MotoGP | Taramasso: "Le vibrazioni emergono quando c'è tanto grip"
Il responsabile della Michelin in MotoGP ha spiegato le scelte fatte per il GP di Francia, ma ha anche analizzato quello di Spagna, spiegando il fenomeno delle vibrazioni al posteriore di cui si parla ultimamente nelle Sprint. Inoltre, ha lasciato aperta la possibilità ad introdurre novità nel 2026 dopo i riscontri positivi dei test di Jerez.
Piero Taramasso
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Per i piloti ed i team la gara di casa ha sempre un sapore speciale, è inutile negarlo. Ma non è così solamente per loro. Lo stesso discorso vale anche per la Michelin, fornitore unico di pneumatici della MotoGP, che questo fine settimana è attesa dal Gran Premio di Francia. Una responsabilità che sentono gli uomini di Clermont-Ferrand, come ci ha spiegato il responsabile Piero Taramasso introducendo proprio il fine settimana di Le Mans, dove ci sarà anche il debutto stagionale della MotoE, ma ripercorrendo anche quanto accaduto due settimane fa nel GP di Spagna e nel test che lo ha seguito.
"Sarà un weekend bello intenso, perché oltre alla MotoGP ci sarà anche la prima gara della MotoE, inoltre è il nostro Gran Premio di casa e siamo anche title sponsor. Questo aggiunge ulteriore pressione, perché avremo anche tanti ospiti. Se non altro, Le Mans non è una pista particolarmente impegnativa dal punto di vista degli pneumatici, è più il clima che può sempre generare un po' di apprensione da queste parti", ha detto Taramasso a Motorsport.com.
Spiegaci un po' meglio le caratteristiche del tracciato francese...
"L'asfalto offre un buon grip e non è abrasivo, quindi possiamo adoperare delle mescole abbastanza morbide sia all'anteriore che al posteriore. E' una pista in cui non si toccano delle velocità super elevate, però ci sono tante staccate forti e delle accelerazioni importanti, quindi è un circuito che potremmo definire 'stop and go', che non impone alle gomme uno stress esagerato. Come dicevo, l'unica particolarità a Le Mans è il clima".
Qual è il problema legato alle condizioni climatiche?
"Anche quando c'è il sole, l'asfalto fatica a scaldarsi. Se c'è il vento freddo, la gomma davanti tende a raffreddarsi. Dunque, la situazione è che per mettere temperatura nelle gomme bisogna sempre spingere. Basta rallentare anche solo due o tre curve per farla calare e ritrovarsi subito a perdere grip, quindi bisogna sempre stare un po' sul 'filo'. L'anno scorso abbiamo avuto un weekend anomalo, con delle temperature piuttosto elevate, che ha aiutato, ma quest'anno dovremmo essere più in media stagionale, con delle massime di 19-20 gradi. E c'è anche rischio pioggia per la giornata di domenica".
Alla luce di tutto questo, che scelte avete fatto per il weekend di Le Mans?
"Proponiamo la stessa allocazione dello scorso anno, perché aveva funzionato molto bene. Si tratta di tre soluzioni simmetriche per l'anteriore e di due opzioni asimmetriche per il posteriore, con la spalla destra un po' più rigida. Nel 2024, alla fine la scelta era andata sulla dura all'anteriore e sulla soft al posteriore sia per la Sprint che per la gara lunga. Credo che anche questo fine settimana, nonostante le temperature più basse, possa essere la scelta maggioritaria, perché l'anteriore dura offre un buon sostegno nelle staccate più forti, mentre la soft garantisce un buon grip in maniera costante, proprio perchè l'asfalto non è abrasivo. Poi questa è una pista su cui la prestazione la fai soprattutto in staccata".
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Facciamo un passo indietro al Gran Premio di Spagna vinto da Alex Marquez. Che indicazioni avete raccolto a Jerez?
"Non è un circuito sollecitante per le gomme, quindi alla fine è andato tutto bene e le performance sono state buone. Abbiamo battuto tutti e tre i record delle passate stagioni. Per quanto riguarda le scelte, sull'anteriore l'opzione migliore era la media, che ha funzionato bene sia nella Sprint che nella gara lunga. Anche le posteriori erano centrate bene, anche se la soft garantiva un extra grip, ma rendeva anche la moto nervosa. Comunque tutti l'hanno presa per la Sprint ed ha funzionato bene. Invece per la gara di domenica sono tutti passati sulla media, perché è una gomma più polivalente, con una performance più costante".
Tra le altre cose, si sono visti finalmente tre marchi diversi nelle prime cinque posizioni...
