre più complicato, ma grazie alle nostre simulazioni siamo riusciti a portare le specifiche giuste, che ci hanno permesso di battere i record".
C'è qualcuno di questi record di cui sei particolarmente orgoglioso?
"Per noi, come sempre, la cosa più importante è la durata delle corse, quindi il nostro obiettivo è che le gomme siano performanti nell'arco di tutta la gara e che non degradino. E in quest'ottica è positivo che i record sul giro in gara siano stati fatti spesso nella parte conclusiva della corsa. Alla fine sono stati 38 in tutto i record: 15 primati assoluti della pista, 13 del miglior giro in gara e 10 della durata della corsa. Sono sette i piloti (Marc e Alex Marquez, Bagnaia, Aldeguer, Bezzecchi, Raul Fernandez e Zarco) e tre i marchi che sono riusciti a vincere le gare domenicali (Ducati, Aprilia e Honda). Sono 13 invece i piloti che sono riusciti a salire sul podio e otto quelli che hanno fatto delle pole position. La cosa importante per noi è che questo vuol dire che le nostre gomme funzionano bene su diversi tipi di moto e con diversi stili di guida. E' vero che nelle ultime gare non c'è stato più Marquez, quindi questo ha un po' cambiato le carte in tavola, ma tra qualifiche e gare tutti i marchi hanno avuto delle prestazioni interessanti: la Yamaha, per esempio, ha fatto cinque pole position con Quartararo, e la KTM ha fatto diversi podi con Acosta".
Ora si volta pagina e si inizia a pensare al 2026...
"Sarà l'ultimo anno di questo regolamento e per noi in MotoGP, quindi non ci saranno stravolgimenti. La sola grande novità, ma ne abbiamo già parlato più volte, è che all'anteriore porteremo solamente due specifiche e non più le tre che avevamo fino a quest'anno. Ogni pilota avrà 7 gomme nella mescola più morbida e 7 in quella più dura e questo ci permetterà di ridurre ulteriormente il numero delle specifiche. Quindi chiuderemo il nostro ciclo di 11 anni essendo riusciti a perseguire il nostro obiettivo di avere una gamma sempre più ristretta, ma sempre performante. Anzi, sempre più più perfermante, visto che di anno in anno le performance sono migliorate".
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