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MotoGP | Rivola: "Con Bezzecchi c'è il sentore di poter fare qualcosa di storico"

Il CEO di Aprilia Racing non nasconde le sue ambizioni in vista dell'ultima stagione di questo ciclo regolamentare della MotoGP, con Marco Bezzecchi che si presenta al via come principale alternativa a Marc Marquez ed alla Ducati. Ed è molto fiducioso sull'apporto che Liberty Media potrà dare alla categoria.

Massimo Rivola, CEO di Aprilia Racing e Antonio Boselli, responsabile della comunicazione Aprilia

Massimo Rivola, CEO di Aprilia Racing e Antonio Boselli, responsabile della comunicazione Aprilia

Foto di: Matteo Nugnes

Il finale della stagione 2025 ha tracciato la rotta ed è da lì che l'Aprilia vuole ripartire per la MotoGP 2026. La Casa di Noale ha chiuso lo scorso anno vincendo tre delle ultime quattro gare, due delle quali con Marco Bezzecchi, che è indicato da molti come il principale indiziato per provare a sfidare Marc Marquez e la Ducati. Ed è proprio questa l'ambizione che culla anche Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing, che non lo ha nascosto nel giorno della presentazione della RS-GP26.

Venite da una stagione molto positiva, da record per voi, con il secondo posto tra i Costruttori ed il terzo tra i piloti, ma hai detto che vorresti migliorare ancora. Che risultato ti renderebbe soddisfatto a fine 2026?
"Se lotteremo come dei leoni ad ogni gara, allora andrà bene qualunque risultato. Penso che questo sia l'approccio che dovrebbe adottare tutta l'azienda. Credo che Bezzecchi l'anno scorso abbia dimostrato che possiamo farcela. Vediamo se quanto fatto alla fine della scorsa stagione ci farà alzare il nostro livello, ma sicuramente l'obiettivo è fare meglio del 2025. La chiave però è lottare in ogni gara".

Che tipo di cambiamenti ti aspetti per la MotoGP con l'arrivo di Liberty Media?
"Sinceramente, non ho idea di come potrà cambiare. Devo dire che ho molta fiducia, però, perché quello che hanno fatto in Formula 1 è stato impressionante. Quello di cui abbiamo bisogno e credo che faranno è andare a cercare nuovi appassionati o perlomeno di far conoscere il brand MotoGP a persone che oggi assolutamente non la guardano, persone che seguono altri sport. Per fare questo oggi ci sono dei modi,  attraverso l'utilizzo dei piloti come superstar, che sicuramente possono essere molto efficaci. Mi aspetto che il livello del brand MotoGP cresca, e quindi di conseguenza avremo tutti un vantaggio e un beneficio".

Con il cambio regolamentare in arrivo ed i contratti di tutti i big già in scadenza, ti sei dato una deadline su quando comincerai a pensare al mercato? Pensi che si sia già mosso qualcosa in chiave 2027?
"Il mercato si è già mosso in maniera molto aggressiva, mi piacerebbe potermi prendere del tempo, ma credo che non ci verrà dato. So che in particolare le Case giapponesi stanno mettendo sul piatto delle offerte molto importanti, anche ai nostri, ovviamente, perché sono piloti fortissimi. Reagiremo, ma io sono convinto che se l'azienda è forte, e dà il percepito di un'azienda forte, i piloti arriveranno, perché vorranno avere la miglior moto possibile. Chiaramente con Marco, usando una parola un po' forte, c'è un po' il sentore che si può costruire qualcosa di storico. Con Jorge vorremmo vedere come sta fisicamente, perché siano sicuri che con la nostra moto vi possa volare. Se non avremo il tempo di vederlo, pazienza".

Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Aprilia Racing

Quanto tempo ci vorrà per rivedere Martin al 100%? E pensi che avere Jorge al 100% potrà essere importante anche per Bezzecchi?
"Sui tempi faccio fatica a dare una risposta, anche se fisicamente adesso lo vedo ancora un po' indietro, quindi l'unica cosa che possiamo fare adesso è dargli il tempo per recuperare. Il suo recupero comunque sarà sicuramente importantissimo per tutta l'Aprilia e chiaramente anche per Marco, che è il nostro riferimento".

Questo sarà l'ultimo anno delle 1000cc, ma passare alle 850cc era davvero l'unico modo per ridurre le prestazioni?
"E' vero che le moto di oggi vanno veramente troppo forte e i circuiti non sono più adeguati alle prestazioni, quindi iniziava ad esserci il rischio che i piloti si facessero male ed era giusto fare qualcosa. Poi ci possiamo mettere dentro anche i temi politici del green, eccetera. Probabilmente esistevano anche delle soluzioni più economiche, però siamo in ballo e dobbiamo ballare. Non siamo qui per lamentarci, ma per adeguarci nel miglior modo possibile".

