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MotoGP | Rivola: "Acosta non doveva ripartire dopo il motore ko. Dobbiamo rivedere le regole"

Il responsabile di Aprilia Racing interviene razionalmente dopo i gravi fatti che hanno condizionato il GP della Catalunya: Massimo auspica un'attenta analisi dei fatti per correggere alcuni comportamenti dei piloti e per riscrivere alcune norme che sono anacronistiche.

Massimo Rivola, Aprilia Racing CEO

Massimo Rivola, Aprilia Racing CEO

Foto di: Marc Fleury

l GP della Catalunya potrebbe essere uno spartiacque per la MotoGP. La domenica di Barcellona ha lanciato alcuni segnali di pericolo molto chiari che non vanno affatto disattesi: due bandiere rosse, tre partenze, due piloti in ospedale. Ma anche aspetti sportivi e normativi che, quanto meno, dovrebbero essere ridiscussi. 

Massimo Rivola, CEO di Aprilia Racing, è un manager che non si nasconde dietro alle responsabilità e, forse, il faentino sente anche la responsabilità della presidenza della MSMA, l’associazione dei Costruttori della MotoGP. 

Due gli argomenti principali toccati da Massimo con i colleghi di Sky Italia dal punto di vista sportivo: 
“Questi sono fenomeni che rischiano la vita a ogni curva e spesso ce ne dimentichiamo. Bisognerebbe dare più valore a quello che fanno. Dal punto di vista del regolamento sportivo, credo che dovremmo essere più severi, non contro lo spettacolo, ma a favore della sicurezza”. 

“Questi piloti sono come dei leoni in gabbia e, quando li lasci liberi, vanno al massimo”.  
Si è fatto notare che la linea di partenza è molto lontana dalla prima curva di Barcellona e che questo porta le moto alla prima staccata con una velocità forse esagerata".  

“Ma ce ne sono anche di più lontane, penso per esempio al Mugello. Secondo me dipende dall'approccio che adottiamo. Dopo un incidente come quello di Alex e una bandiera rossa, se si riparte in quel modo io mi aspetterei piloti un po' più tranquilli. Il mio invito è di avere una direzione gara più severa, ma per il bene dei piloti”.  

Jorge Martin colpito da Raul Fernandez: harakiri Aprilia a Barcellona

Jorge Martin colpito da Raul Fernandez: harakiri Aprilia a Barcellona

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

C’è un riferimento alla mancata penalizzazione di Raul Fernandez? 
“No, quello in realtà è più un problema interno nostro, perché è brutto vedere due Aprilia coinvolte tra loro in un incidente. L’analisi è più generale: credo che un pilota che, per un motivo o per l'altro, anche non dipendente da lui, come un problema tecnico, causa una bandiera rossa, non dovrebbe poi ripartire e giocarsi la gara. Mi dispiace per quello che è successo a fine gara con Ogura, ma sono aspetti che secondo me dobbiamo rivedere...”. 

Ma si può fare affidamento sul buon senso dei piloti alla seconda ripartenza, sperando che siano meno aggressivi?  
“Attenzione, non sto criticando la direzione gara, perché questo è sempre stato l'approccio adottato, anche volutamente, alla ricerca dello spettacolo. Però, tutti noi dovremmo metterci nelle condizioni di riflettere. Al di là del problema tecnico di Pedro e di quello che è successo ad Alex, certe situazioni diventano inevitabili”. 

“Alcuni incidenti nascono dalla foga di voler andare davanti subito davanti, perché questi piloti sono dei leoni in gabbia: quando li lasci partire, corrono e attaccano chi hanno vicino, nel senso sportivo del termine”.  

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing, in testa alla gara catalana

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing, in testa alla gara catalana

Foto di: Jose Jordan / AFP via Getty Images

Hai accennato alla ripartenza di Pedro Acosta, ammesso in griglia con la seconda moto, anche se subito dopo il via ha avuto un problema al motore e, senza la bandiera rossa, si sarebbe dovuto ritirare... 
"Secondo me, al di là della regola sulla bandiera rossa e sulla possibilità di ripartire, il punto è sportivo. Non ho nulla contro Pedro, ma credo che alcune cose vadano riviste. È un tema che metto sul tavolo insieme a quello sportivo. Acosta, se non lo avessero fatto ripartire, non avrebbero tolto niente a nessuno: sarebbe stata una normale evoluzione della gara".

"Se la bandiera rossa fosse arrivata un giro dopo la rottura del motore di Pedro, lui non avrebbe potuto ripartire, perché il regolamento prevede che il pilota debba tornare al box con la moto. Quindi riammetterlo in griglia, avendo di fatto causato la bandiera rossa, anche se involontariamente, secondo me non era corretto”. 

Le norme, però, per come sono definite gli concedevano il diritto di ripartire... 
“Alcune cose penso debbano essere scritte meglio nel regolamento. Sarebbe più giusto non farlo ripartire. Certo, potrebbe sembrare una penalizzazione severa, ma non lo è. Dobbiamo parlarne...”. 

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