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MotoGP | Taramasso: "A Barcellona sarà vincente chi controllerà meglio lo spinning"

Il circuito catalano è uno di quelli che offrono meno grip nel calendario e quindi la sfida dal punto di vista degli pneumatici è quella di ridurre l'usura ed il surriscaldamento limitando il pattinamento, come il responsabile della Michelin ha spiegato a Motorsport.com.

Piero Taramasso, Michelin

Piero Taramasso, Michelin

Foto di: Michelin Sport

La fase europea della MotoGP 2026 entra nel vivo con il primo "back to back" della stagione. Archiviato il Gran Premio di Francia, caratterizzato dalla clamorosa tripletta dell'Aprilia guidata da Jorge Martin e dall'infortunio di Marc Marquez, è già il momento di volgere lo sguardo a quello di Catalogna, che si disputerà questo fine settimana sul circuito di Montmeló. Una pista che piloti e team conoscono molto bene, ma che presenta l'insidia di un asfalto che storicamente garantisce pochissimo grip, come ci ha spiegato il responsabile della Michelin, Piero Taramasso, raccontandoci anche le contromosse che sono state prese dal fornitore unico di pneumatici della classe regina.

"Barcellona è un circuito insidioso non solo per il layout in sé, visto che ci sono delle curve velocissime ed un rettilineo lunghissimo, ma perché c'è proprio poco grip. L'asfalto è del 2018 ed è proprio un tipo di fondo che offre poco grip meccanico. La tendenza quindi è quella di scivolare e di avere molto spinning al posteriore. Una dinamica che quando comincia poi è molto difficile da fermare. Dunque, i team sono sempre attesi da un grande lavoro in termini di elettronica, ma anche i piloti devono essere molto bravi con la gestione del gas. La chiave per arrivare al successo è proprio riuscire a contenere lo spinning", ha detto Taramasso a Motorsport.com.

Alla luce di questo, che tipo di scelte avete fatto per il Gran Premio di Catalogna?
"E' un circuito che sia noi che i piloti conosciamo bene, quindi abbiamo confermato la stessa allocazione del 2025. L'unica differenza è che, dovendo scegliere solamente due specifiche per l'anteriore, abbiamo deciso di eliminare la dura, che è quella che è stata utilizzata meno lo scorso anno. Quindi riproponiamo soft e media, simmetriche sull'anteriore ed asimmetriche sul posteriore, con la spalla destra più rigida, perché quello è lato su cui ci sono le curve più lunghe e veloci".

Questo fine settimana dobbiamo aspettarci delle sorprese dal punto di vista del meteo?
"La differenza più grande è che la gara l'anno scorso è stata fatta nel mese di settembre e stavolta è stata anticipata, però ci aspettiamo più o meno le stesse temperature. Dalle previsioni sembra forse che possa essere un pelino più fresco, con temperature massime intorno ai 18-19 gradi, ma in teoria senza pioggia. In ogni caso, non è troppo caldo per essere il mese di maggio a Barcellona".

Ti aspetti quindi delle scelte allineate al 2025 anche da parte di team e piloti?
"Io credo che la tendenza rimarrà quella dell'anno scorso, quindi media anteriore e soft posteriore per la Sprint ed una coppia di medie per la gara lunga. Dal punto di vista delle gomme non mi aspetto grosse sorprese. Come dicevo prima, credo che davanti troveremo quelli che riusciranno a gestire lo spinning, perché quando ne hai troppo la gomma dietro degrada e si surriscalda, e la conseguenza è che perdi grip".

Michelin

Michelin

Foto di: Michelin

Lunedì poi ci sarà l'ultimo test collettivo dell'era Michelin...
"Sì, sarà l'ultimo test ufficiale con le 1.000cc, quindi sarà l'ultimo anche con le gomme Michelin. Noi comunque non porteremo nessuna novità, servirà soprattutto ai team per provare gli sviluppi delle loro moto".

Prima dicevamo che Barcellona è un circuito che offre pochissimo grip. Ma ha senso quindi fare i test proprio lì? Non si rischia di avere risposte poco attendibili?
"Diciamo che il vantaggio è che conoscono bene la pista anche se c'è poco grip. Il lunedì poi, dopo la gara, le condizioni sono sempre un po' migliori. Ora che iniziano i 'back to back' è anche difficile trovare tutti gli incastri nel calendario per fare un test al lunedì. Ma lavorare dove c'è poco grip ti può aiutare anche ad evidenziare alcuni problemi della moto su cui c'è bisogno di lavorare, che in altre occasioni magari sono mascherati dall'extra grip della pista in una giornata di test". 

