MotoGP | Taramasso: "Il buco nella gomma di Bagnaia al Mugello era un blister"
Dopo aver dovuto fare i conti con il caldo infernale del Mugello, il responsabile della Michelin si aspetta un fine settimana più "semplice" ad Assen, dove questo fine settimana si conclude il primo "back to back" della MotoGP 2025. Nel presentare il GP d'Olanda ha chiarito anche l'entità del "buco" di cui aveva parlato Bagnaia domenica scorsa.
Piero Taramasso, Michelin, Michelin press scrum
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
La stagione 2025 della MotoGP è arrivata al suo primo "back to back". Una volta concluso il weekend del Gran Premio d'Italia al Mugello, dominato da Marc Marquez con un caldo infernale, la carovana del Motomondiale ha richiuso tutte le sue casse ed è partita alla volta di Assen, dove questo fine settimana si disputa il Gran Premio d'Olanda, decimo appuntamento dei 22 in programma. Una gara che, sulla carta, proprio grazie a condizioni climatiche più favorevoli, dovrebbe essere più semplice dal punto di vista degli pneumatici, come ci ha spiegato il responsabile della Michelin, Piero Taramasso.
"Assen è un circuito diverso rispetto al Mugello e sicuramente ci sarà più fresco. Anzi, c'è anche il rischio di pioggia. Ma questo non ci deve stupire, perché sappiamo che in Olanda ci si può sempre aspettare di tutto a livello climatico, perché ce lo insegna lo storico di questo Gran Premio. Questo fine settimana poi tornerà in pista anche la MotoE per il suo secondo appuntamento stagionale. Assen è un circuito con curve e cambi di direzione molto veloci, molto guidato, sul quale la stabilità è il fattore più importante per essere veloci. L'asfalto non è troppo abrasivo, ma non offre neanche troppo grip, ma mi aspetto un weekend più semplice rispetto a quello appena vissuto al Mugello", ha detto Taramasso a Motorsport.com.
Che tipo di scelte avete fatto per questo fine settimana?
"L'allocazione è esattamente la stessa dello scorso anno, con tre anteriori simmetriche e due posteriori asimmetriche, perché avevano funzionato bene. Nella Sprint, la maggior parte aveva usato la soft al posteriore e poi erano andati quasi tutti sulla media nella gara lunga. All'anteriore la scelta più diffusa era stata la dura in entrambe le gare, ma c'era anche chi aveva utilizzato la media, perché ad Assen la chiave è tenere in temperatura la gomma davanti, perché spesso c'è un vento freddo che tende ad abbassarla come a Le Mans o a Phillip Island".
Ma se la chiave è la temperatura della gomma anteriore, perché la dura è una scelta così diffusa?
"Perché, come dicevo prima, l'altro aspetto fondamentale è la stabilità, che è molto importante nei cambi di direzione ad alta velocità. Quindi il compromesso ideale è riuscire a portare la dura nel giusto range di temperatura e poi mantenerla in quella finestra per la durata della gara. Ma questo ormai è un esercizio che i piloti sanno fare molto bene. Se non altro, l'anteriore va gestita, ma di solito non ha problemi di usura su questa pista. La cosa curiosa è che devi fare un po' l'opposto con il posteriore, perché invece devi cercare di controllare la temperatura: con tante accelerazioni e curve veloci bisogna evitare di mettergli troppo carico e surriscaldarlo. Anche qui, infatti, può capitare di accusare un po' di blistering, che però non crea problemi a livello di prestazioni o sicurezza".
Facendo un passo indietro alla gara dello scorso fine settimana al Mugello, le temperature molto elevate hanno fatto un po' da padrone in un weekend dominato da Marc Marquez. Ma dal punto di vista della Michelin che bilancio di può tracciare?
"Non era mai successo di trovare così tanto caldo al Mugello. La pista era già intorno ai 40 gradi al mattino e saliva a 50-52 al pomeriggio. Alla fine, il lavoro di tutto il weekend è stato mirato a cercare di tenere bassa la temperatura degli pneumatici, specialmente del posteriore, dove già dai primi giri abbiamo visto che andava molto più in alto del normale. I team quindi hanno dovuto lavorare tanto sui setting, tenendo un po' più basse le pressioni ed utilizzando l'elettronica per cercare di far pattinare il meno possibile la gomma posteriore. Fin da venerdì quindi abbiamo capito che il segreto per far funzionare le gomme sarebbe stato gestire la temperatura del posteriore. Questo è stato un po' il filo conduttore del weekend".
