MotoGP | Quartararo: "Non vedo l'ora di capire se il podio è reale o se è stata solo Jerez"
Dopo aver ritrovato la pole position ed il podio nel weekend di Jerez, provando sensazioni che ormai aveva dimenticato da anni, il pilota della Yamaha non vuole fare proclami. Ora è fondamentale capire se la M1 si può riproporre a questo livello anche su altri circuiti o se Jerez è stata una sorta di pozione magica.
Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing
Foto di: Jorge Guerrero - AFP - Getty Images
Il weekend di Jerez de la Frontera sembra aver riportato Fabio Quartararo indietro di diversi anni tutto d'un colpo. Ieri il francese ha ritrovato una pole position che a lui e alla Yamaha mancavano dal Gran Premio d'Indonesia del 2022. Se nella Sprint si è fatto prendere troppo dall'entusiasmo ed è caduto dopo un giro e mezzo nel tentativo di tenersi la leadership, nella gara lunga del Gran Premio di Spagna il campione del mondo 2021 è stato praticamente perfetto, comandando le operazioni per i primi dieci giri e portandosi a casa il secondo posto. Il suo primo podio da Mandalika 2023.
Quando Alex Marquez gli ha soffiato la leadership, "El Diablo" non ha potuto fare nulla per provare a tenere il ritmo del pilota del Gresini Racing, ma il fatto di essere riuscito a tenere a distanza Pecco Bagnaia, difendendo la piazza d'onore, dice molto del grande lavoro che lui e la Casa di Iwata hanno fatto questo fine settimana. E infatti il francese è estremamente soddisfatto.
"C'era un po' di pressione dopo la giornata di ieri. Sapevamo di dover provare a metterci davanti alla partenza perché abbiamo visto che, non appena Alex mi ha superato, non sono più riuscito a tenere il passo con la sua turbolenza, perché qui si guida molto usando il freno anteriore e la gomma anteriore. Non è stato facile resistere alla pressione delle Ducati: sentivo che Alex era vicino come Marc ieri, sapevo che sarebbe passato, quindi ho cercato di non prendere troppi rischi. E tenere Pecco dietro è stato molto difficile", ha detto "El Diablo" ai microfoni di Canal+.
A rendergli un pizzico più semplice la vita, c'è stata anche la scivolata del grande favorito Marc Marquez: "Sapevo che era caduto, perché non mi ha passato dopo i primi 3-4 giri, quindi l'informazione è stata rapida (ride). Ad essere sincero, non avrei voluto che Marc, Pecco o Alex cadessero, ma non ha molta importanza, io ho pensato solo a fare il massimo e ad arrivare più avanti possibile. E' stato una gara molto difficile, perché il grip non era il massimo, quindi sono molto contento".
Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing
Foto di: Burak Akbulut - Anadolu - Getty Images
Il pilota di Nizza non ha nascosto di aver anche sentito sulla griglia una tensione che non provava da tempo: "Ero stressato sulla griglia di partenza. Non voglio dire che fosse una cosa nuova per me, ma era passato tanto tempo, quindi è stata una bella sensazione avere questo stress. Non vedo l'ora di poterlo rivivere ancora".
Ora però questa grande competitività va confermata anche su un'altra pista, per non risvegliarsi dal sogno scoprendo che è stata solo Jerez ad essere molto congeniale: "Cambia molto solo mentalmente. Un fine settimana come questo è eccezionale, ma non abbiamo cambiato nulla sulla moto, stiamo cercando di mantenere la stessa base e credo che questo risultato derivi dal fatto di partire dalla prima fila. E' una cosa che ci aiuta molto. Abbiamo trovato qualcosa sul time attack, su alcune regolazioni che siamo riusciti a perfezionare un po', quindi non vedo l'ora di scoprire il nostro potenziale sui prossimi circuiti, per capire se è reale o se è solo Jerez che ci ha aiutati".
Quando poi gli è stato domandato cosa manchi alla M1 rispetto alla Ducati, Quartararo ha spiegato quale sia l'aspetto più importante da migliorare: "Come ho detto spesso, abbiamo un ottimo anteriore, credo che abbiamo anche un vantaggio su di loro su questo aspetto, ma quando siamo da soli. Come ho detto, non appena Alex mi ha sorpassato nella curva successiva non riuscivo quasi a frenare. Ecco perché in un giro mi ha preso quasi un secondo. Poi sono riuscito a mantenere il nostro ritmo, che era più lento di quello di Alex, ma sufficiente per tenere dietro Pecco".
E ora all'orizzonte, tra due settimane, c'è la sua Le Mans: "E' perfetto, il podio è arrivato proprio al momento giusto per arrivare in Francia in grande forma".
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