"Abbiamo visto una bella gara, anche se è un peccato che Marc Marquez sia caduto nelle prime fasi. Però abbiamo rivisto davanti Fabio Quartararo e la Yamaha. E anche la KTM ha confermato i progressi che aveva mostrato in Qatar, soprattutto con Maverick Vinales, ma anche con gli altri piloti, perché c'erano quattro RC16 nelle prime dieci posizioni, quindi vuol dire che la moto funziona. Il bilancio finale del weekend, dunque, non può che essere positivo".
Lunedì c'è stata anche una giornata di test collettivi, nella quale avete fatto provare una nuova costruzione ed una nuova mescola per l'anteriore. Come sono stati i feedback dei piloti?
"Siamo soddisfatti, perché avevamo due soluzioni nuove da provare per l'anteriore e i risultati sono stati positivi. Alla fine i piloti si sono divisi abbastanza equamente, perchè in 10 hanno provato la nuova mescola ed altrettanti invece la nuova costruzione. E nei loro feedback abbiamo trovato più lati positivi che negativi, quindi continueremo il lavoro in questa direzione anche nel prossimo test che si svolgerà dopo il GP di Aragon, ad inizio giugno".
Da come ne parli, sembra che ci sia la possibilità concreta di vedere delle novità nel 2026 anche se poi uscirete al termine di quella stagione...
"Sì, c'è la possibilità. Introdurre una mescola nuova è più facile, perché non cambia la struttura, inoltre non cambia i setting e le geometrie della moto. Se invece dovessimo introdurre anche la nuova costruzione il discorso è un po' diverso, perché cambia proprio tutto. Comunque per adesso le due opzioni sono aperte, quindi c'è la possibilità di vederle l'anno prossimo".
Uno dei temi emersi nelle ultime gare è quello delle vibrazioni al posteriore, che si manifestano soprattutto nella Sprint, quando i piloti corrono con la soft. Poi nella gara lunga, quando di solito usano la media, sembra attenuarsi. Che spiegazione puoi dare a questo fenomeno?
"E' vero, più c'è grip e più ci sono vibrazioni. L'abbiamo visto bene in Qatar, dove la pista offriva tanto grip, e praticamente tutte le moto, chi più e chi meno, hanno sofferto queste vibrazioni. Il problema è che la gomma soft amplifica ulteriormente il grip offerto dalla pista. E cosa succede quindi? Che quando tu forzi sul pneumatico posteriore, mettendoci tanta energia, il grip crea una forza opposta che ti ritorna verso la moto e genera le vibrazioni. La situazione invece è diversa con la gomma media o con la dura, perché tende a scivolare di più ed è proprio questo scivolamento che permette di dissipare quella forza opposta che c'è quando hai tanto grip dalla gomma. Quindi, anche se può sembrare paradossale, più c'è grip e più queste vibrazioni possono rendere nervose le moto".
Ma allora non avrebbe senso fare anche la Sprint con la gomma media?
"Diciamo che il vantaggio prestazionale è importante in una gara di una decina di giri come la Sprint, quindi i piloti preferiscono 'sopportare' queste vibrazioni per quanto siano fastidiose. Nella gara lunga invece sarebbe molto pesante anche dal punto di vista fisico, quindi alla fine è sempre meglio prendere la media. Però sì, su una gara breve, la soft è più prestazionale nonostante questo fenomeno delle vibrazioni".
Ducati V21L (2025)
Foto di: Ducati Corse
Prima accennavi al debutto stagionale della MotoE: ci sono novità per la categoria elettrica?
E' la prima corsa della stagione e presentiamo una nuova gamma. Abbiamo una nuova gomma anteriore ed una nuova posteriore che hanno una percentuale di materiali rigenerati e riciclati rispettivamente del 58% e del 56%. Dunque, l'abbiamo aumentata ulteriormente rispetto all'anno scorso e il nostro obiettivo è proprio quello di far crescere questa percentuale cercando di non far degradare la performance. E bisogna dire che nei test di Barcellona eravamo già sugli stessi tempi dell'anno scorso, ma i piloti ci hanno anche detto di avere un feeling migliore".
Lo scorso anno avete introdotto un disign maculato sul battistrada della gomma posteriore e quest'anno lo raddoppierete...
"Sì, anche la gomma anteriore avrà lo stesso design della posteriore che abbiamo introdotto l'anno scorso e la presenteremo ufficialmente venerdì sera a Le Mans. Ma non solo, l'altra novità è che le gomme saranno maculate anche sul fianco e non solamente sul battistrada, con questo design che noi chiamiamo Vision".
E' corretto dire che si tratta di un qualcosa che ha valore puramente estetico?
"E' un effetto velluto giusto in superficie e lo si fa direttamente negli stampi. Ma è uno strato di appena un millimetro, quindi sparisce quasi subito e non pregiudica la performance. Comunque è solo una questione estetica, volta proprio a far capire che si tratta di un pneumatico diverso dagli altri, realizzato con materiali riciclati e rigenerati".
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