MotoGP | Taramasso: "Mandalika ha grip, ma l'asfalto è molto aggressivo"
Dopo l'incoronazione di Marc Marquez in Giappone, la prima doppietta asiatica prosegue con il Gran Premio d'Indonesia. Per contrastare il fondo aggressivo e le alte temperature, la Michelin porta delle soluzioni abbastanza rigide, con una carcassa posteriore specifica. Rispetto al 2024, la media anteriore ha una mescola leggermente più dura.
Piero Taramasso, Michelin
Foto di: Motorsport.com
Mancano ancora cinque gare al termine, ma la MotoGP 2025 ha espresso i suoi verdetti in Giappone, dove Marc Marquez è tornato a sedersi sul trono iridato dopo sei anni di sofferenza, conquistando il suo nono titolo in carriera, il settimo nella classe regina. Con il Pecco Bagnaia ritrovato a Motegi, dove ha sfoderato una grande doppietta, e tanti piloti che hanno ancora voglia di provare ad essere protagonisti, è comunque lecito attendersi un finale di stagione divertente e ricco di spunti.
A partire dal Gran Premio d'Indonesia che andrà in scena questo fine settimana, con la quarta edizione che si disputa sul tracciato di Mandalika. Uno di quelli entrati più di recente nel calendario del Motomondiale, ma sul quale la Michelin inizia ad avere una certa quantità di dati e di esperienza, come ci ha spiegato il responsabile del fornitore unico di pneumatici della classe regina, Piero Taramasso.
"Mandalika è una pista di recente realizzazione, quindi l'asfalto ha grip, ma è anche molto aggressivo a causa della sua dentatura. In più, se ci aggiungiamo che le temperature sono sempre elevate, con quelle del fondo stradale che possono arrivare a toccare i 50 gradi, è chiaro che non è uno dei weekend più semplici da affrontare", ha detto Taramasso a Motorsport.com.
Alla luce di questo, che tipo di scelte avete fatto per il Gran Premio d'Indonesia?
"Portiamo delle gomme abbastanza rigide sia all'anteriore che al posteriore. Tra le altre cose, al posteriore c'è la carcassa pensata per le alte temperature, che è quella che utilizziamo anche in Thailandia e che abbiamo sempre portato a Mandalika anche in passato. Le tre soluzioni anteriori sono simmetriche, mentre le due posteriori sono asimmetriche, con la mescola più dura a destra.
A livello di mescole, c'è qualche novità rispetto all'allocazione dell'anno scorso?
"Abbiamo modificato solamente la media anteriore, che è un po' più rigida, perché quella che avevamo portato l'anno scorso non era piaciuta e infatti si erano indirizzati praticamente tutti sulla dura sia nella Sprint che nella gara lunga. Solamente un paio avevano provato la soft in qualifica e in gara, ma erano stati casi abbastanza isolati. Per questo abbiamo deciso di introdurre questa nuova soluzione, che penso possa essere un'opzione valida soprattutto se la temperatura dell'asfalto dovesse essere alta, almeno intorno ai 45 gradi. Ma si tratta di una gomma che le squadre conoscono bene, perché l'abbiamo già portata anche a Sepang in passato".
Per quanto riguarda il posteriore, ti aspetti delle scelte particolari o più "classiche"?
"Credo che non ci saranno sorprese, con la soft per la Sprint e la media per la gara lunga, perché sono anche le gomme che sono state utilizzate un anno fa. A meno che non ci sia qualche temporale che magari può peggiorare le condizioni della pista, anche se ad oggi le previsioni meteo sembrano essere piuttosto buone per il fine settimana".
Michelin
Foto di: Michelin
Facciamo un passo indietro al Giappone, che ha incoronato Marc Marquez campione del mondo con ben cinque gare d'anticipo. In generale è stato un fine settimana davvero con tanti contenuti...
"E' stato il weekend di Marc, che è diventato campione del mondo per la settima volta in MotoGP, la quinta nella sua carriera con le gomme Michelin. Poi c'è stato il ritorno alla vittoria di Bagnaia, che si è imposto sia nella Sprint che nella gara lunga, dimostrandosi veramente veloce questo weekend. E abbiamo visto anche un podio della Honda, che conferma i grandi progressi che stanno facendo da dopo la pausa estiva. Con l'Aprilia di Bezzecchi al quarto posto abbiamo tre costruttori diversi al vertice e questo è sempre un segnale molto positivo per noi".
Anche dal punto di vista delle gomme, le risposte sono state più che favorevoli...
"E' andata bene, nonostante a Motegi ci sia l'asfalto più vecchio tra tutte le piste della MotoGP, perché è dal 2011 che non lo rifanno, quindi il grip non è proprio fantastico. Noi temevamo soprattutto lo spinning della gomma posteriore ed effettivamente ne abbiamo visto, anche se i team sono riusciti a controllarlo abbastanza bene. A livello prestazionale, infatti, le cose sono andate molto bene, perché sono stati battuti tutti i record. In questo siamo stati aiutati anche dal meteo, che è stato buono per tutti e tre i giorni, mentre nel passato recente c'era sempre stata almeno una giornata con la pioggia nel corso del weekend".
A livello di scelte non ci sono state sorprese, perché tutti si sono indirizzati nella stessa direzione...
"All'anteriore, la media è stata la soluzione che si è rivelata più performante, infatti è stata utilizzata sia per la Sprint che per la gara lunga. Anche al posteriore non ci sono state sorprese, perché nella gara breve hanno optato tutti per la soft e alla domenica poi sono passati sulla media. Tuttavia, a livello di usura abbiamo visto che il circuito è più aggressivo rispetto al passato, perché pur essendo le stesse specifiche di gomme del 2024, c'è stato un consumo maggiore, anche se è anche vero che sono state migliori anche le prestazioni".
In generale, il weekend è filato via liscio. Solamente Acosta ha sottolineato che probabilmente le KTM hanno accusato più l'usura rispetto alle altre moto. Ha detto una cosa corretta?
"Sì, è vero, si è vista una KTM che ha avuto un'usura più importante delle altre, sia nella Sprint che nella gara di domenica. Penso che sia stato un discorso di setting, sia meccanico che elettronico. Quando c'è un po' più di pattinamento, la temperatura sale. In questi casi la gomma può arrivare al blistering e a quel punto il consumo diventa molto più veloce. Diciamo che è un po' un cane che si morde la coda, ma è quello che credo sia successo alle KTM".
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