MotoGP | Rins: "La rabbia col commissario? Mi ha attivato l'airbag"
Alex Rins ha litigato con un commissario dopo essere caduto nella FP2, ma ha spiegato che la presa del marshal aveva fatto esplodere il suo airbag, aggiungendo di essersi poi chiarito.
Mancavano poco più di 15 minuti alla fine della FP2 del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini quando Alex Rins è finito a terra alla curva 15, con una leggera scivolata senza ulteriori conseguenze. Il pilota si è rialzato dalla ghiaia ed è corso verso la sua moto per cercare di tornare ai box e continuare il turno.
Tuttavia, un commissario ha afferrato il braccio del pilota della Suzuki per impedirgli di andare a prendere la sua moto e Rins ha avuto un confronto piuttosto violento con lui. E alla fine lo spagnolo è stato costretto a fermarsi a bordo pista, continuando ad imprecare in maniera piuttosto vistosa nei confronti del marshal.
"E' stato un momento di tensione e poi, durante la sessione di Moto2, sono andato a parlare con il commissario, per spiegargli cosa era successo e a chiarire le cose", ha spiegato Rins alla conclusione del venerdì di Misano.
"La verità è che quando mi ha afferrato per il braccio ero infastidito e non gli ho detto delle parole gentili. Esistono due tipi di incidenti: quelli ad alta velocità, che fanno esplodere immediatamente l'airbag, e quelli più a bassa velocità, nei quali non scatta".
"Alla fine si è trattato di una caduta a 150 km/h e l'airbag non si era attivato, ma quando il commissario mi ha preso per il braccio, lo ha fatto con una forza tale da farlo esplodere. Da lì è nata la rabbia ma, come ho detto, sono andato a trovarlo più tardi ed abbiamo risolto. E' solo un aneddoto".
Alex Rins, Team Suzuki MotoGP
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
In mattinata, il pilota della Suzuki aveva ottenuto l'ottavo tempo, ma la caduta lo ha condannato al 14° posto nel turno pomeridiano, quindi provvisoriamente fuori dalla Q2.
"Abbiamo avuto una giornata abbastanza buona, ma è un peccato perché l'incidente ha ridotto le nostre possibilità di progredire. Ho avuto molti problemi a fermare la moto con la gomma media all'anteriore. Quando abbiamo messo la dura mi sono sentito più a mio agio, ma sono caduto. Ma non siamo messi male, penso che se domani la pioggia ci risparmierà, possiamo sperare di entrare in Q2".
Con l'assenza di Joan Mir per infortunio, la Suzuki schiera questo fine settimana il giapponese Kazuki Watanabe, che ha chiuso all'ultimo posto e al momento è classificato solo per una manciata di millesimi.
"Avere un pilota veloce nel box accanto è sempre meglio. Ti motiva e quando vedi che ti sta davanti, cerchi sempre di migliorarti. Penso che essere qui per Watanabe sia un regalo da parte della Suzuki per il lavoro svolto in questi anni. Quando è entrato nel box tutti lo hanno applaudito, quindi spero che se la goda", ha concluso lo spagnolo.
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