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MotoGP | Prosegue il dibattito sul sistema radio dopo un nuovo test ad Aragon

Dopo che è stato provato nuovamente da diversi piloti in occasione dei test di Aragon, il sistema radio che la MotoGP vorrebbe introdurre dalla prossima stagione continua ad essere un tema piuttosto dibattuto.

Alex Marquez, Gresini Racing

La giornata dei test collettivi di Aragon della MotoGP è stata caratterizzata anche dal ritorno dei dispositivi radio, con diversi piloti che hanno portato avanti lo sviluppo pensato per migliorare la comunicazione dei messaggi legati alla sicurezza.

Sono stati diversi i piloti della classe regina che si sono resi disponibili nella giornata di lunedì, tra i quali Alex Marquez, Brad Binder, Lorenzo Savadori e Johann Zarco.

Il commento del collaudatore dell'Aprilia è parso piuttosto positiv: "Per la prima volta la Direzione Gara ha parlato con me e l'ho sentita bene quando ero nel box. Quando invece sono in moto, non si sente in maniera chiarissima. Però devo dire che la situazione migliora ogni volta che proviamo il sistema.

Il dispositivo radio è pensato per non funzionare attraverso la conduzione ossea e secondo Savadori è stato fatto un passo avanti anche in termini di ergonomia.

"Sì, tocca l'osso. Ma fino all'anno scorso era più piccolo. Ora è più grande e lo trovo migliore. Il problema non è la scomodità, è che quando sei sul rettilineo il casco si muove un po' e ci sono dei momenti in cui è più difficile sentire".

Al momento c'è incertezza su come i piloti si adatteranno a questo dispositivo, considerando che lo scorso anno, dopo averlo provato a Misano, diversi piloti si erano opposti abbastanza fermamente, su tutti Pecco Bagnaia. Secondo Savadori, però, alla lunga non ci saranno problemi ad introdurlo.

Lorenzo Savadori, Aprilia Racing Team

Lorenzo Savadori, Aprilia Racing Team

Photo by: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

"Credo che se c'è qualcosa di nuovo, bisogna adattarsi tutti, perché non è difficile. Se il capo tecnico lo collega prima che parti e lo scollega prima che ti togli il casco, non è un vero problema".

Alex Marquez, che ha provato il sistema per la prima volta, è parso invece più titubante del collega italiano.

"Era la prima volta che lo provavo in pista. Voglio dire, non è una vera e propria radio, perché non c'è qualcuno dai box che ti parla. In alcuni momenti non è facile sentire chiaramente i messaggi, ma oggi era la prima cosa da provare, perché l'anno prossima sembra che sarà obbligatoria per motivi di sicurezza. Ho fatto un run ed è andata bene".

Un punto su cui si è soffermato il pilota del Gresini Racing è la necessità di migliorare la comunicazione durante i giri lanciati, perché durante quelli il messaggio non arriva troppo chiaramente.

"Dobbiamo capire, perché onestamente all'inizio ascoltavo il messaggio, ma poi ho cercato di spingere e in un giro in cui ho fatto 1'46" non lo sentivo, anche perché ero molto concentrato. Ma è anche vero che se ti mandano un solo messaggio, probabilmente lo ascolti. Se invece dovesse essere un continuo, diventa più difficile".

Da parte di Brad Binder della KTM invece sono arrivati praticamente solo elogi: "Hanno fatto un lavoro straordinario. Indipendentemente da come si guida, anche sul rettilineo, il messaggio è chiarissimo. Funziona molto bene. È la prima volta che lo provo e sono rimasto molto colpito", ha detto il sudafricano.

Johann Zarco invece ha sottolineato sostanzialmente lo stesso problema già evidenziato anche da Savadori: "Quando supero i 300 all'ora, il casco si alza e il trasmettitore non entra in contatto con l'osso. A volte riuscivo a sentire, a volte no. La sensazione non è piacevole. La cosa migliore sarebbe fare come in F1, cioè con delle cuffie che entrano nell'orecchio".

Johann Zarco, Team LCR Honda

Johann Zarco, Team LCR Honda

Foto di: LCR Honda MotoGP Team

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