MotoGP | Taramasso: "Gomme fredde alla ripartenza? E' dipeso dalla quick start procedure"
Presentando l'allocazione scelta per il Gran Premio di Aragon, che introduce una novità all'anteriore ed una al posteriore per fronteggiare lo scarso grip offerto dal nuovo asfalto lo scorso anno, il responsabile della Michelin ci ha spiegato questa anomalia che si è presentata a Silverstone dopo la bandiera rossa.
Piero Taramasso, Michelin
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
In questa fase della stagione, la MotoGP sta affrontando delle gare che solitamente disputava in altri momenti del calendario. Archiviata Silverstone, che con il suo slot anticipato di un paio di mesi ha visto la vittoria di Marco Bezzecchi e dell'Aprilia, con il vento e le basse temperature a fare da padrone, questo fine settimana è la volta di MotorLand Aragon. Tradizionalmente, la gara spagnola veniva disputata dopo la pausa estiva, ma questa volta è stata spostata ad inizio giugno.
Dunque, si potrebbe fare i conti con un clima leggermente diverso, ma anche con l'incognita del grip offerto dall'asfalto, che lo scorso anno era risultato piuttosto scarso dopo che era appena stato posato il nuovo manto. In ogni caso, la Michelin pensa di arrivare pronta a questo appuntamento, avendo cambiato l'allocazione in base ai dati raccolti nel 2024, come ci ha spiegato il responsabile Piero Taramasso.
"Ad Aragon dovrebbe essere un'altra storia rispetto agli ultimi weekend un po' incerti. Le previsioni meteo sono buone, con 30 gradi o oltre a livello di temperatura dell'aria, quindi dovremmo trovare delle condizioni più estive. L'anno scorso abbiamo un po' sofferto con l'asfalto nuovo, che era anche sporco, specialmente con la gomma soft posteriore che tendeva a surriscaldarsi. Bisognerà capire in condizioni sarà l'asfalto quest'anno, anche perché si tratta di una pista che viene utilizzata poco nel corso dell'anno, con il vento che tende a riportare sempre lo sporco in pista. Inoltre quest'anno la gara è stata anticipata da fine agosto a giugno, quindi anche questo potrebbe essere un fattore. Dunque, abbiamo deciso di modificare un po' l'allocazione rispetto al 2024", ha detto Taramasso.
Che tipo di modifiche avete fatto?
"Per quanto riguarda l'anteriore, portiamo tre gomme simmetriche. Abbiamo confermato la soft e la media, che è quella che lo scorso anno era stata utilizzata sia nella Sprint che nella gara lunga. Abbiamo invece sostituito la dura: si tratta di una soluzione che ha la stessa mescola della media, ma accoppiata con una diversa carcassa, più rigida, quella che di solito portiamo nelle gare in Asia. Parliamo quindi di un'opzione pensata per essere utile soprattutto in caso di temperature molto elevate".
Per quanto riguarda il posteriore invece?
"Come dicevo prima, l'anno scorso la soft aveva sofferto parecchio ed aveva evidenziato dei blister già sulla breve durata della Sprint. Per questo l'abbiamo sostituita con una gomma un po' più rigida, che garantirà meno extragrip, ma dovrebbe essere più costante. La media invece è la stessa con cui tutti avevano fatto la gara lunga di domenica, quindi dovrebbe essere un po' il riferimento. Entrambe le soluzioni sono asimmetriche, con la spalla sinistra un pochino più dura".
Da queste considerazioni sembrerebbe un circuito che tende ad impegnare soprattutto il posteriore, anche se c'è anche una di quelle curve che nel Mondiale sono famose per essere critiche per l'anteriore...
"Esatto, si tratta della curva 2, perché è la prima curva a destra dopo tre curve a sinistra consecutive, intervallate anche da due rettilinei particolarmente lunghi, quindi in quel tratto c'è il problema di mantenere la temperatura sul lato destro della gomma. Si tratta di uno di quei punti critici come la curva 4 di Valencia, la 5 di Sepang o la 11 del Sachsenring, sulle quali i piloti sanno che devono sempre fare particolare attenzione".
Lunedì è in programma anche una giornata di test collettivi. Riproverete la carcassa e la mescola per l'anteriore che avevate già portato in quelli di Jerez?
"Sì, riproveremo quelle soluzioni per valutarle anche su un circuito che ha caratteristiche molto diverse da quelle di Jerez. Dopo averle provate anche a Sepang e a Buriram, poi avremo una quantità di informazioni sufficienti per decidere cosa fare nella prossima stagione".
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: MotoGP
Facciamo un passo indietro al Gran Premio di Gran Bretagna, caratterizzato da un fine settimana nel quale il meteo ha fatto abbastanza da padrone. Che tipo di bilancio puoi tracciare per il round di Silverstone?
