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MotoGP | Stoner: "Marquez aveva un punto debole, ma nessuno l'ha notato"

L'ex pilota australiano ha analizzato il dominio del portacolori della Ducati, sottolineando che secondo lui ha sempre avuto un punto debole, che però gli avversari non hanno notato, limitandosi a trattarlo come il "mostro finale" dei videogiochi, quindi come un avversario quasi imbattibile.

Stoner Marquez Dentro la Ducati

Casey Stoner non ha mai avuto modo di confrontarsi direttamente in pista con Marc Marquez. Anzi, il nove volte campione del mondo è stato a tutti gli effetti il suo erede, visto che ha preso il suo posto in Honda quando l'australiano ha deciso di appendere il casco al chiodo alla fine della stagione 2012, ad appena 27 anni. Eppure, l'ex pilota della Casa giapponese e della Ducati è assolutamente certo che il pilota di Cervera sia il riferimento indiscusso della MotoGP.

"Non c'è alcun dubbio sul suo talento, sulla sua velocità. Se qualcuno dovesse averlo, allora probabilmente ha qualcosa che non va", ha detto Stoner in un'intervista concessa a Crash.net. "Penso che molti piloti siano caduti nella stessa trappola. Nel senso che al momento ci sono molti piloti veloci, ma non credo che molti di loro sfruttino appieno le loro capacità di guida. E' qui che Marc li batte adesso".

Il passaggio più interessante della sua chiacchierata però è probabilmente il successivo, perché Casey è convinto di aver individuato una debolezza di Marc, che i suoi avversari non hanno mai colto, limitandosi a trattarlo come il "mostro finale" dei videogiochi, quello praticamente imbattibile. La cosa divertente però è che non l'ha voluta rivelare. 

"Marc aveva un grande punto debole in passato, che credo che nessuno abbia notato e di cui ancora non parlerò. Ma è stato sorprendente che nessuno sia riuscito a sfruttarlo, immagino perché tutti lo vedevano come il 'mostro finale' e invece di capire cosa dovevano fare, cosa dovevano migliorare di loro stessi o magari come battagliare contro Marc, lo vedevano semplicemente come un avversario incredibilmente difficile", ha spiegato Stoner.

Casey Stoner

Casey Stoner

Foto di: Robert Cianflone / Getty Images

Secondo l'australiano, paradossalmente, gli anni difficili vissuti dopo l'infortunio sono serviti a Marc per creare una versione ancora migliore di sé: "Voglio dire, la mia carriera in MotoGP è durata quanto il tempo trascorso tra gli ultimi due titoli di Marc. Ma quello che ha fatto in questi anni difficili per lui, è stato semplicemente raggiungere un ulteriore livello di forza, intelligenza e pazienza. E' apparentemente ciò che, secondo me, manca a tutti quelli che corrono contro di lui".

"Nessuno sembra capire cosa stia facendo durante le gare per preservare le gomme. Vedono solo la velocità di Marc, che ogni settimana gioca una carta diversa. Ma un tema ricorrente che ho notato durante tutto il 2025, e che nessuno ha colto a sufficiente, è stata la sua gestione delle gomme", ha aggiunto.

E Stoner sembra anche aver capito come faccia a fare questa differenza nella gestione degli pneumatici rispetto agli altri: "Una cosa in cui penso sia molto bravo è che tutti gli altri si affidano solo all'elettronica. Quindi, quando la moto inizia a slittare o a scivolare, l'elettronica interviene maggiormente. Marc, invece, limita l'intervento dell'elettronica e preserva il più possibile gli pneumatici, perché quando l'elettronica interviene, non deve gestire uno slittamento incredibilmente veloce, ma uno molto più lento e prevedibile".

"E riesce a far durare molto più a lungo le gomme, al punto che quando subentra l'elettronica e il livello di grip diminuisce, il suo livello di grip è molto più alto perché è all'inizio riesce ad essere molto più delicato con le gomme. Se guardate alle gare più recenti, è stato sempre alla fine della gara che è stato incredibilmente forte, perché è stato molto delicato con le gomme nelle prime fasi. Penso che la gente non l'abbia capito abbastanza", ha concluso.

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