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Motor1.com Italia
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MotoGP | Taramasso: "Non provare le Pirelli con le 1.000cc non è una decisione di Michelin, ma condivisa"

Il responsabile dell'azienda francese ha risposto a quei piloti che cambieranno marchio nel 2027, che si sono lamentati di non poter provare le nuove gomme fino ai test di Valencia neppure con le attuali 1.000cc, spiegando che si è trattato di una scelta condivisa da tutte le parti. Inoltre ci ha presentato il Gran Premio d'Olanda.

Piero Taramasso, Michelin

Piero Taramasso, Michelin

Foto di: Michelin Sport

Negli ultimi giorni le gomme sono state un argomento molto chiacchierato nel paddock della MotoGP. A Brno, all'indomani del Gran Premio di Repubblica Ceca, c'è stato il primo test riservato ai piloti titolari con le nuove moto da 850cc basate sul nuovo regolamento, ma anche con le gomme Pirelli che le equipaggeranno dall'anno prossimo. 

Il problema è che non tutti hanno avuto modo di partecipare, visto che sono tantissimi i piloti che cambieranno marchio nella prossima stagione. E' normale, dunque, che le Case per cui stanno correndo quest'anno non gli abbiano voluto far provare i nuovi prototipi, anche se ci sono state alcune eccezioni, come Pedro Acosta che è salito sulla KTM e Joan Mir e Luca Marini che hanno guidato la Honda, pur essendo tutti in uscita.

Tra quelli che non hanno avuto questa opportunità, alcuni però si sono lamentati del fatto che non avranno l'opportunità di provare i nuovi pneumatici fino al test che si terrà a Valencia ad inizio dicembre, subito dopo la conclusione della stagione, evidenziando che gli avrebbero potuto dare la possibilità di provarle almeno con le attuali 1.000 per iniziare a capirle. E qualcuno ha anche lasciato intendere che ci potesse essere stato un veto da parte della Michelin, che non voleva un confronto diretto. Ed è proprio chiarendo questo punto che abbiamo iniziato il nostro consueto approfondimento con il responsabile dell'azienda francese, Piero Taramasso.

"Non è stata una decisione della Michelin. Come sempre è una decisione che è stata presa tutti insieme da Michelin, Pirelli, Dorna e MSMA. Posso anche dirti che la discussione è durata anche molto poco su questo aspetto, anche perché è stata una scelta logica. L'idea base era che le moto 2026 facessero i test con le gomme 2026 e che le moto 2027 li facessero con quelle del 2027, quindi con l'altro fornitore, senza mischiare le cose. Se poi ti ricordi bene, in realtà il primo test in assoluto era stato fatto con delle 1.000cc adattate, quindi con meno potenza e meno aerodinamica, a riprova che non c'era alcun tipo di veto. Poi si è deciso che, una volta che ci sarebbero stati i veri prototipi 2027, ci sarebbe stata questa separazione", ha spiegato Taramasso a Motorsport.com. 

Michelin

Michelin

Foto di: Michelin

Questo fine settimana si torna subito in pista ad Assen, per il Gran Premio d'Olanda...
"Assen è un circuito storico, la 'Cattedrale della Velocità', quindi è sempre bello andarci. E' una pista veloce, con poche staccate, infatti l'anteriore è poco sollecitato e non è un caso che spesso si utilizzi la mescola più morbida a disposizione".

Considerando che quest'anno le soluzioni per l'anteriore sono solo due e non tre come fino all'anno scorso, che scelte avete fatto quindi per il Gran Premio d'Olanda?
"Abbiamo confermato la soft, che è la stessa del 2025. Quella che invece l'anno scorso era la dura, diventerà la media nell'allocazione di quest'anno. Sappiamo che ad Assen la temperatura può cambiare da un momento all'altro e con queste due scelte possiamo coprire un range più ampio. Diciamo che è un qualcosa di simile a quello che faremo anche a Portimao, su quei tracciati dove può capitare di avere sia caldo che freddo, con cambiamenti anche abbastanza repentini".

Per il posteriore invece?
"Non abbiamo cambiato niente rispetto all'allocazione 2025, confermando la stessa soft e la stessa media, che sono entrambe asimmetriche, con la spalla destra più rigida, a differenza delle anteriori, che sono simmetriche".

Che tipo di scelte avevano fatto i piloti ad Assen nella passata stagione?
"L'anno scorso per la Sprint c'erano tra i 28 e i 30 gradi sull'asfalto ed avevano scelto tutti una coppia di gomme soft. Nella gara lunga invece avevano montato la dura all'anteriore, che è quella che quest'anno portiamo come media, e la media al posteriore. Ma la temperatura della pista era salita a 40 gradi. Però ci sono stati anche sei piloti che hanno corso con la soft, quindi sappiamo che tutte e quattro le opzioni possono essere valide per il weekend".

