MotoGP | Simoncelli: "A forza di ascoltare il gruppo di Rossi, Bagnaia ha sottovalutato Marquez"
Il proprietario della SIC58 Squadra Corse non c'è andato troppo per il sottile nel commentare le difficoltà affrontate dal pilota piemontese della Ducati nella sua prima stagione con Marc Marquez come compagno di squadra. E sullo spagnolo ha detto: "Corre e pensa come mio figlio. Se Marco non fosse morto, ci saremmo divertiti un botto".
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Paolo Simoncelli non è mai banale. Ma soprattutto non si fa mai grossi problemi a dire quello che pensa. In un'intervista concessa recentemente al Corriere della Sera, il grande capo della SIC58 Squadra Corse in Moto3, nonché padre dell'indimenticato Marco, ha infatti offerto diversi spunti interessanti.
Dopo aver criticato piuttosto duramente i nuovi proprietari della MotoGP, gli americani di Liberty Media, sottolineando che teme che possano guardare troppo allo spettacolo, finendo per perdere per strada l'essenza del motociclismo, ha dato un punto di vista interessante anche su quanto accaduto in pista nel 2025.
Il dominio di Marc Marquez, una volta salito sulla Ducati, quindi sulla moto di riferimento, non è stato una sorpresa per lui. Ma non c'è andato troppo per il sottile quando gli è stato chiesto della stagione deludente di Pecco Bagnaia, precipitato addirittura al quinto posto nella classifica iridata, con appena due vittorie all'attivo.
Quando gli è stato domandato se crede che sarà capace di reagire nel 2026, ha replicato: "Speriamo che si sia sistemato col cervello". E per il successivo chiarimento non si può di certo dire che abbia avuto peli sulla lingua.
Paolo Simoncelli
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"Non era preparato ad un compagno così forte. Pecco viene dal gruppo di Valentino Rossi e a forza di ascoltare tutte le cose che dicono in quel gruppo ha sottovalutato Marquez. L'anno prima aveva perso il Mondiale vincendo 11 gare. Ha pensato: 'Mi basterà solo cadere meno'. Ma Marc in pista è una bestia e lo ha mandato in crisi", ha spiegato Simoncelli.
Il 75enne non ha nascosto il suo apprezzamento per il campione di Cervera. Ma non potrebbe essere diversamente, perché il suo modo di correre gli ricorda molto quello del figlio Marco, indimenticato talento che ha perso la vita in un incidente avvenuto durante il Gran Premio della Malesia del 2011.
"Sapevo che era il più forte. Mi è sempre piaciuto, corre e pensa come mio figlio, non rinuncia mai e ci prova sempre. Se Marco non fosse morto, ci saremmo divertiti un botto. Sai che sportellate...", ha concluso.
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