Francesco Bagnaia, Ducati Team, Alex Marquez, Gresini Racing, Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Tiziana Fabi / AFP via Getty Images
Il clima rovente ha finito però per incidere sulle performance, perché le due gare sono state abbastanza lente...
"A parte la pole position di Marquez, che ha fatto il nuovo record della pista, non abbiamo visto dei tempi velocissimi, proprio perché sono stati condizionati dalle temperature molto elevate. La cosa positiva, però, è che anche in queste condizioni le gomme si sono rivelate abbastanza costanti, perché i piloti non parlavano di decadimento e anche a livello di passo non si è visto un grosso drop nella seconda parte di gara. In ogni caso, è stata una bella gara, perché nei primi giri c'è stato grande spettacolo con la battaglia tra i fratelli Marquez e Bagnaia. Come detto, poi i tempi sono stati alti ma costanti, quindi possiamo considerare positivo il bilancio del weekend".
Curiosamente, abbiamo visto la stessa scelte di gomme sia per la Sprint che per la gara lunga...
"La Sprint l'hanno fatta la maggior parte dei piloti con l'anteriore media e la posteriore soft. Il ritmo è stato decente, ma dai commenti dei piloti si è capito che le moto non erano ancora al 100%, perché il comportamento è stato abbastanza diverso, tra chi ha avuto difficoltà al posteriore e chi all'anteriore. Grazie ai dati della Sprint, però, sono riusciti a lavorare e a fare un passo avanti per la gara lunga. Alla fine le condizioni erano le stesse a livello climatico, quindi hanno optato per le stesse soluzioni, con l'indicazione ovviamente di dover tenere sotto controllo soprattutto le temperature. Paradossalmente, la posteriore soft non era un rischio, perché perché mano a mano che si consuma, il battistrada si assottiglia e trattiene meno calore. Alla distanza, dunque, poteva essere addirittura un vantaggio".
La posteriore media non l'ha montata nessuno: era proprio una scelta da escludere a priori? C'era troppo divario prestazionale?
"In realtà, poteva essere un'opzione per la gara lunga, funzionava bene anche se aveva un po' meno grip, perché era più costante ed offriva più stabilità nei cambi di direzione. Quattro o cinque piloti avevano anche pensato di montarla, però poi quando sono arrivati sulla griglia e hanno visto che tutti gli altri avevano la soft, allora hanno preferito allinearsi e non rischiare. E' un peccato che nessuno l'abbia presa, perché poteva essere una buona opzione".
All'anteriore solamente Acosta ha montato la dura e dopo la gara ha parlato apertamente di scelta sbagliata. Sei d'accordo con lui?
"Sì, l'aveva usata anche nella Sprint e gli era piaciuta, per quello ha deciso di riutilizzarla anche domenica. Nella gara lunga però non ha funzionato. Sappiamo che si tratta di una soluzione che offre un buon supporto in staccata, però ha anche meno grip sull'angolo di piega, quindi su una pista come il Mugello, con tante curve lunghe, non era facile farla funzionare".
Dopo la gara, Bagnaia ha detto di essere stato rallentato da un buco presente sulla sua gomma posteriore. Ci potresti chiarire di cosa si tratta?
"Sì, nella gomma posteriore di Pecco c'era un buco, ma come in quelle di altri piloti. E' un blister, quindi una bollicina d'aria che esplode quando le temperature salgono troppo e ti crea questo buco. E' un fenomeno che vediamo spesso quando fa tanto caldo e solleciti la gomma posteriore. Capita su tutti i circuiti veloci dove si genera tanto carico, come Silverstone o Assen: vedi questi buchi, che però non influiscono sulla performance. I piloti non sentono vibrazioni o perdite di grip. Non c'è un problema di sicurezza, è solo una cosa visiva, che quindi si può gestire. Viste le temperature molto alte, ce l'aspettavamo e anche i team sapevano che c'era la possibilità di arrivare alla fine con due o tre buchini. Non è stata una sorpresa. Probabilmente, se Pecco ha perso feeling sul posteriore, è stato più per un discorso di temperatura".
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
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