MotoGP | Taramasso: "Ai test di Misano debutterà la nuova anteriore"
Presentando il Gran Premio di Spagna e le insidie di Jerez dal punto di vista degli pneumatici, ma facendo anche il punto sullo scorso appuntamento di Austin, il responsabile della Michelin ha rivelato che qualcosa inizia a muoversi per portare in MotoGP un nuovo pneumatico anteriore, che però ha ancora bisogno di tempo per tutte le validazioni del caso.
La MotoGP si appresta a cominciare la fase europea della stagione che, come da tradizione, scatterà da Jerez de la Frontera. Circuito storico, che tutti conoscono molto bene, ma che non va preso sottogamba perché può racchiudere tante insidie. Soprattutto se ci si attende un weekend con temperature più estive che primaverili, come ci ha anticipato il responsabile della Michelin, Piero Taramasso.
"A Jerez ci aspettiamo un weekend con molto caldo, ma non con i 60 gradi sull'asfalto che avevamo avuto tre anni fa, quando il Gran Premio era stato fatto a luglio, alla ripresa dopo il lockdown. In questo caso ci aspettiamo una cinquantina di gradi sulla pista e comunque è un circuito che conosciamo bene sia noi come Michelin che i team, perché vanno spesso a fare dei test. E' un tracciato abbastanza simmetrico per quanto riguarda il livello di sollecitazione sugli pneumatici e la gomma che può essere messa più in difficoltà è l'anteriore", ha detto Taramasso a Motorsport.com.
Alla luce di questo, che scelte avete fatto per il GP di Spagna?
"Per quanto riguarda il posteriore siamo rimasti sulle stesse specifiche dell'anno scorso, confermando la soft e la media. Si tratta di due soluzioni asimmetriche, con una mescola leggermente più dura sul lato destro".
Le novità più grosse immagino che riguardino l'anteriore quindi...
"Abbiamo optato per tre soluzioni simmetriche, ma ne abbiamo confermata una sola rispetto al 2022: lo scorso anno avevano fatto tutti la gara con la dura, quindi l'abbiamo mantenuta, ma in questo caso sarà utilizzata come media. Come soft invece adotteremo la nuova mescola che abbiamo introdotto quest'anno ed abbiamo già utilizzato in Argentina e ad Austin come media. Infine, porteremo una terza soluzione più dura, in virtù del fatto che i carichi sono sempre maggiori sull'anteriore, e si tratta della mescola che di solito portiamo a Barcellona e a Sepang, su piste che richiedono grossi sforzi sommati ad alte temperature. Credo che con queste soluzioni dovremmo coprire facilmente tutte le possibili condizioni".
Piero Taramasso, Michelin
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
Che tipo di scelte ci possiamo aspettare al posteriore per la Sprint?
"La maggior parte dei piloti aveva utilizzato la media l'anno scorso, quindi credo che possa essere una soluzione valida sia per la gara che per la Sprint. Penso che le soft le utilizzeranno soprattutto per i time attack e magari nei turni del mattino, quando la temperatura dovrebbe essere un pochino più bassa. Parliamo di una gomma che l'anno scorso non ha dato problemi di usura, ma alla distanza si scaldava parecchio e generava problemi di stabilità se non era stato trovato il setting perfetto. E' per questo che penso che in gara e nella Sprint opteranno ancora per la media".
Lunedì ci sarà anche una giornata di test collettivi, dobbiamo aspettarci qualcosa lato Michelin?
"Non proporremo nessuna soluzione nuova o in corso di sviluppo. I piloti avranno a disposizione le stesse gomme del Gran Premio per provare le evoluzioni legate alle loro moto".
Facendo un passo indietro, che indicazioni avete tratto dal Gran Premio delle Americhe?
