MotoGP | Rivola: “Aprilia scelta di rabbia? Io ho visto Martin molto felice”
Dopo l'annuncio shock dell'ingaggio di Jorge Martín, il CEO di Aprilia Racing ha raccontato come è nata la trattativa lampo che ha ribaltato le sorti del mercato piloti della MotoGP in meno di 24 ore.
In una giornata di test caratterizzata dalla pioggia, ci ha pensato Aprilia a ravvivare gli animi senza l’azione in pista. Nel lunedì del Mugello, la Casa di Noale ha annunciato l’arrivo di Jorge Martin nel team ufficiale a partire dal 2025. Motorsport.com aveva anticipato nel primo pomeriggio il prossimo addio dello spagnolo alla Ducati, con conseguente porta aperta “in rosso” per Marc Marquez. Non è passato molto tempo prima che arrivasse la conferma di quanto affermato.
Così, Martin lascerà Borgo Panigale alla fine di questa stagione per unirsi al progetto Aprilia, raccogliendo l’eredità del suo amico fraterno Aleix Espargaro, che invece si ritirerà. Sarà il nuovo Capitano? Solo il tempo lo dirà, ma da Noale si percepisce l’entusiasmo per il gran colpo di mercato, avvenuto nella maniera più rapida possibile. A raccontarlo è proprio il CEO di Aprilia Massimo Rivola, che ha incontrato i media, tra cui Motorsport.com, al Mugello in occasione dei test.
Quando sono iniziati i contatti? Jorge ha avuto qualche richiesta specifica?
“Come ho sempre detto quando qualcuno me l’ha chiesto, da quando Aleix ha deciso di ritirarsi abbiamo iniziato a parlare con tutti. La strategia era abbastanza chiara, perché non volevamo fare la prima mossa e fare un eventuale regalo a qualcuno. Ma quando abbiamo visto che c’era un’opportunità, e questa è arrivata ieri sera, siamo stati abbastanza veloci nel compiere azioni invece che parlare. Abbiamo trovato un accordo molto rapidamente. Devo ringraziare anche Aleix per questo ed eccoci qua. Noi ci eravamo dati una scadenza, che doveva essere al Mugello e lui l'ha voluta anticipare perché ha fatto il Gran Premio di casa. Ora mi viene da dire per fortuna, perché con tutto quello che è successo saremmo dovuti rimanere qua anche martedì. Dopo aver fatto il cane da tartufo, abbiamo tirato le conclusioni: sinceramente non credevo che ci fosse veramente questa possibilità, ma vedere Jorge così motivato ovviamente mi fa piacere".
Quanto ha contato Aleix in questa decisione?
“Sto pensando di offrire ad Aleix un lavoro come assistente personale per me, perché ha presentato l’Aprilia come la lascia, considerando che lui è così, nel bene e nel male. Ma penso che il tempismo sia stato un fattore importante, perché siamo stati davvero veloci. Ieri sera ho chiamato il mio capo e gli ho detto che avevamo una chance. Mi ha dato il via libera e ho fatto tutto. Quindi i ragazzi dell’ufficio legale hanno lavorato tutta la notte. Non so se questa scelta sia basata sulle emozioni, ma mi piace pensare che la scelta di Jorge sia stata questa perché Aprilia ha compiuto un lavoro solido durante gli anni. Siamo stati gli unici ad aver vinto gare quest’anno, oltre alla moto più competitiva. Quindi è un altro pezzo del puzzle che componiamo”.
Perché questa chiamata da Jorge è arrivata proprio ieri sera?
"Credo che la gara di ieri sia stata molto emozionante per Jorge. Era anche caduto il giorno prima e credo che abbia capito che forse il suo futuro non era più in Ducati e voleva trovare la miglior soluzione possibile".
Jorge Martin, Pramac Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Ieri sera il manager di Martin stava ancora parlando con la Ducati, poi ha firmato con voi: non temi che la sua possa essere stata una decisione presa con rabbia?
