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MotoGP | Quartararo: “Frustrante veder soffrire i marchi giapponesi”

Fabio Quartararo fatica a Silverstone e chiude la Sprint in 21esima posizione dopo essere partito ultimo. Il pilota Yamaha ritiene frustrante vedere quanto i marchi giapponesi stiano soffrendo in questo momento storico della MotoGP, prendendo in esame anche la situazione Honda.

Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing

Il periodo nero di Fabio Quartararo non solo non accenna a terminare, ma possibilmente sembra peggiorare. Il rientro dalla pausa estiva è fino ad ora un incubo per il pilota Yamaha, che questa mattina ha avuto un problema in qualifica e si è schierato al fondo della griglia. Partire in ultima posizione ha inevitabilmente condizionato la Sprint, che ha concluso in 21esima posizione, la peggiore da quando corre in MotoGP.

“Ho avuto giorni migliori!”, è l’esordio del francese ai microfoni della stampa dopo la gara breve a Silverstone. “Questa mattina il feeling non era buono nelle prove, in qualifica ho commesso un errore, la moto si è fermata. Sono tornato al box per cambiare qualcosa, ma il meccanico era dietro e quindi abbiamo avuto anche un’incomprensione. Avremmo potuto fare meglio. In gara il passo che avevamo era per stare con i ragazzi che erano davanti a noi”, spiega chiarendo cosa è successo in qualifica.

Al netto dei problemi avuti in Q1, El Diablo continua ad accusare le stesse problematiche che la M1 si trascina dietro e per cui non sembra esserci una soluzione: “So cosa ci manca, ma non perché facciamo così fatica. So come guidare sotto la pioggia, ma finire a 30 secondi dal vincitore in una gara da 10 giri è qualcosa di inspiegabile. Proviamo a lavorare, ho provato a cambiare qualcosa in gara, ma è sempre lo stesso. Ci manca il grip al posteriore, la moto non piega perché non c’è grip, non riesco ad avere velocità in curva”.  

L’aspetto che maggiormente lo preoccupa è vedere quanto i marchi giapponesi (Yamaha e Honda) siano in ritardo rispetto a quelli europei, come dimostrato anche dai risultati della coppia HRC ufficiale formata da Joan Mir e Marc Marquez. Tre campioni del mondo, tra cui un recordman, e nessuno di loro ha mai potuto sfiorare la top 10.

 

“Non c’è una moto giapponese davanti, siamo tutti indietro. Anche Marc Marquez non credo abbia perso le sue capacità dopo aver vinto otto titoli, quindi è dura. Sicuramente stiamo facendo qualcosa di sbagliato. Le nostre moto sembrano moto, le altre non ci assomigliano più. Da fuori, si può vedere qualcosa, ma sarebbe interessante vedere dentro quanto siano diverse. La nostra moto sembra ancora quella di una volta”, osserva Quartararo.

Le condizioni particolari di oggi hanno sicuramente influito nell’andamento della gara e anche della qualifica, ma per domani è prevista gara asciutta. Indipendentemente da quella che sarà la situazione che i piloti troveranno domenica, il francese dovrà dare un cambiamento netto all’approccio se vuole recuperare posizioni: “Per quanto mi riguarda, partendo così lontani domani si dovrà trovare qualcosa di totalmente diverso, non abbiamo nulla da perdere. La mia priorità ora è di migliorare, magari cercare di fare passi in avanti nella seconda parte di stagione, in cui normalmente andiamo peggio”.

Continuare a faticare in questo modo è dura, soprattutto per chi è stato abituato a lottare per le posizioni di vertice in tutta la carriera in MotoGP. Quartararo confronta questo periodo a quello buio vissuto in Moto2, categoria con cui non ha mai trovato il feeling, e sostiene di vivere ora un momento peggiore, considerando quanto può dare nella classe regina: “Non direi che perdiamo motivazione. Ma sicuramente sono frustrato, nello specifico questa gara è stata un incubo per via della qualifica. Però in generale è dura, perché a parte il primo anno ho lottato per il campionato e ora lotto per i punti. Non è facile, perché sento di guidar bene, ma non è abbastanza. Mi sento peggio della Moto2, perché lì sono sempre andato male. Ho fatto qualche gara, ma non ho mai lottato davvero per una top 3 in campionato. Non mi sono mai adattato bene a quella classe, ma in MotoGP non era il caso”.

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