MotoGP | Quartararo perplesso: "Siamo veloci, ma non capiamo il perché"
A Jerez, Quartararo sorprende con il quinto tempo, unico non-Ducatista in top-5. Nonostante il buon feeling, il francese resta però cauto in vista del resto del weekend: più che alla posizione, infatti, la sua attenzione è sul capire il motivo per cui la Yamaha, su una pista con minor grip, sia così veloce. Una sorpresa per lo stesso Quartararo.
Il ritorno in Europa ha un significato particolare per Yamaha, che lascia alle spalle una serie di tracciati dove sono emersi tutti i limiti della moto, come ad esempio la carenza di potenza sui lunghi rettilinei di Austin o il maggior degrado delle gomme – soprattutto quella posteriore – che ha fatto scivolare la casa giapponese in classifica man mano che la gara si avvicinava alla sua fase conclusiva.
Nella prima giornata in pista a Jerez, Fabio Quartararo è stato la sorpresa di giornata, non solo perché il suo quinto posto a circa quattro decimi dalla vetta lo pone come l’unico non-Ducatista a inserirsi nella top-5, ma anche perché lo stesso pilota francese non ha ancora ben chiaro il motivo di questa ritrovata competitività.
È anche per questo che Quartararo ha cercato di mantenere bassi gli entusiasmi, senza lasciarsi prendere la mano dall’euforia: in fondo, non bisogna dimenticare che, dopo i test svolti in Malesia, in molti vedevano la Yamaha come l’antagonista principale della Ducati, ma la casa giapponese non è poi riuscita a mantenere quelle aspettative, scivolando indietro nelle gerarchie.
Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing
Foto di: Burak Akbulut - Anadolu - Getty Images
A Jerez, il francese è riuscito a estrarre il massimo possibile in termini di prestazioni, facendo affidamento sul feeling con l’anteriore della sua M1 in fase di inserimento, anche se resta ancora da trovare quell’equilibrio tra avantreno e retrotreno che eviti di stressare eccessivamente la gomma posteriore in uscita di curva, il che pesa soprattutto sulla lunga distanza.
“Sì, ho fiducia [nella moto], soprattutto sull’anteriore. Ma, come dico sempre, per me dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra l’anteriore e il posteriore, perché freniamo troppo forte e usiamo troppo lo pneumatico posteriore in accelerazione”, ha dichiarato Quartararo ai media al termine del primo giorno di prove in Spagna, dove tra l’altro è riuscito a ottenere un tempo che gli varrà l’accesso diretto alla Q2, evitando così il passaggio dalla prima manche delle qualifiche.
“Ma sono contento, e la sensazione sull’anteriore è incredibile. Però, quando spingi troppo, arrivi al limite, come è successo nell’ultima curva”, ha aggiunto il francese, sottolineando di essere anche stato protagonista di una scivolata a circa quindici minuti dal termine, proprio all’ultima curva, avendo perso il davanti dove aver spinto in frenata sul posteriore, proprio a causa di quello "sbilanciamento" sui due assi.
Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing
Foto di: Carlos Silva - Icon Sport- Getty Images
Per ora le indicazioni sono positive, non solo sul giro secco, ma anche sul passo gara, anche se Quartararo ritiene che ciò sia più legato alle caratteristiche della pista che non alle qualità della moto: “Ho fiducia, anche sul passo. Ma penso che qui le gomme siano davvero costanti, ed è per questo che riesco a mantenere il ritmo girando al 100% ogni giro”.
“Ma se spingo al 100% ogni giro in Qatar, dopo tre giri la gomma è finita. Ecco perché il distacco sul passo è molto più ampio nei circuiti dove il degrado delle gomme è maggiore”, ha aggiunto il francese, che preferisce mantenere basse le aspettative per domenica, perché non sa cosa aspettarsi da una moto che più volte gli ha riservato brutte sorprese nel corso del weekend.
“La domenica, non sappiamo mai il motivo, ma il nostro grip è molto basso. Al momento, a dire il vero, non sto nemmeno guardando la posizione. Prima di tutto voglio capire perché oggi siamo stati veloci. So di avere un buon feeling, ma non c’è una vera ragione per cui, su una pista come Jerez, dove il grip non è fantastico, riusciamo ad andare così forte”.
“Anche dopo la caduta, siamo solo a due decimi da Marc. Non è molto logico e dobbiamo capire perché a volte – anzi, spesso – la domenica siamo più lenti. Domani mattina sappiamo che andremo più veloci, perché la temperatura sarà più bassa, ma soprattutto domenica, dopo la gara di Moto2, il divario tra noi e gli altri, quando il grip sarà più basso, rischia di essere molto più ampio”.
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