MotoGP | Simoncelli duro: "Per Liberty il motociclismo non esiste, vogliono cancellare Marco"
Il grande capo della SIC58 Squadra Corse non ha nascosto la sua preoccupazione per lo sbarco degli americani nel Motomondiale, perché teme che si vada a perdere l'essenza del motociclismo: "Vogliono solo lo spettacolo, ma allora che facciano un circo", ha detto in un'intervista concessa al Corriere della Sera.
Paolo Simoncelli, Luca Lunetta, SIC58 Squadra Corse
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Tanti vedono lo sbarco di Liberty Media in MotoGP come un qualcosa che potrà permettere al Mondiale delle due ruote di fare un salto di qualità definitivo, sulla falsariga di quello che il colosso statunitense è riuscito a fare quando ha preso in mano una Formula 1 che di certo non brillava e l'ha condotta in un'era d'oro, nella quale i piloti sono considerati al pari degli attori hollywoodiani o delle rockstar.
C'è anche però chi pensa che il Motomondiale in questo modo rischi di perdere la propria essenza, mettendo da parte il motociclismo puro per fare spazio allo spettacolo ad ogni costo. E' questa l'idea che sembra essersi fatto Paolo Simoncelli, che in un'intervista concessa al Corriere della Sera non c'è andato troppo per il sottile.
Il manager romagnolo, che nel 2013 ha fondato la SIC58 Squadra Corse per ricordare il figlio Marco, che ha perso la vita due anni prima a Sepang mentre inseguiva il suo sogno di diventare campione in MotoGP, non ha nascosto che, se le cose dovessero cambiare troppo con l'avvento del management statunitense, potrebbe anche decidere di dire basta.
"Penso che quel giorno non sia tanto lontano. Questi americani mi hanno già rotto", ha detto il 75enne con la schiettezza che lo contraddistingue da sempre.
Marco Simoncelli, San Carlo Honda Gresini
Foto di: Team Gresini
Quando gli è stato chiesto quali siano i motivi, ha spiegato: "Mirano a cambiare tutto, sembra che non vada bene niente di quello che abbiamo costruito. Vogliono togliere dai conteggi ufficiali i titoli vinti nelle categorie inferiori, contano solo quelli in MotoGP. Così mio figlio Marco (campione 250cc nel 2008), Gresini o i Nieto sparirebbero. Voglio cancellare la storia", ha detto su un tema che aveva già fatto discutere tanto nel momento della creazione della "Hall of Fame".
Poi ha proseguito con le altre cose che non gli piacciono della piega presa recentemente nelle categorie inferiori: "Che i piloti già a 18 anni siano influenzati dai loro manager e che abbiano dei fisici da MotoGP. Dormono e mangiano come un Marquez, vanno in palestra 5 giorni su 7 quando non è necessario. E poi arrivano troppo tardi nel Motomondiale: il limite di età è stato alzato per gli incidenti mortali nel CEV, ma bastava fare delle griglie meno piene".
Infine, ha riservato un'altra stoccata alla nuova proprietà: "Ci fanno sentire inutili, per gli americani di Liberty il motociclismo non esiste. Vogliono solo lo spettacolo, ma allora che facciano un circo. Che poi la soluzione sarebbe semplice: ogni squadra della MotoGP dovrebbe avere un team in Moto3 e Moto2".
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