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MotoGP | Taramasso: "Carcassa da alte temperature a Mandalika"

Dopo i buoni riscontri del Qatar, la Michelin è pronta per quella che potrebbe essere la gara più impegnativa della stagione dal punto di vista degli pneumatici, tra le temperature elevatissime e il nuovo asfalto steso nelle ultime settimane a Mandalika.

Piero Taramasso, Michelin

Se nessuno probabilmente avrebbe scommesso alla vigilia sulla prima vittoria di Enea Bastianini in MotoGP in Qatar, probabilmente anche in casa Michelin non avrebbero puntato su una gara tanto veloce. La pista di Lusail invece si è presentata in condizioni migliori del previsto e questo ha permesso di raggiungere performance inattese, lasciando soddisfatti del rendimento degli pneumatici praticamente tutti i piloti in griglia.

Ed è da qui che l'azienda francese vuole ripartire per la seconda gara della stagione, prevista per questo fine settimana a Mandalika, in Indonesia. Una pista che ha già mostrato le sue insidie durante i test pre-campionato, ma che ora ne racchiude di nuove, visto che è stata riasfaltata dalla curva 17 alla curva 5 e che non ci sono ancora indicazioni precise sul nuovo manto. Per questo il responsabile Piero Taramasso teme che il round asiatico possa essere uno dei più impegnativi di questo 2022, anche se crede che Michelin abbia fatto le scelte migliori per queste condizioni complicate.

"Quello di Mandalika penso che sarà il Gran Premio più difficile della stagione per noi. Già dai test abbiamo visto che il circuito è molto esigente per le gomme. E' un tracciato velocissimo, che mette molto stress sul lato destro, sia sull'anteriore che sul posteriore. La temperatura della pista è sempre elevatissima, inoltre c'è un asfalto nuovo, che di solito è un fattore che genera molto consumo oltre ad alzare la temperatura delle gomme. Quindi, abbiamo già avuto modo di vedere che non è un circuito facile", ha detto Taramasso a Motorsport.com.

Durante i test avevato già anticipato che probabilmente avreste modificato l'allocazione al posteriore. Che tipo di scelte avete fatto per il weekend di gara?
"Alla luce dei dati raccolti, abbiamo deciso di utilizzare la costruzione posteriore che di solito portiamo in Thailandia ed in Austria, che è quella studiata per cercare di tenere più bassa la temperatura, perché abbiamo riscontrato che il problema delle temperature elevate era generalizzato a tutte le moto e a tutti i piloti. Optando per questo cambio di carcassa, abbiamo deciso di mantenere le tre mescole che sono state utilizzate durante i test, confermando anche la soft, che in un primo momento avevamo pensato di cambiare. Abbiamo pensato che questa potesse essere la soluzione meno 'invasiva' per i team ed i piloti. Vista la conformazione della pista, si tratterà di tre gomme asimmetriche, più dure sul lato destro".

Avete pensato a qualche modifica anche per quanto riguarda le gomme anteriori?
"Abbiamo confermato sia la soft che la media utilizzate al test, ma porteremo anche la dura, che era una soluzione di prova che avevano utilizzato la Honda e la KTM. In questo caso invece si tratta di gomme simmetriche. Tuttavia, abbiamo deciso di aggiungere anche una quarta specifica, che anche in questo caso ha una costruzione pensata per cercare di tenere più bassa la temperatura. Non è comunque di una soluzione inedita: i team la conoscono perché l'avevamo utilizzata a Misano, che è un'altra pista molto esigente sull'anteriore, quando era stato rifatto l'asfalto. La mescola di questa gomma sarà la stessa della media e bisogna specificare che non si tratta di una soluzione di back-up, perché le squadre l'avranno a disposizione nella loro allocazione fin dall'inizio del weekend".

Dopo le lamentele dei piloti in occasione dei test, la pista è stata riasfaltata per buona parte della sua lunghezza. Avete avuto qualche indicazione sui lavori?
"Purtroppo no, quindi sarà un po' tutto un'incognità. E' anche per questo che abbiamo deciso di utilizzare questa costruzione al posteriore, perché non abbiamo nessuna indicazione sul nuovo asfalto che è stato realizzato nel tratto tra la curva 17 e la curva 5. Soprattutto quando un asfalto è così nuovo come questo, che è stato fatto nelle ultime settimane, ci possono essere fattori come il catrame e gli oli, quindi sarà tutto da scoprire. Anche la temperatura poi avrà un peso: durante i test l'asfalto ha toccato i 56-57 gradi, ma se il sole picchia forte, penso che potrebbe arrivare anche a 62 gradi. Non sarà un weekend facile. Se l'asfalto nuovo avesse un buon grip, sarebbe un aiuto importante, perché le gomme slitterebbero meno e, di conseguenza, soffrirebbero meno".

