Prosegue il braccio di ferro sulla piattaforma inerziale

Ducati, Aprilia e Suzuki restano contrarie e la Honda ribadisce l'apertura a venderla a 15mila euro

Piattaforma inerziale sì o piattaforma inerziale no: è questo il punto su cui si sono arenate le discussioni sull'elettronica 2016 della MotoGp. Anche ad Indianapolis la saga si è arricchita di un nuovo capitolo nell'ennesimo incontro della MSMA e, stando a quanto riferisce la Gazzetta dello Sport, Ducati, Aprilia e Suzuki non ne vogliono sapere di ammorbidire la loro posizione.

I due costruttori italiani e quello giapponesi continuano ad opporsi fermamente alla liberalizzazione di questo dispositivo che misura la posizione della moto nello spazio e le accelerazioni a cui è sottoposta, mentre dall'altra parte Honda e Yamaha non sono disposte a fare un passo indietro e puntano ad utilizzarla già dal 2016.

Shuhei Nakamoto intanto ha portato avanti la sua "provocazione", ribadendo che la Honda è disposta a vendere la sua ad un prezzo di 15mila euro. Anzi, negli States ha parlato anche di eventuali tempi di consegna: la prima arriverebbe entro la fine dell'anno e le altre a disposizione in corso d'opera durante la stagione.

La questione comunque è spinosa e se le parti non riusciranno a raggiungere un'intesa entro ottobre, allora molto probabilmente toccherà alla Dorna entrare in scena e prendere una decisione. Del resto, Carmelo Ezpeleta ha promesso un regolamento stabile fino al 2021 ed iniziare subito con una patata bollente di questa portata non sarebbe il massimo.

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Circuito Indianapolis Motor Speedway
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