MotoGP | Taramasso: "Bastianini bravo a capire quando attaccare"
Il responsabile della Michelin ha tracciato un bilancio molto positivo della trasferta di Austin, confermando che Enea sta facendo la differenza con il suo stile di guida e la compresione delle gomme. Questo fine settimana si torna in pista a Portimao e c'è un'incognita legata alle temperature.
La MotoGP è pronta a sbarcare in Europa, a Portimao, dopo che le prime quattro gare della stagione hanno regalato sorprese a non finire. In pochi, alla vigilia della gara inaugurale avrebbero scommesso su Enea Bastianini come leader della classifica, eppure il pilota del Gresini Racing è stato capace di imporsi per ben due volte.
Il merito che molti gli riconoscono è proprio quello di riuscire a venire fuori alla distanza, favorito dalla sua capacità di gestione degli pneumatici. Se c'è una persona adatta a dare una risposta in questo senso è Piero Taramasso, responsabile della Michelin, che però per la sua analisi del weekend texano è partito da un'altra soddisfazione: Jorge Martin è riuscito a far cadere il record di Austin di Marc Marquez che resisteva ormai dal 2015, quindi era ancora appartenente ai predecessori della Bridgestone.
"Quello di Austin è stato un bel Gran Premio. Le condizioni della pista erano migliori rispetto all'anno scorso, perché c'erano meno buche, ma c'era anche un buon grip e questo ci ha aiutato a segnare dei nuovi record: Martin ha fatto quello assoluto della pista in qualifica, ma poi sono stati battuti anche quello del giro veloce in gara e quello della distanza di gara", ha detto Taramasso a Motorsport.com.
"Quello che conta di più però è che tanti piloti abbiano fatto il loro best lap nella seconda parte della corsa. Questo è un segno del buon rendimento degli pneumatici, che non avevano decadimento. Quasi tutti hanno scelto la gomma soft al posteriore, ad eccezione di due piloti che hanno corso con la media. Fin da subito però si era visto che la soft funzionava bene, quindi è stata una scelta abbastanza facile", ha aggiunto.
Hai posto l'accento sulla spettacolarità della corsa. Ancora una volta abbiamo visto valori molto ravvicinati, anche tra marchi concorrenti...
"Credo che sia stata una bella gara, perché abbiamo visto tanti sorpassi, sia davanti che dietro. Marquez ha fatto una grande rimonta, ma anche Rins ha recuperato tante posizioni rispetto a quella in griglia. Probabilmente, di quelle che sono state disputate per ora quest'anno, è stata la corsa più spettacolare, con ritmi elevati fino alla fine. Anche questo è un aspetto importante, poi le gomme che abbiamo portato hanno lavorato bene sulle Ducati, sulle Suzuki, sulle Honda e anche sulla Yamaha di Quartararo, che aveva un buon ritmo anche se nella bagarre ha faticato un po', perché magari guadagnava qualcosa in curva, ma poi perdeva in rettilineo. Tuttavia, sono convinto che con il ritorno in Europa, su piste più 'normali', anche la M1 potrà rendere di più".
Nelle ultime due settimane si è discusso molto della leadership di Enea Bastianini. Da una parte c'è chi l'attribuisce al potenziale della Ducati GP21, dall'altra invece chi sostiene che sia il pilota italiano a fare la differenza, soprattutto con la gestione delle gomme. Tu da che parte stai?
"E' vero che lo stile di guida di Enea è molto dolce, quindi non è aggressivo nei confronti degli pneumatici. Lo possiamo considerare simile a quello di Vinales o a quello di Zarco, che sono due piloti che sanno gestire molto bene le gomme. Il suo stile quindi già di per sé non è aggressivo, in più lui ha la capacità di capire quando deve spingere e quando invece deve gestire un po'. Spesso vediamo dei piloti che partono davanti e spingono da subito, provando a fare il ritmo, e in questo modo le gomme soffrono parecchio. A volte però puoi trarre più beneficio se aspetti la seconda parte della gara per attaccare. Spesso è anche una questione di strategia, ma è vero che il feeling che ha con le gomme ed il suo stile di guida stanno aiutando Enea in questa fase".
