MotoGP | Sterlacchini: "Il segreto Aprilia? Lavorariamo sul presente per migliorare il futuro"
Il direttore tecnico della squadra di Noale non fa proclami dopo la clamorosa tripletta di Le Mans: l'anconetano vuole mantenere i piedi per terra: "Quando ti senti forte rischi di diventare debole. Lavoriamo in modo sinergico, confrontandoci e non scontrandoci”.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing, Ai Ogura, Trackhouse Racing
Foto di: Loic Venance / AFP via Getty Images
L’Aprilia ha preso lo scettro della MotoGP alla Ducati e la tripletta di Le Mans testimonia come la moto di Noale sia diventata il punto di riferimento della categoria regina. Fabiano Sterlacchini, direttore tecnico della squadra veneta, non si lascia prendere dall’entusiasmo, ma tiene come sempre i piedi per terra...
“Sicuramente la squadra sta acquisendo giorno dopo giorno sempre più convinzione. Nel test di Jerez abbiamo avuto l'opportunità di provare delle cose che durante i weekend di gara non si riescono mai a testare. Jorge ha trovato qualcosa di positivo anche in prospettiva: cercherà, quindi, la continuità della prestazione. Immagino che sia venuto qua con un'aspettativa di un certo tipo: normale che volesse giocarsela”.
Fabio Sterlacchini, direttore tecnico di Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
La tripletta che ha monopolizzato il podio ha valorizzato una giornata da ricordare...
“Sono d'accordo...”.
Ma se potessi con un colpo di bacchetta tecnica, non magica, dare a questa Aprilia qualcosa in più in uno specifico comparto cosa sceglieresti? Perché la RS-GP26 è diventata una moto completa, versatile, non ha più le piste nemiche, ma è estremamente stabile, con un po' di difficoltà quando si tratta di essere agile.
“Potrebbe sembrare una risposta un po' politica, ma non è così. Come spesso ho detto, il raggiungimento di un certo livello di competitività arriva quando non lasci niente indietro. Quindi non devi avere punti di debolezza e ragionevolmente questo ti porta a non avere dei punti di forza. Bisogna lavorare su tutto, quindi se avessi una bacchetta magica vorrei che tutto quello che già abbiamo fatto, domani lo potessimo avere in un altro step, senza aspettare dei mesi di lavoro”.
“Mi viene da aggiungere che grandi punti deboli in questo momento non ne abbiamo, però ci sono delle situazioni, soprattutto nella gestione dello pneumatico anteriore, dopo abbiamo un po' sofferto, tipo l'anno scorso a Sepang. Nei test durante l'inverno abbiamo fatto un buon lavoro, però poi ci misuriamo nei weekend di gara. E dobbiamo fare qualcosina in più, paghiamo troppo quando la gomma anteriore è veramente al limite”.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Loic Venance / AFP via Getty Images
Fabiano è arrivato all’Aprilia dopo aver vissuto altre realtà della MotoGP...
“Sì, va bene, la vita ti riserva dei cambiamenti, ma non bisogna mai guardarsi indietro, bisogna lavorare sul presente per migliorare il futuro. Questo è un mantra. Devo dire, come ho già ripetuto, mi considero una sorta di direttore d'orchestra della squadra. La sinfonia, la suonano loro. Io devo fare il mio, facendo lavorare tutti con la massima sinergia, perché ci sono sempre degli aspetti umani da mettere a posto. Ci stiamo riuscendo piuttosto bene, ma siamo ancora distanti dalla perfezione. La tripletta è il frutto del lavoro di tutte le persone che sono in Aprilia”.
“E credetemi che non c'è il tecnico che fa l'aerodinamica, piuttosto che quello che fa il motore. C'è dietro un processo, c'è gente che ordina nell'ufficio acquisti dei pezzi, che prova a fare dei preventivi migliori e quindi ti ritorna delle risorse per sperimentare dell'altro. È un lavoro corale che coinvolge le parti della nostra azienda”.
In Aprilia c'è un ambiente dove niente sembra lasciato al caso...
“Questo mi sembra un bel complimento. Sono un professionista soddisfatto di dove sono perché ha intorno questo tipo di mentalità, altrimenti le corse non si vincerebbero. Abbiamo creato un ambiente positivo per lavorare in modo sinergico, confrontandoci e non scontrandoci”.
“Comunque basta complimenti perché bisogna tenere i piedi per terra, perché questi risultati si costruiscono proprio con quella serena determinazione di dire non ho fatto niente, dobbiamo guardare avanti. Quando pensi di essere forte ti scopri debole. L’obiettivo è di crescere tutti i giorni nella speranza di diventare il migliore...”.
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