MotoGP | Rins sconsolato: "Il mio peggior GP, ma non so perché. Mi sentivo inutile in moto"
Per lo spagnolo, quello del Sachsenring è stato un weekend da incubo. Ultimo sul traguardo, a 40 secondi di ritardo dal vincitore Marc Marquez e 14 dal penultimo. Per il pilota della Yamaha è stato il weekend peggiore della sua carriera e il problema è che non ha una spiegazione del perché sia stato così lento.
C'è una forte ironia nel risultato raccolto da Alex Rins al Gran Premio di Germania: pur avendo tagliato il traguardo in decima posizione, uno dei suoi migliori risultati stagionali, il pilota Yamaha è stato l'ultimo a vedere la bandiera a scacchi.
Quasi 40 secondi lo hanno separato dal vincitore Marc Marquez, e, ancor più preoccupante, ben 14 dal penultimo classificato, Raul Fernandez. Un distacco pesante, in quella che lo stesso spagnolo definisce come "forse una delle peggiori gare" da quando corre in MotoGP.
"Non è stato solo il risultato in gara. Credo sia stato il weekend più duro della mia carriera", - ha ammesso senza mezzi termini -. "Nemmeno nel mio primo anno da rookie, né quando si torna dopo un infortunio, ho mai sofferto quanto in questi tre giorni".
Alex Rins, Yamaha Factory Racing
Foto di: Alexander Trienitz
Il malessere tecnico era emerso già il sabato, quando Rins aveva chiesto apertamente "aiuto" al team per fare chiarezza su una situazione sempre più inspiegabile. E anche dopo la gara, il lavoro di analisi non si è fermato: "Abbiamo fatto una lunga riunione tecnica, come quella di ieri. Da parte mia, come pilota, non potevo fare di più: sono arrivato ultimo, 14 secondi dietro il penultimo. Per i primi tre giri sono riuscito a rimanere con le due Aprilia di Raul e Ogura e, con gomme nuove, a difendermi più o meno".
"Ma poi, quando le gomme hanno iniziato a calare e loro ad aumentare il ritmo, io mi sono sentito completamente inutile. Non riuscivo ad avere velocità a centro curva, non riuscivo ad accelerare. Qualsiasi cosa provassi a fare, non funzionava".
Una situazione tanto frustrante quanto misteriosa, perché i problemi si sono presentati in tutte le condizioni: asciutto, bagnato e misto. "Né io né Yamaha riusciamo a capire cosa sia successo. Lo stesso identico problema si è ripetuto nei tre giorni. Ora analizzeremo tutto il possibile per provare a trovare una spiegazione".
Alex Rins, Yamaha Factory Racing
Foto di: Alexander Trienitz
Rins non ha intenzione di archiviare questo weekend come una semplice battuta d’arresto. Lo sguardo è già rivolto al prossimo round in programma in Repubblica Ceca, tra soli quattro giorni. "Non finisce qui. Come pilota mi rifiuto di chiudere così. È inspiegabile. A Brno avremo un incontro, ho chiesto loro di controllare tutto, ogni minimo dettaglio. Come dicevo ieri, siamo in un momento di confusione totale che né io né la squadra riusciamo a comprendere".
A complicare ulteriormente la situazione c’è il fatto che la moto, secondo quanto riferito da Rins stesso, è la stessa utilizzata nei GP precedenti. Nessuna modifica, nessuna novità tecnica. "La moto è identica a quella delle gare passate. Ho chiesto se potesse essere collegato ai problemi di Assen, ma mi hanno risposto che si tratta di qualcosa di diverso, un problema nuovo di cui non conosciamo l’origine".
Il catalano ha anche fatto riferimento ai problemi di grip lamentati da altri colleghi: "Sì, ho sentito che anche Fabio Quartararo e Jack Miller hanno avuto difficoltà con il grip. Ma loro giravano comunque un secondo al giro più veloce di me, su una pista così corta".
Alex Rins, Yamaha Factory Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
In ogni caso, Rins ha voluto chiarire che non ha mai pensato a un ritiro. "Non ho mai preso in considerazione l’idea di mollare o di ritirarmi. Non fa parte di me". Una dichiarazione d’intenti forte, in un momento delicato per Yamaha, che deve ancora definire la sua line-up piloti per il futuro. Rins, dal canto suo, ha un contratto garantito fino al 2026, e sottolinea come questa crisi non intacchi la sua fiducia.
"Non cambia nulla per quanto riguarda il mio futuro. Quando parlo di ‘confusione’, mi riferisco solo a questo weekend. Posso essere devastato per essere arrivato ultimo, posso essere giù di morale, ma ho fiducia in me stesso e so che non ho dimenticato come si guida una moto".
Infine, il pilota spagnolo ha ribadito il proprio impegno: "Quello che è successo qui ha una causa, e dobbiamo scoprirla. Non sono il tipo che si arrende. Ho fiducia al 100% nella squadra e nella Yamaha".
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