MotoGP | "Se Marquez fosse Carlos Alcaraz, si sarebbe già dovuto ritirare", ammette il suo medico
La foto del suo malconcio braccio destro che Marc Marquez ha pubblicato la scorsa settimana ha suscitato mille commenti, inclusa un'intervista con Samuel Antuña, uno dei suoi medici di fiducia.
Dopo essersi operato alla spalla destra lo scorso 10 maggio, Marc Marquez è ricomparso in Italia meno di tre settimane dopo, inanellando quattro vittorie nelle sei successive tappe del calendario, compresi tre spettacolari doppiette in Ungheria, Germania e, l’ultimo, nel GP d’Aragon. Risultati che hanno portato alcuni a speculare sulle reali condizioni fisiche del pilota.
La risposta di Marc, che nelle ultime settimane ha ribadito "sono stanco di parlare del mio braccio", è stata mostrare sui suoi social una foto mentre si allena a torso nudo, e nella quale si può vedere, con totale chiarezza, l’atrofia di cui soffre nella zona della spalla destra, infortunata il 5 ottobre 2025, quando fu travolto da Marco Bezzecchi alla partenza del GP d’Indonesia.
Un infortunio che lo ha portato ad essere operato due volte, il 14 ottobre e lo scorso 10 maggio, un doppio intervento, il settimo su quel braccio dal 2020, che ha trasformato completamente la forma e l’aspetto della spalla destra del pilota. Oltre ad avergli lasciato postumi che, secondo i medici che lo seguono, hanno lasciato "il braccio intorno al 50% della sua capacità".
La imagen que publicó Marc Márquez en sus redes sociales para mostrar el aspecto de su hombro derecho
Foto de: Instagram de Marc Márquez
In una lunga intervista concessa a El Periódico de Catalunya, il dottor Samuel Antuña, chirurgo di fiducia di Marquez, spiega che l’incidente con Bezzecchi in Indonesia ha rovinato completamente tutto il lavoro di recupero che era stato fatto su quel braccio.
"La caduta in Indonesia ha significato ricominciare da capo", riconosce Antuña nell’intervista.
"Gli ha provocato una lussazione acromioclavicolare, associata ad una frattura della base della coracoide. Una lussazione del genere, per qualcuno che guida a 350 chilometri all’ora, è molto importante che guarisca bene, affinché non lasci postumi, poiché i muscoli della spalla si fissano alla clavicola e, se la clavicola non resta stabile, può dare problemi.La lussazione è guarita, anche se ci sono voluti quattro mesi perché stesse bene", ammette il medico.
Tuttavia, l’infortunio è stato più complicato di quanto sembrasse inizialmente.
"In quella stessa caduta si è verificato lo spostamento secondario di un frammento d’osso che era stato utilizzato diversi anni prima per stabilizzare la stessa spalla. Marc ha continuato a correre, ma con difficoltà nel controllare il braccio, provocandogli dolore e cadute. È stato allora che abbiamo individuato il problema", spiega Antuña.
Cosa che ha portato Marc in sala operatoria il 10 maggio, ammettendo che prima di quell’incidente, il recupero era praticamente totale, il che ha permesso a Marc di dominare la stagione 2025 in modo assoluto, vincendo il suo nono Mondiale. "Prima dell’incidente in Indonesia, tutto l’infortunio al braccio era molto ben compensato. Non era perfetto, ma stava bene e, dopo quel contrattempo, si è scompensato".
Un infortunio che ormai difficilmente permetterà a Marquez di tornare al livello che mostrava prima dell’incidente dello scorso anno in Indonesia.
"Siamo immersi in un processo che è lento e che, ora, è un po’ meglio di com’era ma,non ha affatto un braccio normale, né lo avrà mai più. Marc fa fatica a giocare a padel, con questo le dico tutto", illustra il medico sulle carenze che ha il pilota. "Se Marc fosse Carlos Alcaraz, avrebbe dovuto ritirarsi dal tennis professionistico. Potrebbe giocare a tennis, ma da amatore", sottolinea.
Un altro dei mantra di Marquez negli ultimi tempi è "capire" qual è il suo nuovo cento per cento a livello fisico, dopo sette operazioni al braccio destro.
"Attribuire un valore reale al braccio di Marc è impossibile, perché lui ha una grande capacità di compensare le sue carenze. Quello che posso dire è che quel braccio è molto limitato nella forza, soprattutto nel bicipite. Direi che quel braccio è intorno al 50% della sua capacità", sentenzia il dottor Antuña.
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