"Abbiamo avuto per tutto il weekend delle condizioni meteorologiche un po' strane, c'era piuttosto fresco, ma un po' ce lo aspettavamo perché di solito lì andavamo nel mese di agosto. A maggio è più difficile trovare delle belle giornate in Inghilterra, fa tendezialmente freddo, e anche quando la pista si scaldava un po', restava il vento e questo non aiutava a mettere le gomme in temperatura. Questo purtroppo è stato un po' il trend di tutto il weekend, da venerdì a domenica. Diciamo comunque che è stato un weekend abbastanza spettacolare, tra cambi di temperatura e ripartenze. Si è visto Quartararo firmare la terza pole consecutiva, con il record della pista, e probabilmente avrebbe vinto domenica se non avesse avuto un problema tecnico. L'Aprilia ha fatto una bellissima corsa e alla fine l'ha portata a casa con Bezzecchi, che è diventato tra l'altro l'11° vincitore differente a Silverstone. E anche Zarco, dopo la bella vittoria sul bagnato a Le Mans, si è confermato molto competitivo con la Honda, chiudendo secondo sull'asciutto davanti alla Ducati di Marc Marquez. Un podio con tre marchi diversi per noi è sempre motivo d'orgoglio, inoltre si sono visti tanti sorpassi, sia davanti che dietro, quindi è stato uno spettacolo notevole".
La difficoltà a mettere in temperatura gli pneumatici è un qualcosa che ha finito per pesare anche sulle scelte?
"Sì. Per esempio, l'anteriore dura l'hanno provata solamente due piloti, ma poi l'hanno scartata, nonostante l'allocazione fosse la stessa del 2024. In ogni caso, la soft e la media hanno funzionato bene. Nella Sprint, tutti hanno corso con la soft, mentre nella gara lunga ci sono state scelte diversificate, anche se alla fine i primi due avevano la soft ed il terzo ed il quarto la media, quindi si sono comportate bene entrambe".
Proprio la gomma soft anteriore è stata un po' la chiave della vittoria di Bezzecchi e dell'Aprilia nella gara lunga...
"Diciamo che la soft dava un po' più fiducia e quindi ha dato l'opportunità di spingere fin dall'inizio, riuscendo anche a ritardare un po' le staccate. La media invece ha richiesto qualche giro per essere messa in temperatura, ma è successa un po' la stessa cosa anche con la posteriore media, che è la gomma sulla quale sono passati tutti domenica dopo aver fatto la Sprint con la soft".
Potresti approfondire quest'ultimo aspetto?
"Ci sono stati almeno quattro o cinque piloti, tra i quali anche Pecco Bagnaia, che si sono lamentati di aver faticato a mettere la gomma posteriore in temperatura dopo la bandiera rossa. Ci sono voluti 7-8 giri, e l'effetto è stato che avevano meno grip e meno feeling. Dopo queste dichiarazioni, abbiano analizzato i dati ed abbiamo visto che era effettivamente così: alla ripartenza le temperature delle gomme posteriori erano più basse anche di 14-15 gradi e questo ovviamente aveva effetto anche sulle pressioni".
Michelin Tyres
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
A cosa di può attribuire questo abbassamento così importante della temperatura?
"Credo che sia dovuta alla 'quick start procedure', perché hanno a disposizione un giro in meno per scaldare le gomme, inoltre prima del giro di ricognizione si devono fermare sulla griglia per un minuto, ma non vengono rimontate le termocoperte. E' in quel frangente che le gomme posteriori si sono raffreddate e poi è stato complicato riportarle nel giusto range di temperatura. E' stato un trend proprio generale, che abbiamo visto nei dati di praticamente tutti i piloti. Nella Sprint, con una temperatura più alta e i piloti su una coppia di soft, non abbiamo avuto particolari problemi invece".
I piloti della Ducati hanno faticato molto sull'anteriore domenica, ma hanno lasciato intendere che la media era quasi una scelta obbligata per loro. E' effettivamente così?
"La soft per la gara lunga di Silverstone era un po' al limite, già dopo la Sprint si vedeva che cominciava ad usurarsi, quindi diciamo che per i piloti che sono un po' più aggressivi in staccata era rischiosa. Se devo essere onesto, l'unica soft che ho visto veramente bella alla fine della gara è stata quella di Bezzecchi, che l'ha gestita molto bene e l'ha portata fino alla fine in buono stato. Le altre soft invece hanno sofferto parecchio, quindi per i piloti un po' più aggressivi la scelta giusta era la media".
E' corretto quindi dire che la Ducati forse è un po' più aggressiva delle altre moto sull'anteriore?
"Ci può stare, ma credo che sia una cosa che dipende più dallo stile di guida del pilota che dalla moto. Piloti come i fratelli Marquez o Bagnaia frenano molto forte, molto tardi, hanno proprio un modo di guidare che va in quella direzione. Invece altri come Bastianini, Vinales o Miller caricano meno l'anteriore, perché sfruttano di più il posteriore per far girare la moto, quindi riescono a salvaguardare di più la gomma davanti. Diciamo che è un insieme delle due cose".
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