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MotoGP GP d'Italia

MotoGP | Taramasso: "Anteriori più rigide al Mugello con l'incognita maltempo"

La Michelin si era preparata per il Gran Premio d'Italia con delle soluzioni più rigide per l'anteriore rispetto al 2023, ma le scelte saranno inevitabilmente condizionate dal rischio pioggia che minaccia tutto il weekend del Mugello. Il test di lunedì poi sarà importante, perché si dovrà validare la nuova carcassa anteriore.

Piero Taramasso, Michelin

Neanche il tempo di archiviare il Gran Premio di Catalogna, che è già il momento di voltare pagina, perché questo fine settimana la carovana della MotoGP fa tappa al Mugello per il Gran Premio d'Italia. Se a Barcellona la carenza di grip rende sempre tutto una grande incognita, il saliscendi toscano solitamente offre più garanzie sul fronte delle gomme, visto che viene utilizzato spesso dalle squadre anche per i test.

Tuttavia, questo fine settimana a complicare un po' tutto ci potrebbe pensare il meteo, perché le previsioni sono tutt'altro che rassicuranti, come ci ha spiegato il responsabile dell'azienda francese, Piero Taramasso. E che potrebbe complicare anche i piani più a lungo termine, visto che lunedì c'è una giornata di test collettivi particolarmente importante per la Michelin in ottica 2025.

"Il Mugello è una pista molto tecnica, ma in generale è più facile da affrontare di Barcellona. Ha un andamento saliscendi, poi c'è un rettilineo impressionante, sul quale si raggiungono delle velocità di punta altissime. Ma poi è un circuito completo, sia con curve lente che con curve veloci. A complicare un po' tutto ci dovrebbero pensare le condizioni meteo, perché si parla di temporali e schiarite praticamente per tutto il weekend. Inoltre così c'è il rischio che al mattino possa essere piuttosto bassa anche la temperatura", ha detto Taramasso a Motorsport.com.

Che tipo di scelte avete fatto per questo Gran Premio d'Italia?
"Al posteriore abbiamo confermato delle mescole con lo stesso livello di rigidità dell'anno scorso. Si tratta di due soluzioni asimmetriche, con la spalla destra più dura. Nel 2023 avevano utilizzato tutti quanti la soft nella Sprint e in otto poi l'avevano scelta anche per la gara lunga e si era comportata bene, in maniera molto simile alla media. La maggior parte dei piloti però alla domenica aveva usato la media, quindi sappiamo che si tratta di specifiche che sono ben centrate per il Mugello".

All'anteriore invece ci sono delle novità?
"Abbiamo dato uno step di rigidità a tutta l'allocazione: la dura del 2023, che era stata utilizzata sia per la Sprint che per la gara lunga, è diventata la media. Questo ci permette di introdurre la Hard+, che è la soluzione che abbiamo validato nei test invernali e portato a Jerez e Barcellona, ma che per il momento non è stata ancora utilizzata perché non abbiamo mai trovato le condizioni ideali. Vedendo le previsioni meteo, è difficile ipotizzare che possa essere utilizzata al Mugello ed è un peccato, perché con questo andamento saliscendi poteva essere un banco di prova molto interessante".

Dando la pioggia quasi per scontata, viste le previsioni, per le gomme rain avrete l'allocazione standard?
"Sì, porteremo le soluzioni standard. Quest'anno non le abbiamo utilizzate molto, ma al Mugello abbiamo già tanti dati, anche perché è una pista che viene utilizzata molto anche per i test privati dalle squadre".

Parlando di test, lunedì le squadre si fermeranno in Toscana per quelli ufficiali. Dobbiamo aspettarci delle novità da parte della Michelin?
"Se le condizioni ce lo consentiranno, proporremo la nuova costruzione anteriore. Si tratta dell'ultima evoluzione che abbiamo già provato internamente e con alcuni collaudatori delle Case, ma ora vorremmo un parere da parte dei piloti titolari, perché dobbiamo decidere se introdurla nel 2025 o eventualmente ritardarla al 2026. Ci servono delle risposte perché poi restano pochi test ufficiali prima della fine dell'anno, quello di Misano e quella di Valencia. Per noi sarà un test importante quello di lunedì".

