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MotoGP | Pramac conferma l'addio a Ducati: Yamaha ha il suo team satellite

Pramac ha confermato questo venerdì che non eserciterà l'opzione a suo favore per il rinnovo dell'accordo con Ducati, per firmare con Yamaha, che così riacquisterà il suo tanto desiderato team satellite tre anni dopo avervi rinunciato.

Paolo Campinoti, Pramac Racing

Paolo Campinoti, Pramac Racing

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

In una delle tante telenovele del mercato, la squadra di Paolo Campinoti ha deciso di porre fine al rapporto che la legava al fornitore bolognese da quasi due decenni (2005). L'alleanza si rompe proprio nel momento migliore, con la squadra italiana campione del mondo team in carica, con Jorge Martin secondo classificato lo scorso anno e con lo spagnolo in testa alla classifica generale dei punti. Nonostante una dinamica così positiva, una serie di disaccordi con il costruttore di Borgo Panigale sui piani futuri a medio e lungo termine, hanno portato Campinoti a cambiare aria.

L'accordo tra Pramac e Yamaha rappresenta la concretizzazione dei desideri di Lin Jarvis, che dopo il rinnovo di Fabio Quartararo si era posto come obiettivo principale quello di tornare ad avere una struttura cliente, prima di fare un passo indietro e lasciare il suo posto di managing director alla fine di quest'anno.

Questa manovra dovrebbe aiutare la Casa di Iwata a fare un passo avanti nello sviluppo della sua M1, soprattutto se si considera che l'approccio dei giapponesi sarà quello di mettere in pista quattro moto completamente identiche. Questo rompe con il sistema utilizzato in precedenza, più incentrato sul business che sull'aumento della competitività dei prototipi.

"La nuova partnership con Prima Pramac Racing avrà una forma diversa da quella utilizzata in passato. Piuttosto che un team satellite, con questo nuovo accordo Yamaha ha riposto la sua fiducia in Pramac Racing, e noi forniremo loro moto Factory con le stesse specifiche utilizzate dal Monster Energy Yamaha MotoGP Team", ha confermato Lin Jarvis.

"L'obiettivo è quello di accelerare lo sviluppo della moto, che rimane la priorità principale di YMC e YMR nel tentativo di tornare a vincere, e di avere quattro piloti competitivi nel campionato MotoGP in due squadre di alto livello. Oltre al programma MotoGP, la nostra collaborazione prevede un futuro progetto Moto2 per fornire una piattaforma per la formazione dei futuri piloti MotoGP. È troppo presto per fornire dettagli su questo programma, che verrà sviluppato nei prossimi mesi", ha aggiunto.

Non è ancora chiaro chi gareggerà con la tuta Pramac, anche se le opzioni non sono molte considerando lo scossone causato dalla Ducati, con Marc Marquez che dal 2025 si unirà a Pecco Bagnaia come compagno di squadra. Nell'attuale griglia della MotoGP, le alternative più logiche sono Fabio Di Giannantonio e Miguel Oliveira, anche se non è ancora chiaro cosa succederà ad Alex Rins, compagno di squadra di Quartararo nel box ufficiale della Casa giapponese. Toprak Razgatlioglu è un candidato di cui si è parlato molto, soprattutto da parte del suo manager, anche se non va esclusa la possibilità di promuovere un giovane pilota della Moto2, come Sergio Garcia o Alonso Lopez.

Una delle conseguenze di questo nuova partnership sarà favorevole alla VR46, che erediterà automaticamente lo status di team factory supported da parte della Ducati. In linea di principio, ciò dà diritto alla squadra di Tavullia di ricevere due moto identiche a quelle guidate da Pecco Bagnaia e Marc Marquez nella prossima stagione, con la relativa copertura tecnica. Sempre che la VR46 accetti di pagare il prezzo delle due GP25, piuttosto che cederne una. L'accordo prevede che il team di Valentino Rossi prolunghi l'accordo con Ducati e lo estenda alla divisione Riders' Academy.

In questo senso, VR46 non ha ancora deciso chi saranno i suoi piloti, anche se uno di loro dovrebbe essere Fermin Aldeguer, ingaggiato da Ducati all'inizio dell'anno. L'altro, data la sua familiarità con l'ambiente, potrebbe essere Franco Morbidelli.

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