"Questo bisognerebbe chiederlo a lui. Io posso dire solo che sono contento che l'abbia presa. Se aveva rabbia, magari sarà un altro decimo in meno in pista l'anno prossimo. Io l'ho visto veramente tanto felice. Forse nella sua testa doveva decidere e ha preso una decisione. Ho visto Aleix emozionato, ma poi felice, perché quando non sai cosa fare e prendi una decisione, ti togli un peso. Amo pensare che sia stata la stessa cosa per Jorge".
Sei stato sorpreso di ricevere il via libera?
“Veramente sono stato io a chiamare, quindi non sono stato sorpreso. Il mio boss è abbastanza affamato di vittorie, quindi dovevamo trovare un pilota altrettanto affamato e motivato. Quindi non sono sorpreso perché abbiamo visto ogni anno che stiamo crescendo in termini di risorse e la moto è un risultato di questo. È una buona notizia”.
Quanto dura il contratto?
“Si tratta di un contratto standard (due anni, ndr), ma scrivendo pluriennale abbiamo creato più effetto”.
Perché l’avete annunciato oggi?
“Beh, penso che annunciandolo in questo momento, essendo i primi a dare l’annuncio, mostriamo che possiamo fare buone cose in maniera veloce e possiamo prendere decisioni rapidamente. Quindi si è trattato solamente di sistemare la questione, concludera e concentrarsi sul prossimo obiettivo”.
Ci sarà Maverick o arriverà un altro pilota?
“È un’ottima domanda. Dal mio punto di vista, Maverick è un punto fermo. Quindi vedremo. Ad essere onesto, ho chiaramente commesso un errore, non so nemmeno se abbiamo compiuto dei giri o no nei test, non ho seguito perché ero impegnato con la squadra a preparare il tutto. Sembra che Jorge non abbia girato molto perché era con me a firmare il contratto, quindi non ha provato. Il mio errore è stato non dire a Maverick che sarebbe accaduta questa cosa, ma la priorità era chiuderla. Non lo so. Per me, Maverick è stato uno di coloro che ha aiutato il team a compiere un passo in avanti importante. Credo che abbia un livello ora che possa essere un riferimento per gli altri piloti Aprilia, perciò per noi Maverick e Jorge sarebbe la miglior coppia possibile”.
A che ora c’è stata la chiamata di Jorge ieri sera?
“Dovrei verificare, ci sono tanti telefoni qui (durante il media scrum, ndr), dovrei prendere il mio e vedere. Diciamo che è avvenuta ieri sera e ho chiamato subito dopo il mio capo. Ovviamente, dopo Barcellona abbiamo iniziato a pensare e a parlare con dei piloti, non solo con Jorge, per vedere e capire quali fossero le sensazioni sul mercato”.
Hai anche cercato Marc, o almeno ci hai provato, e poi Enea?
“Ho chiesto a Marc quale fosse la situazione. Ho parlato anche con il manager di Enea. Ho verificato la situazione del mercato e penso di aver trovato la miglior soluzione possibile. Ma il tempo ci dirà se sarà la migliore o meno”.
Massimo Rivola, Aprilia Racing CEO
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
La coppia Martin ed Enea sarebbe un’opzione?
“Penso che la priorità sia capire cosa vuole fare Maverick con noi e se vuole restare sarò il primo a dirgli di sì. Così non ci sarebbe spazio per Enea. Ma sicuramente Bastianini è uno dei piloti che sto provando a portare qui da tanto tempo. Vediamo, è difficile prevedere queste cose ora. Credo che chiunque al posto mio avrebbe fatto la stessa cosa”.
È interessante che l’attuale tecnico di punta Ducati (Gigi Dall’Igna) avesse lasciato Aprilia per approdare a Borgo Panigale, mentre ora Aprilia prende il pilota Ducati in testa al campionato.
