MotoGP | Rivola: "Abbiamo fatto catenaccio, ma dobbiamo imparare anche questo da Marquez"
Nonostante la doppietta del ducatista, l'Aprilia ha lasciato Aragon con un bilancio positivo, perché è riuscita a limitare i danni su una pista che era considerata ostica, con i due podi di Bezzecchi e le due top 5 di Martin. Secondo il CEO di Aprilia Racing, la chiave sarà capire quando attaccare e quando gestire, proprio come sta facendo Marquez.
Massimo Rivola, Aprilia Racing CEO
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Dopo la clamorosa tripletta di Silverstone, in casa Aprilia c'era la consapevolezza che Aragon sarebbe stata uno scoglio più complicato da superare nella corsa al titolo della MotoGP 2026. In primis, perché Marc Marquez è sempre stato un maestro del saliscendi alle porte di Alcaniz, ma anche perché storicamente la RS-GP non ha mai amato particolarmente le caratteristiche di questo tracciato.
Mentre il pilota della Ducati ha rispettato i pronostici, con una doppietta che gli è valsa l'ottavo successo in carriera al Motorland ed il -19 in classifica nei confronti di Jorge Martin, gli uomini di Noale hanno saputo giocare bene in difesa, con il madrileno che ha ottenuto due quinti posti, ma soprattutto con un Marco Bezzecchi che è stato capace di firmare pole e record della pista proprio nella "tana del lupo", conquistando poi due terzi posti in gara che lo tengono a 24 punti dalla vetta nel Mondiale. Per questo, il bilancio tracciato dal CEO Massimo Rivola ai microfoni di Sky Sport MotoGP è più che positivo.
"Ovviamente va tutto proporzionato, perché il weekend ideale è il Mugello, dove fai primo e secondo e hai tutte le Aprilia davanti. Qui sapevamo che eravamo un po' più in difesa, dovevamo fare un po' catenaccio e devo dire che è stata una grandissima soddisfazione fare la pole position con il Bez a casa di Marc. Però qui sei a casa sua e lo abbiamo visto in gara: quando ha deciso di dare uno strappo, ha fatto tre giri impressionanti, però credo che Acosta abbia fatto il sorpasso dell'anno, con il coraggio di mettere lì la moto a 350 km/h. Poi c'erano tutte le condizioni di cui ha potuto approfittare, ma complimenti a lui", ha detto Rivola.
Un problema tecnico ha purtroppo escluso dalle posizioni di vertice la RS-GP con i colori Trackhouse affidata a Raul Fernandez, che era fresco della vittoria di Silverstone e sperava di potersi reinserire nella corsa al titolo. Il manager faentino, dunque, si è scusato con il pilota spagnolo per l'accaduto.
"Voglio scusarmi pubblicamente con Raul, perchè quando c'è un problema di natura tecnica, che sia un errore di un meccanico o qualcosa che non funziona sulla moto, è giusto scusarsi con il pilota come lui si scusa con noi quando fa un errore. E' un problema da analizzare, adesso mandiamo la moto a casa e vediamo cosa è successo. Però sono campanelli d'allarme ai quali bisogna rispondere in maniera decisa".
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Burak Akbulut / Anadolu via Getty Images
Complice anche l'infortunio al pollice della mano sinistra che ha tenuto a riposo Ai Ogura, in questo momento i piloti del Trackhouse Racing sembrano quindi un po' tagliati fuori dai giochi (il giapponese è a -53, lo spagnolo a -70), ma Rivola non la vede così.
"Trackhouse secondo me c'è ancora, ma se noi non siamo abituati a stare lì davanti, loro lo sono ancora meno di noi, per cui in ottica Mondiale sappiamo tutti che il nome è uno, quello di Marc Marquez. L'abbiamo detto da inizio stagione e continuiamo a dirlo adesso, soprattutto dopo una gara come questa, nella quale per l'ennesima volta ha dimostrato che quando c'è da fare 37 punti, lui li fa".
Al netto di tutto, dopo la pausa estiva la Casa di Noale sembra essere ripartita con il piglio giusto ed intenzionata a crederci fino alla fine, anche se battere un avversario del calibro di Marc Marquez non sarà semplice.
"E' vero che abbiamo fatto le mosse giuste, non ultime quelle per il futuro, ma non basta. Siamo qui, ce la dobbiamo giocare fino all'ultima gara e sappiamo che abbiamo un avversario come Marquez, che è uno dei piloti più forti della storia. Avere l'onore di provare a batterlo è bellissimo, è uno stimolo enorme e ci proveremo fino all'ultimo".
Rivola poi è tornato sul concetto di "catenaccio" che aveva espresso in precedenza, sottolineanche che anche il ducatista lo sta applicando con maestria in questa stagione, come dimostra il fatto che negli ultimi 7 GP ha colto quattro vittorie, ma anche tre settimi posti.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
"Credo che da Marc ci sia da imparare anche questo. Se vedi il Mugello e vedi Silverstone, sembra che sia in crisi e in realtà porta a casa senza prendere rischi, perché sa che la costanza è la cosa più importante. Poi, quando c'è da portare a casa la vittoria, perché sa di essere il più forte, lo fa. Quindi dobbiamo imparare tanto da lui, da questa sua furbizia e capacità, perché uno o ce l'ha o non ce l'ha. Però dai forti si può sempre imparare".
"Lo dico sempre ai miei che non dobbiamo avere il muso quando portiamo a casa un quarto, un quinto o anche un terzo posto, perché ci si abitua bene in fretta, ma non dimentichiamoci che lottiamo contro dei colossi e contro chi è abituato a vincere molto più di noi. Chiaramente però se c'è uno che crede che Bezzecchi e Martin possano diventare campioni del mondo già dall'anno scorso, quello sono io", ha aggiunto.
Tra le altre cose, un anno fa, tra gli infortuni e la crisi interna con Jorge, sembrava quasi impossibile pensare che oggi potesse essere in testa al Mondiale a 9 GP dal termine. Ma secondo l'ex ferrarista è un merito in più per l'Aprilia l'aver insistito per tenerlo.
"Quando ho visto il test in Thailandia, ho pensato che si sarebbe giocato il Mondiale. E' un po' la dimostrazione che abbiamo fatto bene a lottare lo scorso anno per tenerlo e la soddisfazione di vederlo contento. Ma anche la soddisfazione di vedere che Bezzecchi insieme alla squadra ha costruito una moto decisamente competitiva, ed è un pilota molto migliore di quello che probabilmente tanti hanno pensato durante la sua carriera", ha concluso.
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