MotoGP | Rivola: "Siamo cresciuti molto, ma Aprilia potrà fare ancora meglio"
Il dato eclatante di Buriram è vedere quattro RS-GP26 nei primi cinque a fine gara. Il perentorio successo di Bezzecchi ha annichilito gli avversari. Massimo, amministratore delegato di Aprilia Racing, scommette nel gruppo di lavoro che ha costruito e guarda al futuro con ottimismo.
Massimo Rivola, Aprilia Racing Team
Foto di: Aprilia Racing
Non poteva esserci un inizio di mondiale più positivo: l’Aprilia ha messo quattro RS-GP26 nelle prime cinque posizioni nella gara thailandese e Marco Bezzecchi ha conquistato un perentorio successo partendo dalla pole position, dopo la clamorosa scivolata nella gara Sprint di ieri.
Massimo Rivola può essere molto soddisfatto perché la Ducati scende per la prima volta dal podio dopo 88 GP, mentre la squadra di Noale mostra gli artigli di una stagione appena iniziata con una moto che riescono a guidarla tutti, traendo risultati impensabili...
“Oggi abbiamo raccolto una grande soddisfazione per il lavoro che abbiamo svolto – ammette il capo faentino – e degli altri onestamente non voglio parlare: non dico che non mi interessano perché ovviamente noi corriamo contro di loro, però io guardo la crescita anno dopo anno di Aprilia. Non abbiamo mai fatto un passo indietro e questa è una cosa che nessuno in questa griglia può affermare. Anzi, la crescita è sempre stata di uno step: quest'anno abbiamo fatto un passo apparentemente più importante”.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
È l’inizio di una stagione che potrebbe darvi delle belle soddisfazioni, visto che sulla carta quella di Buriram non era certo una delle piste a voi più favorevoli...
“È vero, come è vero che è solo la prima gara. Abbiamo corso su una pista dove Marco va particolarmente forte, ma il dato importante è che anche le altre Aprilia sono andate comunque molto forte. È anche vero che la carcassa che è stata portata qui piace molto a Marco e noi, in generale, siamo andati bene come degrado”.
“Diciamo che ci sono state una serie di combinazioni che ci hanno fatto svettare a livello di prestazione pura, però io sono convinto che possiamo fare anche meglio. Non vedo l'ora di arrivare su quei circuiti classici per capire la differenza, tipo Jerez, dove vanno tutti: credo sarebbe un riferimento giusto, perché sicuramente la moto ha fatto un salto in avanti e devo dire bravissimi a Noale. Sono un cultore e un estimatore del lavoro che viene fatto dai ragazzi della squadra e da tutta l'azienda a Noale. Poi chiaramente in pista si deve ottimizzare quello che era stato preparato: è per questo che non voglio menzionare nessuno perché i risultati sono il frutto del lavoro di tutti”.
Tutto vero, ma la squadra è stata ricostruita andando a cercare delle eccellenze, pescando anche nel mondo della F1. E la scelta delle persone è stata fatta dal management e, quindi, da te...
“Credo che il valore sia stato credere in un progetto quando questo era ancora molto acerbo. Ai ragazzi ricordo sempre che dobbiamo festeggiare giustamente quando si colgono dei bei risultati, non dobbiamo prenderli come un qualcosa di scontato, perché dobbiamo ricordarci da dove veniamo”.
Credere pesantemente nello sviluppo aerodinamico è stata una scelta del nuovo progetto che era stata molto criticata, così come andare a pescare i tecnici dal mondo delle auto. C’era chi sosteneva che quella non fosse la strada giusta: c’è voluto un po’ di tempo ma poi gli... ingredienti si sono rivelati giusti quando sono stati amalgamati...
“Il frutto del lavoro si vede. Se mi mettono a capo di un gruppo alla fine prendo le decisioni. E chi mi ama mi segua”.
“Già sette anni fa dissi ai ragazzi che se ci fosse stato qualcuno che non credeva nel progetto avrebbe potuto prendere la porta e andarsene. Non obbligo nessuno a restare. Ma chi è rimasto, credendo nel progetto, sapeva che a Noale non si dorme”.
Come dire: i risultati poi devono venire per forza. È iniziata la fase del raccolto?
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