In questo senso, possiamo considerare un aiuto per lui anche la tendenza ad utilizzare mescole morbide anche in gara rispetto al passato?
"Soprattutto quando si corre con una gomma soft, se i primi giri si riesce a non aggredirla, portandola bene in temperatura, si può avere un beneficio nei confronti di chi attacca da subito e magari inizia a rovinarla un po' in superficie. Con delle specifiche più rigide la situazione è diversa, perché si può essere già più aggressivi fin dall'inizio. Ultimamente però abbiamo visto che i piloti preferiscono montare la soft, facendo magari una scelta un po' più rischiosa, per avere più grip all'inizio e rimanere agganciati al trenino di testa".
Piero Taramasso, Michelin
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
Questo fine settimana inizia la stagione europea. Si parte da Portimao, una pista su cui lo scorso anno la MotoGP ha fatto tappa per ben due volte. Questa volta però potrebbero esserci delle nuove incognite...
"Purtroppo le condizioni meteo non sembrano proprio ideali in base alle previsioni, con temperature che potrebbero essere più basse rispetto a quelle delle due gare dell'anno scorso. E' un circuito particolare, con tanti saliscendi: questo vuol dire che in discesa l'anteriore va sotto stress, poi in salita si scarica ed è la posteriore ad essere stressata. Con questo ciclo e queste previsioni, mettere le gomme in temperatura potrebbe rappresentare una difficoltà per qualche pilota. Il vantaggio per tutti sarà che riproporremo esattamente le stesse specifiche della gara dello scorso novembre, sia all'anteriore che al posteriore".
E' facile ipotizzare che lo scorso anno avete avuto dei buoni riscontri nel 2021...
"La gara è stata pochi mesi fa e queste soluzioni si erano comportate bene, quindi non vedevamo un motivo per modificare l'allocazione. Le tre anteriori sono tutte simmetriche, mentre per quanto riguarda il posteriore, la soft e la dura sono asimmetriche, mentre la media è simmetrica, con una mescola polivalente, che ha un range di utilizzo piuttosto ampio. Lo scorso anno, in gara, la maggior parte dei piloti aveva utilizzato la media all'anteriore, al posteriore invece erano andati in molti sulla dura, ma qualcuno aveva scelto anche la media".
Se le temperature dovessero essere più basse come previsto, potremmo vedere delle scelte differenti questo fine settimana?
"Le previsioni parlano di una temperatura dell'aria intorno a 17-18 gradi. Se sarà effettivamente così, potrebbero cambiare le carte in tavola e qualcuno potrebbe anche provare a correre con la soft al posteriore. E magari qualcuno tra i piloti che sono meno aggressivi sulle gomme potrebbe azzardare anche la soft all'anteriore. Chiaramente poi bisognerà capire anche le condizioni della pista, ma non è da escludere che questo fine settimana le scelte possano cambiare, convergendo verso le mescole più morbide".
In caso di pioggia che tipo di soluzioni porterete?
"L'allocazione è quella standard, quindi con una gomma soft ed una media all'anteriore, entrambe simmetriche. Soft e media anche al posteriore, ma in questo caso asimmetriche. Se dovesse essere bagnato credo che ci sarebbe l'occasione di vedere una bella corsa, come è già successo anche a Mandalika e siamo tranquilli perché sappiamo che la soft è in grado di garantire l'extra grip che serve se ci dovesse essere anche. So che a tanti piloti non piace correre sul bagnato, ma a me personalmente piace: ritengo che sia spettacolare, poi si possono vedere dei piloti diversi dal solito sul podio. Se le condizioni sono variabili c'è anche quel fattore sorpresa che aggiunge un pizzico di adrenalina in più".
Tra le altre cose, le vostre gomme rain lasciano a bocca aperta i rookie la prima volta che le provano...
"E' bella la reazione che hanno la prima volta che girano sul bagnato con le gomme Michelin, perché sono veramente impressionati e sorpresi. Ci dicono che non riescono ad arrivare al limite della gomma, che è molto alto. E' proprio una questione di esperienza, non bastano una o due sessioni per arrivare a capire il limite reale di queste rain".
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