MotoGP | Quartararo: "4° posto non realistico, i 18" dimostrano quanto siamo lontani"
Fabio Quartararo è arrivato quarto nel Gran Premio di Germania di MotoGP, ma non ha sorriso al traguardo dopo 30 giri senza feeling con una Yamaha ancora afflitta dagli stessi problemi.
Podio nella Sprint, quarto nella gara principale: Fabio Quartararo ha avuto weekend peggiori quest'anno rispetto a quello del Gran Premio di Germania. Tuttavia, al rientro ai box, il francese non ha potuto nascondere il suo disappunto dopo 30 giri vissuti come un incubo ed un'ulteriore prova del fatto che, a suo parere, la Yamaha sta faticando in tutte le aree di prestazione.
Va detto che il quarto posto di domenica, su una pista completamente asciutta, è alquanto bugiardo, visto il numero di cadute ed il distacco finale dal vincitore, Marc Marquez, che ha raggiunto i 18 secondi. "Sì, i 18 secondi, ma soprattutto il fatto che quattro piloti sono caduti davanti a noi... Non è un risultato realistico", ha dichiarato alla stampa. "Non siamo in grado di lottare contro nessuno".
In seguito, ha aggiunto: "Non ho commesso errori, ma sono comunque arrivato a 18 secondi dal vincitore. Questo dimostra quanto siamo indietro".
Parlando con Canal+, Quartararo non ha avuto nulla di positivo da dire e ha descritto una lunga gara segnata dalla mancanza di feeling. Segno che il lavoro del costruttore giapponese non produce ancora risultati: "Non ho avuto nessun feeling dal primo all'ultimo giro. È decisamente frustrante. Non riesco a godermi la moto. Stiamo lavorando, ma non ci sono risultati. È molto difficile".
Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Quando gli è stato chiesto di spiegare esattamente cosa intendesse dire, ha risposto: "Credo che nessuno riesca a capire cosa ci stia succedendo in gara, ed è davvero frustrante e molto difficile da capire, perché non abbiamo grip. Vedi gli altri andare via e cerchi di spingere un po' di più, ma devi anche pensare che le gomme si stanno consumando così tanto che non puoi usarle troppo. Allo stesso tempo, però, stiamo perdendo più di mezzo secondo al giro, quindi è piuttosto strano".
Senza discostarsi da una linea già ampiamente sentita negli ultimi mesi, ha proseguito: "Manca tutto. In realtà, non c'è una sola cosa, ci sono tante piccole cose che alla fine fanno una grande differenza. Per esempio, ci manca il grip, ci manca la potenza, ci manca l'aerodinamica, ma anche l'elettronica non funziona molto bene. Ma soprattutto, quando le condizioni cambiano, si può notare che sul giro secco siamo molto veloci, ma nel corso della gara siamo molto lenti. Non riusciamo a trovare una consistenza sulla nostra moto".
Più che le difficoltà incontrate, è la stanchezza che traspare dalle parole del francese, incapace di trovare qualcosa di positivo al termine di quello che è il suo secondo miglior risultato stagionale: "Non so quali possano essere le soluzioni, onestamente. È stancante continuare a ripetere le stesse cose, vedere che alla fine abbiamo riunioni ogni sabato e domenica, ma i commenti sono esattamente gli stessi e non riusciamo a trovare quel qualcosa in più. Ma siamo qui per lavorare, io sono qui per cercare di salire il più in alto possibile e questo è quanto. Spetta anche a loro fare il proprio lavoro".
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