Facendo un passo indietro allo scorso weekend, c'è stato il Gran Premio di Francia, a Le Mans, che ovviamente è sempre una gara molto speciale per voi, a maggior ragione quest'anno...
"Era il nostro ultimo Gran Premio di casa, con Michelin a fare anche da title sponsor. Avevamo anche due stand che raccontavano la nostra storia in MotoGP e c'erano parecchi ospiti, quindi è stato un weekend impegnativo, ma anche soddisfacente. Le previsioni meteo davano praticamente per certa la pioggia. L'abbiamo aspettata, ma alla fine si è girato sempre sull'asciutto e direi che questo ha un po' facilitato le cose a tutti, è innegabile".

Che tipo di indicazioni avete potuto trarre dalla vostra gara di casa?
"Il venerdì, sull'asciutto, hanno provato tutte le soluzioni che avevamo messo a disposizione (in questo caso c'erano di nuovo tre anteriori per coprire un range più ampio di temperature, ndr) e hanno ritrovato nelle gomme le stesse caratteristiche dell'anno scorso. Il sabato mattina si è partiti subito forte, con delle gomme soft nuove all'anteriore ed usate al posteriore, viste le basse temperature, poi durante la Q1 Marquez ha fatto il record della pista con un impressionante 1'29"2".

Come mai poi secondo te nessuno è riuscito neanche ad avvicinarsi a questo tempo in Q2, Marc compreso?
"Sembrerebbe che da lì in poi sia un po' peggiorato il grip in pista. Comunque fare un 1'29"2 con le gomme da gara è un qualcosa di spettacolare, perché spesso la gente non si ricorda che quelle che vengono usate in Q2 non sono gomme da qualifica, ma che si tratta delle stesse con cui poi fanno anche la Sprint".

Michelin

Michelin

Foto di: Michelin

Poi si aspettava la pioggia e invece è uscito il sole ed ha alzato la temperatura per la Sprint...
"Come dicevo prima, la pista aveva meno grip rispetto alla mattinata, ma con l'arrivo del sole l'asfalto è arrivato a toccare i 42 gradi, quindi la scelta per tutti è stata quella di confermare la soft al posteriore e di passare sulla dura all'anteriore. E' stata una bella gara, caratterizzata dalla partenza incredibile di Martin, che è passato da ottavo a primo in poche curve. Anche Bagnaia ha fatto bene, finendo secondo, poi sono state competitive anche la KTM con Acosta e la Yamaha con Quartararo, quindi c'erano i presupposti per una bella gara anche domenica. Peccato solo per la caduta di Marquez ed il suo infortunio, che hanno un po' rovinato la festa".

Le previsioni meteo sembravano non dare scampo per domenica, invece alla fine si è corso ancora sull'asciutto...
"Sembrava anche che dovesse piovere forte, ma anche stavolta si è corso sull'asciutto, con un asfalto tendenzialmente fresco, attorno ai 25-26 gradi. Non a caso, inizialmente sono andati tutti sulla griglia con una coppia di gomme soft come sabato mattina. Poi qualcuno ha cominciato a montare la dura all'anteriore ed ha generato un effetto a catena, perché alla fine l'hanno presa quasi tutti e devo dire che dopo la gara i commenti sono stati buoni".

La gara lunga vi ha regalato delle soddisfazioni anche dal punto di vista delle prestazioni...
"L'Aprilia ha dimostrato di essere una moto velocissima in questo momento, facendo addirittura una tripletta, con Martin che ha fatto una grande rimonta ed ha battuto di 6 secondi il record della distanza di gara. Un primato che vale ancora di più se si pensa che all'inizio della gara era settimo ed è stato in testa solo tre giri. Questo vuol dire che in generale è stata una gara molto veloce, nella quale anche il record del giro veloce ha resistito per appena pochi millesimi. Quindi è stato un weekend positivo per la Michelin".

Dopo la gara qualcuno ha evidenziato però di aver fatto un po' di fatica con la gestione della gomma anteriore dura quando non era in scia ad un'altra moto: è stata un azzardo con delle temperature così basse?
"E' vero che alcuni hanno segnalato questa cosa, ma sono una minoranza, come Mir per esempio, che poi è caduto. Ma questa è la tipica trappola di Le Mans: quando sembra che sia caldo, magari il vento è freddo e tende a raffreddare la gomma davanti. Quando è così, i piloti devono essere molto incisivi, molto aggressivi. Non possono permettersi di rilassarsi neanche una curva, perché nel momento in cui non metti energia sulla gomma perdi subito quei 4-5 gradi che ti mettono in difficoltà". 

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