MotoGP | Puig “confuso” dai miglioramenti Honda che non funzionano
Il boss del team HRC Alberto Puig afferma che il marchio “ha compiuto buoni miglioramenti in teoria” sulla moto del 2024, ma è confuso dalla mancanza di risultati.
Honda ha iniziato la nuova stagione MotoGP in modo disastroso, con la RC213V radicalmente rinnovata. Con soli 8 punti raccolti su un totale di 111 disponibili nelle prime tre gare, nessun pilota del marchio giapponese ha conquistato la top 10 né nelle Sprint né nelle gare lunghe.
Durante il Gran Premio delle Americhe disputato la scorsa settimana, un solo pilota Honda, Luca Marini, ha concluso la gara. Il pesarese ha accusato un distacco di 33”529 dal vincitore sulla pista dove un anno fa il marchio aveva vinto Alex Rins. Questo contrasta con la positività che aleggiava in Honda nei test di Valencia dello scorso novembre, ma la mancanza di progressi ha messo in crisi il costruttore giapponese.
"L'unica cosa che posso dire è che in Giappone si stanno impegnando molto", ha detto Puig a motogp.com durante il Gran Premio delle Americhe. "Ci stanno provando davvero, stanno lavorando su molte cose diverse. Hanno portato nuove persone nel gruppo, hanno più forza lavoro. Insomma, non è che stiano dormendo”.
"D’altra parte, non stiamo arrivando e la moto non è performante. Abbiamo fatto grandi cambiamenti sulla moto, dei buoni miglioramenti, in teoria. Ma non si vedono in pista. In questo momento siamo un po' confusi. Stiamo provando tanto, ma non riusciamo a vedere nulla di veramente convincente in pista. Questo è vero".
Alberto Puig, Repsol Honda Team Team Principal
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Nel venerdì di Austin, Joan Mir ha criticato duramente la Honda, affermando che deve "assumersi la responsabilità" per aver preso la direzione sbagliata con il concetto della RC213V in questa stagione. Dopo il weekend statunitense, il maiorchino ha rincarato la dose: "È una situazione disperata, perché è molto difficile”.
"Se vuoi fare qualcosa di più, non puoi. Questo è ciò che è successo in gara. Ti vedi a metà gruppo, i tempi sul giro, ti avvicini, fai un giro, due giri di recupero, ma al terzo giro la moto dice 'mi arrendo'. Questa è un po' la storia del ritmo che abbiamo. Dobbiamo essere forti, lavorare sodo e continuare ad andare avanti per uscire da questa situazione in cui siamo lontani".
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