Come dicevi prima, è una pista sulla quale è più importante avere un buon posteriore...
"Esatto, perché è una pista con tante curve veloci e con tante accelerazioni, quindi genera tanto carico al posteriore. Per l'anteriore è uno dei circuiti sui quali invece la soft è una buona scelta, perché ci sono giusto un paio di staccate forti, per il resto i piloti devono soprattutto portare la velocità in curva. L'asfalto poi non ha un grip eccezionale, ma non è neanche troppo aggressivo, quindi il livelli di consumo non è esagerato. Dunque, se le moto saranno ben bilanciate, in funzione delle strategie, potranno scegliere le gomme che preferiscono a livello di feeling".

Per la giornata di domenica le previsioni meteo parlano anche di rischio temporali. Che tipo di tracciato è Assen in caso di pioggia?
"E' una pista abbastanza buona, ci abbiamo già girato parecchie volte sul bagnato e diciamo che c'è un grip corretto, quindi questa eventualità non ci preoccupa".

Track action

Track action

Foto di: Lukas Kabon / Anadolu via Getty Images

Facciamo un passo indietro al Gran Premio di Repubblica Ceca, che ha visto la seconda vittoria consecutiva di Marc Marquez ed il ritorno al successo almeno nella Sprint di Pecco Bagnaia. Un weekend nel quale ci sono state delle prestazioni davvero notevoli: qual è quindi il bilancio della Michelin?
"Brno è andata benissimo, viste le condizioni estreme a livello di temperatura e che comunque parliamo di un circuito abbastanza impegnativo sia per gli pneumatici anteriori che per quelli posteriori. Nonostante facesse davvero caldissimo, i tempi sono stati velocissimi, grazie anche al grip della pista, che è stato buono fin da venerdì. La pole position di Ogura è stata impressionante, perché è sceso di oltre un secondo sotto a quella del 2025 e non se l'aspettava nessuno. Ma anche la Sprint è stata 10 secondi più veloce e la gara lunga di 13 secondi, quindi la performance c'era ed è stata importante. Le gomme erano le stesse dell'anno scorso, però le hanno sicuramente sfruttate meglio se pensiamo alle condizioni che c'erano. Poi hanno dimostrato di avere anche una buona costanza, infatti Di Giannantonio ha fatto il giro veloce proprio sotto alla bandiera a scacchi, quando stava rimontando su Bagnaia. La gara lunga è stata anche abbastanza spettacolare, con diversi sorpassi nel finale tra i primi tre, quindi per me c'è stato un bel cocktail a livello di spettacolo e di performance".

Tra le altre cose, abbiamo visto delle scelte diversificate al posteriore, segno che le opzioni a disposizione erano tutte valide...
"Davanti hanno usato sempre tutti la media, ma al posteriore funzionavano sia la soft che la media. Nella Sprint la griglia era divisa più o meno al 50% tra queste due soluzioni e Bagnaia ha vinto con la soft, davanti ad Ogura che aveva la media, poi terzo c'era Marquez con la soft e quarto Di Giannantonio con la media. Quando è così, vuol dire che sono entrambe soluzioni valide e che semplicemente ti permettono di attuare delle strategie diverse: attaccare all'inizio e gestire alla fine o viceversa. Domenica invece hanno preso tutti la media tranne Mir, che però è stato molto contento della sua scelta, perché alla fine è riuscito a chiudere quinto con la soft".

Tra le altre cose, Mir ha sottolineato proprio che è stata una scelta fondamentale per permettergli di piazzarsi nella top 5...
"Sì, lo ha aiutato molto alla partenza, ma gli permetteva anche di rallentare meglio la moto e lo aiutava anche a farla girare di più. Però anche lui è stato molto bravo a gestirla, perché tendenzialmente Joan è un pilota che ha uno stile di guida abbastanza aggressivo. E in questo senso anche la Honda è migliorata, anche se non è ancora la moto più bilanciata del lotto".

Nonostante le temperature altissime, abbiamo visto una penalità legata alla pressione degli pneumatici per Alex Rins nella Sprint. Come lo possiamo spiegare?
"Penso che probabilmente ci sia stato un errore nel settaggio del valore base più che di calcolo, anche perché il suo valore è stato inferiore per 9 dei 10 giri. Purtroppo sono cose che possono capitare".

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