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MotoGP | Taramasso: "A Buriram scelta aperta tra media e soft sia nella Sprint che nel GP"

Il caldo e la gestione dello spinning faranno da padroni nella gara inaugurale della stagione 2026 della MotoGP. In base ai dati raccolti lo scorso anno e nei test di Buriram, il responsabile della Michelin è convinto che vedremo delle scelte di mescole miste sia nella Sprint che nella gara lunga, perché le prestazioni sono molto simili.

Piero Taramasso, Michelin

Piero Taramasso, Michelin

Foto di: Michelin Sport

Il primo giorno di scuola di solito è quasi una passeggiata, perché non c'è il rischio di interrogazioni o compiti in classe a sorpresa, ma il calendario della MotoGP offre una prima uscita "calda" nel vero senso della parola. Dopo tanti anni di notturne nel deserto del Qatar, dallo scorso anno il Motomondiale apre la sua stagione in Thailandia, al Chang International Circuit. Una pista che di per sé non è troppo complicata, dove però è il clima a fare da padrone, con alte temperature sommate ad una forte umidità, che rendono le condizioni durissime per i piloti, ma anche per i mezzi ed inevitabilmente anche per le gomme.

Ce lo ha confermato il responsabile della Michelin, Piero Taramasso, che però non sembra troppo preoccupato per il weekend che attende il fornitore unico di pneumatici della classe regina, arrivato al suo ultimo anno in questa veste. Le squadre sono infatti reduci da due giorni di test collettivi sulla stessa pista, quindi venerdì potranno già partire da una base piuttosto consolidata, anche se la scelta delle mescole potrebbe essere tutt'altro che scontata sia per la Sprint che per la gara lunga, perché le opzioni scelte dall'azienda francese hanno un rendimento molto simile.

"I test sono andati bene, sono state due giornate positive. Per noi è sempre meglio quando ne facciamo solo due invece che tre, perché i team ed i piloti sono già più predisposti a fare solo le cose essenziali. Anche a livello meteo non abbiamo avuto nessun problema, tranne la temperatura piuttosto alta, ma quella era prevedibile: alla mattina si iniziava con 39-40 gradi, ma nel pomeriggio si arrivava anche a 50-52 gradi. E si tratta di condizioni che non aiutano le gomme, ma neppure i motori ed i piloti. Tra l'altro, anche i tempi sono stati molto buoni, perché Bezzecchi ha fatto il record della pista e Ogura una simulazione molto interessante. Il primo giorno poi il gruppo era molto compatto, con 15-16 piloti nello spazio di nove decimi. Si vede che tutti hanno lavorato bene nel corso dell'inverno, quindi mi aspetto una bella gara per aprire la stagione", ha detto Taramasso a Motorsport.com.

Che tipo di scelte avete fatto quindi per questa prima gara della stagione?
"Come sempre, su questa pista portiamo la carcassa posteriore rinforzata, che serve proprio a cercare di mantenere la temperatura più bassa. E nei test abbiamo già proposto la stessa allocazione che ci sarà per il weekend di gara, con due soluzioni che chiameremo media e soft sia per l'anteriore che per il posteriore. Si tratta di due opzioni che sono abbastanza vicine a livello prestazionale, quello che cambia è soprattutto il feeling: le soft si muovono un po' di più, ma offrono un extra grip all'inizio. Le medie invece sono più costanti e riducono i movimenti della moto. Però come performance sono lì, infatti già l'anno scorso avevamo visto delle scelte miste sia nella Sprint che alla domenica, che mi aspetto confermate anche quest'anno. E anche nelle simulazioni che abbiamo visto durante i test, sono state adoperate entrambe".

Gomme Michelin

Gomme Michelin

Foto di: Michelin

Bisogna ricordare che quest'anno all'anteriore ci saranno solamente due opzioni e non più tre come fino all'anno scorso. Quale avete escluso rispetto all'allocazione del 2025?
"Abbiamo eliminato la media, confermando la soft e la dura, che in questo caso appunto si chiamerà media. Sarà anche la prima volta in cui proveremo la nuova allocazione con due sole specifiche all'anteriore e 7 pneumatici di ognuna di queste a disposizione. Siamo convinti che questo nuovo format funzionerà: le scelte delle due opzioni per il 2026 le avevamo già fatte a metà dell'anno scorso insieme ai team, e quando alla fine della stagione abbiamo fatto un check, abbiamo visto che erano state utilizzate sempre le due soluzioni a cui avevamo dato priorità, quindi per me non c'è nessuno rischio".

Qual è l'elemento che potrebbe fare la differenza al Chang International Circuit?
"La chiave sarà la gestione dello spinning della gomma posteriore. Questa è una pista che ha dei rettilinei molto lunghi, quindi ci sono delle accelerazioni importanti e questo genera carico sul posteriore. Se a questo aggiungiamo le alte temperature e il fatto che l'asfalto non viene rifatto dal 2014, il grip meccanico che offre la pista è molto basso, quindi è molto facile innescare lo spinning. E una volta che la moto pattina, diventa molto difficile fermare questo fenomeno. Alla lunga, dunque, verranno fuori i piloti che setteranno meglio l'elettronica e sapranno gestire lo spinning, perché arriveranno alla fine con le gomme in condizioni migliori".

Soprattutto domenica, quando si dovranno percorrere ben 26 giri, vedremo quindi una gara un po' d'attesa?
"Sì, penso che non attaccheranno dall'inizio, perché sanno che gli ultimi giri di gara saranno difficili, però può esserci sempre qualcuno che tenterà di andare via e quelli dietro inevitabilmente li seguiranno. In ogni caso, siamo sempre arrivati alla fine senza problemi, e c'è anche il vantaggio di aver già fatto i test, quindi le moto partiranno già con dei buoni setting per il weekend i gara e con le idee chiare anche sulle gomme".

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