Un cambio regolamentare importante come questo, che richiederà degli sforzi economici molto grandi, non potrebbe essere un vantaggio per i giapponesi che hanno grandi capacità di spesa? Non si potrebbe pensare ad un budget cap come quello che vediamo già in F1?
"Sarebbe interessante, ma fare una regola che non puoi controllare minimamente non ha senso. Anche con i mezzi che ha la FIA in Formula 1, vedo che comunque non è assolutamente facile. Riguardo ai giapponesi, è vero che potranno spendere quanto vogliono forse e, nel caso, beati loro. Ma avrebbero potuto farlo anche adesso per avere una moto veloce da subito, quindi vediamo".

Vi aspetta un 2026 nel quale sembrate in grado di poter contendere lo scettro alla Ducati, ma allo stesso tempo dovete iniziare a pensare al 2027. Lavorare su questo doppio fronte potrebbe essere un problema?
"Penso che sia un vantaggio per noi in realtà. In generale, penso che le aziende italiane, e sicuramente posso parlare per Noale, siano estremamente efficienti. Quindi non capisco perché la nostra moto del 2027 non debba essere molto competitiva. Forse il grande punto interrogativo non riguarda tanto la moto, ma il motore, o magari le gomme. Ma credo che se un'azienda è in grado di poter lottare per il podio in ogni gara, può pensare di farlo anche nel 2027. Quindi la vedo più come una buona opportunità che come un problema".

Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

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MotoGP
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Abbiamo appena concluso una stagione con 44 gare, comprese le Sprint, e alla fine alcuni piloti sembravano un po' al limite. Secondo te questa cosa va ripensata?
"Sarebbe bello averne meno, ma non credo che succederà, soprattutto con l'arrivo di Liberty, perché ovviamente è lo spettacolo che ripaga. Finché aumenteremo il livello del business credo che potremo coprire anche 22 gare con il numero di test che stiamo facendo ora. Forse una soluzione potrebbe essere quella di ridurre drasticamente i test. Il motivo per cui lo dico è che, ad esempio, in Formula 1 stanno iniziando ad assumere più meccanici, più ingegneri e a farli ruotare. Forse anche persone come me e come Fabiano (Sterlacchini, il direttore tecnico) avranno qualche problema, ma dobbiamo aumentare il livello di business della MotoGP. Non voglio dire che sarà facile, ma troveremo una soluzione. Finché gli sponsor parteciparanno alla MotoGP, anche noi ne trarremo vantaggio, quindi se crescere il livello della MotoGP è un vantaggio per tutti".

L'impatto di Liberty Media dovrebbe iniziare a vedersi anche a livello di gestione degli spazi nel paddock...
"Mi aspetto che il layout del paddock migliori sempre di più. Stiamo parlando con Dorna per vedere se è possibile avere più spazio nei box, magari più box, per offrire anche una visuale migliore ai nostri sponsor. Ma penso che sia ancora tutto work in progress. Forse il 2027 non sarà solo un modo per rinnovare tutto in termini di moto, ma anche per il paddock, anche se non lo so. Di sicuro Dorna ha iniziato il mese scorso a spingere nella direzione di cercare di rendere la MotoGP un marchio sempre più prezioso. E ovviamente è parte del suo lavoro".

Avete vissuto un grande finale di stagione, con due vittorie consecutive, cosa che vi rende molto ambiziosi per quest'anno, ma questo non vi è bastato per trovare un main sponsor per il 2027...
"Onestamente, non voglio dire che sono sorpreso, ma sono ovviamente anche un po' deluso dal fatto che non siamo riusciti ad ottenere uno sponsor principale. Fortunatamente abbiamo un gruppo di partner che ci supporta alla grande, ma un giorno mi piacerebbe chiamare il signor Colaninno e dirgli che abbiamo trovato i mezzi per ottenere un title sponsor. Quindi fa parte del mio lavoro e sono sicuro che lo farò al meglio delle mie possibilità".

Ma secondo te da cosa nasce questa difficoltà a trovare aziende che credano nella MotoGP?
"Non penso che il marchio MotoGP sia ancora al livello di quello della F1. Ovviamente gli investimenti in F1 sono stati enormi, ma non credo che dobbiamo copiare ed incollare ciò che è stato fatto in F1. Penso che la MotoGP abbia le sue caratteristiche e che dovremmo mantenerle. Ma in termini di marchio, sicuramente, dobbiamo elevarci tutti a quel livello. I piloti devono essere utilizzati come ambasciatori dello spettacolo che offriamo al mondo".

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