Michelin tyres

Michelin tyres

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Facendo un passo indietro, hai già detto che Barcellona è una pista impegnativa per le gomme, ma la sensazione è che si siano comportate bene nel Gran Premio di Catalogna vinto da Pecco Bagnaia...
"Come ci si aspettava, è stato un weekend difficile, con tanta tensione, sia per la MotoGP che per la MotoE, per le condizioni dell'asfalto. Sappiamo che lì c'è sempre poco grip e quindi le gomme si comportano in maniera diversa rispetto ad altre piste, quindi è complicato anticipare come potranno essere le performance ed il degrado. Alla fine però è andata bene, è stato un buon weekend. Penso che le gomme si siano comportate bene, ma devo ammettere che sono stati soprattutto i piloti ed i team a fare un ottimo lavoro. Gliene va dato atto, perché i piloti hanno dovuto essere molto precisi con l'acceleratore per gestire lo spinning, perché con il poco grip che offre l'asfalto è quasi come guidare sul bagnato per tutto il weekend, e farlo per più di 20 giri non deve essere stato facile. Ma anche i team hanno lavorato bene con i setting e con la gestione del traction control".

La chiave della vittoria di Bagnaia è stata probabilmente proprio la sua capacità di gestire la gomma meglio di tutti gli altri...
"Diciamo che si sapeva che avrebbe vinto chi sarebbe riuscito a gestire di più le gomme, senza fare strategie troppo azzardate per mettersi davanti subito. A Barcellona è sempre fondamentale studiare la situazione nelle prime fasi della corsa e trovare un ritmo che sia il giusto compromesso. Pecco l'ha fatto ed ha vinto meritatamente. Ma devo dire che tutti quelli che sono arrivati nelle prime posizioni alla fine sono stati bravissimi, compresi Martin e Marquez, che sia nella Sprint che nella gara lunga ha fatto due rimonte eccezionali, come aveva già fatto anche in Francia".

Tra le altre cose, nella gara lunga, Marquez è riuscito a risalire dal 14° posto in griglia al terzo pur essendo uno dei pochi che montavano la gomma soft al posteriore...
"Sì, l'avevano montata solamente lui, suo fratello Alex, Acosta e Miller. Partendo 14°, ha fatto questa scelta perché pensava che con la soft avrebbe avuto più possibilità di scalare subito il gruppo. La sua strategia ha funzionato, ma poi abbiamo visto che alla distanza la soft ha evidenziato un calo di ritmo più importante rispetto alla media, che per me era la soluzione ideale".

Fino alla sua caduta, Acosta è stato in lotta per la vittoria: pensi quindi che avremmo visto un calo di ritmo anche da parte sua?
"Sì, non so dire esattamente di quanto, ma quel che è certo è che la soft ha avuto un calo più importante rispetto alla media, anche se Pedro ha fatto il nuovo record per quanto riguarda il giro veloce in gara. Ma che la scelta giusta fosse la media lo conferma il fatto che Bagnaia ha abbassato il record della distanza di gara di circa 10 secondi rispetto al precedente, che era quello del 2022 (nel 2023 c'è stata la bandiera rossa, ndr). E questo considerato che la temperatura della pista era di quasi 50 gradi, quindi aveva ridotto ulteriormente il grip. Quando guardiamo a tutto l'insieme, dunque, possiamo dire che è stato un weekend veramente positivo".

Nella seconda parte di gara c'è stato chi ha accusato un calo anche della gomma anteriore, è corretto?
"Sì, Barcellona è un circuito che è molto severo sia sull'anteriore che sul posteriore. Per i piloti più aggressivi, anche l'anteriore ha iniziato a calare un pochettino sul lato destro. La cosa buona è che parliamo di una gomma che offre un buon feedback, quindi i piloti sono in grado di gestire piuttosto bene la situazione. Tra l'altro, nonostante tutto, hanno continuato a girare sempre su tempi di tutto rispetto fino alla fine, anche perché non è stato un calo enorme".

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