“Ricordo quando avevamo problemi a trovare un pilota nel 2020. Ora abbiamo una lunga lista di manager che bussano alla nostra porta. Sicuramente è una soddisfazione per l’azienda, che ha lavorato nel modo giusto. Se abbiamo questa opportunità, significa che abbiamo fatto un buon lavoro. Ma non abbiamo ora il pilota per vincere, perché anche Maverick può vincere gare. Aleix ne ha vinte. Non sarà abbastanza per noi. Dobbiamo pensare come azienda prima di tutto. I piloti sono parte del progetto, ovviamente, sono quelli che tutti vedono in pista. Sono parte di un grande puzzle”.
Nell’ultima settimana, hai detto che era importante avere un pilota italiano su una moto italiana. È ancora un fattore determinante nella decisione per il prossimo anno?
“Direi che se Maverick non sarà con noi, dovrò considerare questa opzione. Vedo tanti piloti italiani molto forti. Quindi magari avremo il tempo di farlo, ma non è una priorità”.
Magari avrete il numero 1 sulla carena il prossimo anno?
"Questo lo scopriremo solo vivendo, come diceva Battisti".
Tra le motivazioni che hai usato per convincerlo c'è stata anche quella di venire per provare ad essere il primo campione del mondo dell'Aprilia in MotoGP?
"Ma no, perché può esserlo anche Maverick. Io sinceramente all'inizio dell'anno, vedendo anche le prestazioni della moto, pensavo che ce la potessimo giocare. Poi il campionato è lungo. Voi potrete dire che Ducati prenderà ancora più il largo, ma a me piace pensare che noi chiuderemo il gap. Lavoriamo giorno e notte per quello. Nessuno parte sconfitto, il campionato è lungo".
Maverick Vinales, Team Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Però avrete quel top rider che l'Aprilia stava inseguendo…
"Io considero un top rider anche Vinales. Se avessimo una coppia con loro due, sarebbe la più forte del campionato, ma non sempre si può avere tutto. Faremo un passo alla volta, oggi abbiamo avuto l'opportunità di chiudere un tassello importante e l'abbiamo chiusa al volo. La cosa che mi ha fatto piacere è la velocità con cui siamo riusciti a reagire, perché è il contratto più veloce della storia".
E' stato facile perché l'offerta era molto vantaggiosa per Jorge o perché lui voleva una nuova sfida?
"Sicuramente, delle varie offerte che aveva, la nostra non era la più alta, pur essendo un'offerta super rispettabile. Ma il fatto che abbia scelto noi è un motivo d'orgoglio, un po' per la qualità della moto, un po' per quella del team, del quale sicuramente gli avrà parlato Aleix. O per il percepito di noi che si ha dall'esterno, che tutto sommato credo che sia un team in cui si sta bene, e alla fine anche questo potrebbe essere stato un fattore".
Martin quindi è stata la vostra prima scelta?
"Se devo dire la verità, sì. Sinceramente non pensavo che potesse essere sul mercato inizialmente. Poi quando ho fatto il cane da tartufo e ho visto che c'era anche la possibilità, ho messo anche un ossicino per vedere se gli interessava".
Parlando di Aleix, avevi provato a convincerlo a rimanere, magari anche come collaudatore?
"Gli ho fatto una battuta dopo che ha vinto la Sprint a Barcellona, ma credo che sia giusto così. Gli auguro di trovare un bellissimo contratto con una sfida interessante. Posso immaginare, pensando ad alta voce, che chi ha più bisogno di crescere forse sono le squadre giapponesi. Per lui sarà una sfida ancora più interessante e magari lo potranno anche pagare molto bene, quindi sono contento per lui".
Per voi non c'era una possibilità di avere due collaudatori?
"Il test team è sempre più importante, ma l'ordine delle priorità era trovare il sostituto di Aleix. Non so neanche se lui abbia già preso un accordo, ma rispetto la sua volontà".
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