MotoGP | Sterlacchini: "Martin è un bel mix tra un campione ed un leader"
Al termine della sua prima giornata da direttore tecnico dell'Aprilia, Fabiano Sterlacchini ha tracciato un bilancio positivo del primo approccio alla RS-GP del campione del mondo in carica e di Marco Bezzecchi, servita già ad individuare alcune aree su cui lavorare per il futuro. E' chiaro però che servirà tempo a tutti per adattarsi.
Jorge Martin, Aprilia Racing
Foto di: MotoGP
Se c'è un box sul quale erano puntati tanti occhi nella giornata dei test collettivi di MotoGP andata in scena ieri a Barcellona, è senza ombra di dubbio quello dell'Aprilia. Ma non poteva essere diversamente, visto che la Casa di Noale accoglieva una nuova coppia di piloti e uno di questi era il fresco campione del mondo Jorge Martin.
"Martinator", così come il nuovo compagno di box Marco Bezzecchi, non è andato a caccia della prestazione, ma ha cercato di capire la RS-GP. Una moto che per entrambi è inevitabilmente diversa dalla Ducati con cui hanno sempre corso da quando hanno esordito in MotoGP. Ma proprio perché sono ancora legati alla Casa di Borgo Panigale fino alla fine di dicembre, entrambi non hanno avuto modo di rilasciare i lori commenti a fine giornata.
Questa cosa però si è trasformata comunque in una buona opportunità per i giornalisti presenti al circuito catalano, perché l'Aprilia ha messo a disposizione l'altra grande novità presente nel box: il direttore tecnico Fabiano Sterlacchini, che ha preso il testimone da Romano Albesiano, che ha guidato il progetto MotoGP fin dal ritorno nella classe regina nel 2015 e ora è passato alla Honda. Per l'ingegnere italiano, uscito dalla KTM in estate, si trattava della prima uscita in questo nuovo ruolo, quindi era interessante sentire le sue prime impressioni.
"Direi che è stata una giornata abbastanza positiva. E' stata una prima presa di contatto, ma come si dice spesso in queste occasioni: il buongiorno si vede dal mattino. Le sensazioni dei piloti sono state molto buone, ma ovviamente andranno riviste anche in un'altra situazione, sia a livello di layout del circuito che di grip", ha detto Sterlacchini.
Fabiano Sterlacchini, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
"Sappiamo che Barcellona è una pista un po' specifica da questo punto di vista, ma siamo soddisfatti e guardiamo avanti. Probabilmente, dai loro gesti avrete anche capito che avevano un feeling migliore delle aspettative, poi è chiaro che entrambi hanno trovato dei punti di forza e degli aspetti su cui lavorare. Ma in Ducati avevano avuto anche il tempo per cucire la moto intorno a loro, quindi in questa prima fase è difficile trarre una conclusione", ha aggiunto.
Riguardo alle sensazioni dei piloti, ha cercato di illustrare quelli che possono essere considerati come punti di forza e punti deboli della RS-GP: "Probabilmente alcune cose si sono anche viste. La moto ha un po' di movimenti in uscita di curva e questo è stato un commento evidenziato da entrambi i piloti, quindi la stabilità sarà un aspetto su cui lavorare. Per quanto riguarda gli aspetti positivi, Martin è riuscito ad arrivare in tempi ragionevolmente brevi sui suoi angoli di piega. Questo denota il buon feeling che hanno avuto nel primo approccio".
Dal suo punto di vista personale, di chi questa moto dovrà cercare di migliorarla, ha cercato di non sbilanciarsi troppo: "In questo momento per me è prematuro dire se ci sia un punto debole. E' chiaro che ci siano degli aspetti sui quali personalmente percepisco che si può migliorare. In così poco tempo era impossibile capire appieno la moto. Diciamo che piano piano l'immagine sta diventando sempre più chiara. Ma, come dicevo, è troppo prematuro per trarre delle conclusioni".
Quel che è certo è che la prima impressione che ha avuto di Martin è stata più che positiva: "Penso che il fatto di avere Jorge, che è reduce dal titolo Mondiale è una grande opportunità, perché possiamo avere un riferimento, che ci aiuterà a capire quali sono gli aspetti su cui ci dobbiamo concentrare maggiormente. Nel poco tempo che abbiamo avuto per lavorare insieme, mi ha dato la sensazione di essere un bel mix tra un campione ed un leader. Se devo essere onesto, è sorprendente il modo in cui ha approcciato il lavoro".
Dettaglio della Aprilia di Jorge Martin
Foto di: Lorenza Dadderio
Per quanto riguarda il personale, Sterlacchini non sembra pensare che servano rinforzi, ma che ci vorrà solo per tempo per conoscere bene tutti e sfruttarne le qualità: "Vi devo dire in tutta franchezza che se sono qua in Aprilia è perché ho visto un potenziale incredibile dal punto di vista delle persone. Quindi penso che non ci sia bisogno di niente se non lavorare con le persone che abbiamo. Per conoscere tutti bene, però, ci vorrano tra i quattro e gli otto mesi. Questo non vuol dire che nel frattempo non lavoreremo, ma per avere un'immagine completa serve una finestra di tempo di questo tipo".
Per il momento invece preferisce non fare tabelle di marcia per provare ad andare a contrastare il dominio della Ducati, che quest'anno è stata capace di vincere 19 gare su 20 (l'unica ad averla battuta è stata proprio l'Aprilia): "E' chiaro che Ducati è il riferimento, perché ha messo quattro moto nelle prime posizioni, ma è sempre difficile misurare questa cosa, perché le comparative andrebbero fatte con un tempo ragionevolmente lungo. Nel motorsport non esiste mai un unico aspetto da curare, ma bisogna sempre lavorare su tutti: trovare un po' di cavalli, di grip, di turning, di stabilità. Ritengo che il percorso che è stato fatto dalla Ducati sia stato un percorso di tanti anni alla ricerca della perfezione. Noi dobbiamo continuare, cercando anche di essere più veloci di loro perché dobbiamo inseguire".
Infine, quando gli è stato domandato se prima della firma con Aprilia ci fosse stato anche qualche contatto con la Honda, come si era vociferato nel paddock, ha concluso: "C'è stato un momento in cui, quando mi sono diviso dalla KTM, ci sono stati degli avvicinamenti di varia natura. Poi ad un certo punto uno fa delle scelte ed eccomi qua".
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