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Facendo un passo indietro al GP del Qatar, la sensazione è che le cose siano andate piuttosto bene sul fronte gomme...
"Lusail è un circuito sempre da prendere un po' con le pinze, perché ci sono quasi sempre sabbia e vento, quindi è abbastanza abrasivo. Anche se lo conosciamo bene, ci andiamo sempre con un po' di apprensione, ma alla fine il weekend è stato positivo dal punto di vista delle gomme, perché le gomme che abbiamo portato hanno soddisfatto i piloti".

Cosa ci puoi dire delle anteriori?
"La dura andava bene per iniziare la FP1, la FP3 ed i Warm-Up, che venivano disputate sotto al sole e quindi con temperature elevate. La morbida è quella che è stata utilizzata dalla maggior parte dei piloti in gara, ma sapevamo già che gli piaceva perché era quella che avevano già scelto anche l'anno scorso. Ma ha funzionato bene anche la media, che è andata sul podio con Binder. Molti piloti l'hanno scartata a prescindere per una sorta di pregiudizio, perché è una mescola pensata per resistere all'usura, quindi dà un buon sostegno, ma rispetto ad altre magari ha un pelino meno grip. Alla fine però credo che si sia comportata bene e sarà una mescola che riproporremo sia in Argentina che in Texas".

E delle posteriori?
"La soft era una gomma nuova rispetto all'allocazione del 2021, si è comportata bene ed è stata scelta da quasi la metà della griglia. Fin dalle prove libere si è visto che era in grado di offrire un buon grip ed una buona stabilità, ma che aveva anche un grado di usura abbastanza elevato, che comunque non ha penalizzato chi l'ha scelta per la gara. La media, che è quella che ha vinto la corsa con Bastianini, era quella che era stata utilizzata in gara l'anno scorso e sapevamo che avrebbe accusato meno l'usura. La dura invece è stata scartata, perché il grip era molto più basso rispetto alle altre due soluzione".

Il bilancio quindi direi che è più che positivo...
"In generale sì. Abbiamo portato delle specifiche che erano adatte alle condizioni ed ogni pilota ha trovato quelle che sposavano le proprie esigenze. Sono stati battuti sia il record del giro veloce in corsa che quello della distanza di gara, che è stata circa 10 secondi più veloce rispetto a quella dell'anno scorso. Da parte nostra quindi c'è stata una super performance, nonostante non fosse il nostro obiettivo, ma che è benvenuta perché dimostra la qualità dei nostri prodotti nonostante la riduzione della gamma di mescole per questa stagione. I piloti sono partiti con il coltello tra i denti e non hanno avuto bisogno di gestire, attaccando dall'inizio alla fine. Poi la gara è finita con cinque marchi nelle prime sei posizioni: questo vuol dire che le nostre gomme funzionano bene con tutti i tipi di moto e con tutti gli stili di guida e per noi è la cosa più bella, perché alla fine siamo qui per offrire il miglior spettacolo possibile. Ci siamo riusciti al primo Gran Premio e penso che sia di buon auspicio per la stagione. Mi aspetto un campionato ancora più serrato dei precedenti quest'anno".

In parte vi possono aver aiutato anche le condizioni della pista, che secondo i piloti erano migliori del solito...
"Quello è vero. Già dal primo giorno la pista era migliore rispetto agli anni passati. Fin dalla FP2 era abbastanza pulita e c'era un buon grip. Devo dire che è stata una bella sorpresa. Di solito, in Qatar la gomma anteriore si rovina parecchio sul lato sinistro nella FP1, soffre tanto di graining. Quest'anno invece questo fenomeno non si è verificato, a riprova delle buone condizioni della pista".

L'unico che si è un po' lamentato dopo la gara è stato Quartararo, dicendo che aveva la pressione della gomma che era salita alle stelle, come gli era già capitato ad Aragon nel 2020...
"Sì, è vero che Fabio ha avuto questa difficoltà, ma non è un qualcosa legato alla gomma in sé, quanto alla pressione di partenza, che era un po' più alta del dovuto. Poi la temperatura si è alzata subito stando in scia ed essendo aggressivo nei primi giri per recuperare. Questa cosa, sommata alla pressione a freddo troppo alta, ha reso la moto abbastanza difficile da controllare. Ed è corretto il paragone che fatto Fabio con Aragon 2020, perché anche in quel caso era stata una valutazione errata delle pressioni a creargli problemi".

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