"Austin si è confermata una pista difficile, soprattutto per le buche e per il livello di grip della pista, che è abbastanza basso. Le condizioni meteo però sono state piuttosto stabili e questo ci ha aiutato. Alla fine le scelte sono state chiare da subito, con l'anteriore dura e la posteriore soft che erano quelle più adatte alle circostanze e al circuito: tutti i piloti infatti hanno optato per questa combinazione sia nella Sprint che nella gara di domenica. La Sprint è stata bella, con quattro moto diverse nei primi cinque posti. In qualifica poi era già stato battuto il record dell'anno scorso e anche nelle gare i tempi sono stati decisamente migliori: basta pensare che la gara domenicale è stata circa 14" più veloce rispetto al 2022, un ritmo veramente elevato. La gomma anteriore ha sofferto un pochino sul lato destro, con qualche pilota che ce l'aveva un po' segnata, ma sappiamo che è un circuito impegnativo da questo punto di vista. La posteriore, anche se hanno usato tutti la soft, è stata molto costante, con un livello di usura molto basso, che ha permesso ai piloti di mantenere un ritmo elevato fino alla fine".
Nella gara lunga però abbiamo assistito a tanti ritiri...
"Ci sono state tante cadute, ma credo che siano state dovute al ritmo sostenuto ed alle condizioni della pista. Credo che Miller abbia spiegato molto bene la situazione, dicendo che il livello di grip dell'asfalto è talmento basso che è praticamente impossibile riprendere la situazione dopo aver perso il controllo della moto, anche se fai la manovra giusta. Penso che sia l'analisi più corretta".
Piero Taramasso
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
Dopo la gara, c'è stato anche chi ha sottolineato che le prestazioni delle moto sono cresciute ma le gomme sono sempre le stesse. Secondo te è una cosa che va tenuta in considerazione?
"Per me no, perché se riescono ad andare così forte è anche merito delle gomme, che offrono grip e permettono di trasmettere la potenza. Trovare il limite e cercare di controllarlo però è un compito che spetta al pilota. Noi potremmo fare delle gomme che offrono ancora più grip, ma alla fine c'è sempre un limite oltre il quale non si può andare".
Dopo la Sprint invece Franco Morbidelli aveva invocato un aiuto per quanto riguarda la gomma anteriore, sottolineando che quando si sta in gruppo si surriscalda e questa cosa fa crescere la pressione. Hai avuto modo di parlarne con lui?
"Dopo i suoi commenti siamo andati a vedere i dati ed è stranissimo, perché le gomme non si erano surriscaldate e le pressioni non avevano mai raggiunto dei livelli esagerati. I valori corrispondevano alla media di quelli di tutti gli altri, quindi quelle sue sensazioni dovevano dipendere da qualche altro fattore. Ne abbiamo parlato anche con il suo capo tecnico e gli abbiamo spiegato che non abbiamo riscontrato alcuna allerta. Tra l'altro, nessun altro pilota si è lamentato di questa cosa, sia dopo la Sprint che dopo la gara di domenica".
Per il futuro comunque dovrebbe essere in arrivo una nuova gomma anteriore, giusto?
"E' vero che la gomma anteriore è lo stesso modello da 7 anni. Abbiamo evoluto le mescole, ma su questa gomma siamo arrivati al limite dello sviluppo e non possiamo fare niente per migliorare questa situazione. In questi 7 anni le moto sono cambiate molto, ora c'è più carico sull'anteriore tra l'aerodinamica, i device ed i freni molto più potenti. Per questo stiamo lavorando per proporre una nuova gomma, che è basata su una specifica che i team avevano già provato nel 2019, prima del COVID, durante i test di Misano. 15 dei 17 piloti che l'avevano valutata l'avevano trovata buona, ma poi l'arrivo del COVID ci ha impedito di proseguire lo sviluppo. Siamo ripartiti da quella base ed abbiamo già provato internamente i primi prototipi. Se tutto va secondo i piani, la porteremo a settembre proprio per il test di Misano con i piloti titolari. Nel frattempo potranno provarla i collaudatori durante i test privati, quindi siamo già a buon punto, però è una gomma che dovrà essere validata anche su altre piste e questo sarà fatto nel 2024".
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