MotoGP | Rivola: "E' stato bello vedere Martin sorridere e prendere fiducia"
Il sorriso del campione del mondo ed il clima nel box dopo il settimo posto conquistato a Brno al rientro dal lunghissimo infortunio sembra aver definitivamente messo alle spalle il conflitto degli ultimi due mesi tra Jorge e l'Aprilia. E il CEO del reparto corse è felice di aver lottato per tenerlo anche nella prossima stagione.
Jorge Martin, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Alla fine hanno vinto Massimo Rivola e l'Aprilia. Se giovedì, quando Jorge Martin si è presentato davanti ai media per la sua conferenza di ritorno, dopo aver saltato dieci dei primi 11 GP, la sua permanenza in squadra anche l'anno prossimo sembrava quasi una forzatura, è bastato un weekend all'interno di un box che non ha mai smesso di volergli bene e toccare con mano una RS-GP matura per fare cose importanti per far tornare il sorriso sul volto del madrileno.
A riprova del potenziale, il compagno Marco Bezzecchi ha conteso la vittoria a Marc Marquez a Brno, comandando il Gran Premio della Repubblica Ceca per i primi sette giri. "Martinator" invece si è regalato un grande ritorno, riuscendo subito a piazzarsi sesto, non troppo distante dal gruppetto dei migliori. E il clima di festa che si respirava nel box Aprilia dopo la gara è il segnale più bello di tutti.
Il CEO del reparto corse di Noale non ha mai fatto un passo indietro, dicendosi sempre convinto che alla fine Martin, dopo aver tentato la fuga a fine stagione per approdare alla Honda, sarebbe rimasto e che sarebbe stato contento di farlo, nonostante una guerra di nervi durata oltre due mesi. Una cosa che ha sottolineato ancora domenica a Brno: "Credo che essere coerenti porti sempre i suoi frutti, come lavorare ed essere costanti. Si tratta di rispettare la filosofia e le idee dell'azienda e portarle avanti fino alla fine".
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Aprilia Racing
Nelle interviste post-gara, Martin ha detto che gli è bastato questo weekend per cominciare a sentirsi in famiglia, anche se è difficile da credere. Parole che ovviamente hanno fatto molto piacere a Rivola: "Ero lì quando l'ha detto ed è stato molto bello sentirglielo dire. Questa sarà l'ultima volta che commenterò questo argomento, ma dobbiamo tutti capire cosa può essere passato nella testa di un campione, un atleta ed un essere umano, che ha trascorso diversi mesi infortunato, senza la possibilità di vedere la luce in fondo al tunnel. Ancor di più se si tratta di una persona come Jorge, che è molto attivo. Sapevo qual era la situazione, che era giusto mantenere la nostra posizione e che sarebbe stata la cosa giusta per tutti, Jorge incluso. Questo è quanto. Sono contento di aver sentito le sue parole, di vederlo sorridere e di vederlo abbastanza fiducioso in sella. Non gli manca molto, anche se quella è la parte più difficile da raggiungere in termini di prestazioni. In ogni caso, non potremmo essere più ottimisti da qui in avanti".
Nel corso del weekend è stato evidente come il clima sia stato sempre più disteso nel lato del box dello spagnolo: "Jorge è libero di fare e dire ciò che vuole alla sua squadra. Ovviamente il primo giorno era un po' più freddo in un certo senso, ma sapevo che sarebbe successo. E' stato bello vederlo sorridere, prendere fiducia e vedere le persone che lo abbracciavano. Credo siano cose che apprezzerà sempre di più in questa stagione. Il diktat adesso è quello di non guardarsi mai indietro, dobbiamo tutti guardare avanti".
Quando ha tagliato il traguardo, il campione del mondo ha esultato per il settimo posto come se fosse una vittoria. Ma anche l'abbraccio al parco chiuso con Bezzecchi è stato un momento da ricordare: "Sono due momenti speciali. Jorge era veramente contento di come aveva sentito il suo corpo e la moto. Il feeling chiaramente continuerà a crescere ed è stato molto intelligente a non prendere dei rischi non necessari, quindi da un certo punto di vista si è anche accontentato. 21 giri a Brno, quando non guidi una MotoGP da una vita, sono tanti, quindi sono contentissimo che abbia risposto così sia dal punto di vista fisico che della prestazione. A Marco cosa possiamo dire? Ad uno che all'inizio dell'anno aveva come punto debole i primi giri, perché faticava col pieno, che fa queste partenze qui? Apprezzi veramente la crescita che ha fatto con il suo talento ed il suo lavoro. Aggiungo un'altra cosa nella quale Marco è bravissimo, che è il saper fare squadra e tirarsi tutti dietro in ogni cosa che fa".
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Martin era stato preso per essere l'uomo che doveva guidare l'Aprilia nella corsa al titolo, ma con il suo infortunio le responsabilità sono passate più sulle spalle di Bezzecchi, che però lo ha assorbite molto bene. Ora c'è quasi il rischio di avere due galli nel pollaio: "E' un problema che non vedo l'ora di gestire. Marco non è mai stato preso per essere un gregario, perché due anni fa ha fatto terzo nel Mondiale con la Ducati. Io credo che questo sia anche il posto giusto per lui, a livello umano. La prima volta che è venuto a Noale, gli abbiamo fatto vedere che siamo tutte famiglie che non solo tifano per lui, ma sono disposte a lavorare per lui, come per Jorge ovviamente. Prendersi la responsabilità di avere un'azienda sulle spalle, soprattutto con quello che è successo a Jorge nei primi mesi, è un segnale di maturità e di forza enorme. E vi assicuro che le volte che lui va in terra o fa un errore è il primo ad essere particolarmente arrabbiato e a scusarsi con la squadra. E non è affatto scontato".
Infine, quando gli è stato chiesto di fare un primo bilancio di questo nuovo ciclo Aprilia dopo la prima metà di stagione, ha concluso: "I cambiamenti sono stati fatti per giocarsi il titolo, quindi chiaramente non siamo dove volevamo essere, anche se posso dire che abbiamo qualche attenuante. Il vero valore di Aprilia Racing lo vedremo da settembre in avanti. Io non credo che Martin ci metterà tantissime gare a tornare a lottare per il podio. Con questo non voglio togliere meriti a Bezzecchi, che ha fatto un lavoro eccezionale e se siamo qui è grazie a lui. Ma se siamo a lottare con Marquez, e parliamo di Marquez su una Ducati, un binomio che sembrava imbattibile, io sono convinto che possiamo anche batterli, perché non mi sembra che siamo troppo lontani, soprattutto su certe piste. Una pista chiave potrebbe essere l'Austria, che non mai stata è una delle nostre preferite. Però vedere il modo in cui sta guidando Marco, adattandosi a piste differenti, mi rende ottimista".
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing, Massimo Rivola, Team principal Aprilia Racing
Foto di: Alexander Trienitz
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