MotoGP | Perché la VR46 non pensa (ancora) al titolo nonostante l'ottima forma di Diggia
La VR46 continua a stupire nel 2026 grazie all'ottima forma di Fabio Di Giannantonio, ma il team manager Pablo Nieto frena ogni euforia per il titolo. Ecco come spiega però il salto di qualità di questa stagione.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Stephen Blackberry/NurPhoto via Getty Images
Alla VR46 si mantiene ancora un atteggiamento cauto riguardo alla lotta per il titolo della MotoGP. Anche se Fabio Di Giannantonio è attualmente il pilota meglio piazzato nella classifica iridata tra quelli della Ducati, il team manager Pablo Nieto non vuole sentir parlare di calcoli sul campionato. L'attenzione è chiaramente rivolta alla stabilità e ad un approccio graduale.
In un'intervista concessa a Motorsport-Total.com a margine del Gran Premio d'Ungheria, Nieto descrive la fase attuale come il risultato di un lungo percorso di sviluppo comune: "Siamo molto soddisfatti perché lavoriamo in modo semplice. Questo è il nostro terzo anno insieme. Innanzitutto, si tratta di capire di cosa ha bisogno per essere veloce, ed è proprio su tutti questi aspetti che abbiamo lavorato. Questo è molto, molto importante".
A suo avviso, una delle chiavi dell'attuale salto di qualità risiede nella preparazione della scorsa stagione. "L'anno scorso uno dei punti critici è stato l'infortunio che ha subito in Malesia, la frattura della clavicola, che ci ha impedito di effettuare i test invernali", ricorda Nieto, riferendosi all'infortunio di "Diggia".
Nel 2026 il quadro è completamente cambiato: "Quest'anno abbiamo lavorato molto bene per tutto l'inverno, anche nelle prime gare. Ed è proprio per questo che ora arrivano i risultati. Questa è la differenza principale tra i due anni".
Maggiore intesa, maggiore costanza
Anche internamente l'interazione è notevolmente migliorata. Il pilota ed il team ormai si conoscono molto meglio, il che si riflette direttamente sulle prestazioni.
"È molto importante perché ci capiamo sempre meglio. Sappiamo di cosa ha bisogno e lui sa cosa dobbiamo dargli. Questa comprensione reciproca è estremamente importante e per ora siamo in un ottimo momento", afferma Nieto.
Rispetto all'anno scorso, il grande progresso è soprattutto la costanza. Mentre nel 2025 i risultati erano molto altalenanti, ora questo problema è stato notevolmente ridotto.
"L'anno scorso non siamo stati costanti: una gara sul podio, quella successiva con fatica nella top 10. Abbiamo cercato di capire perché e siamo giunti alla conclusione che la preparazione invernale fosse il punto cruciale. In realtà è l'unica cosa che abbiamo davvero cambiato".
Lo sviluppo del pilota come chiave
Oltre all'aspetto tecnico, Nieto sottolinea in particolare lo sviluppo personale di Di Giannantonio: "Diggia ha molta più esperienza. Crede molto di più in se stesso, e questo è estremamente importante in questo sport. La mentalità è fondamentale. È lui che ha fatto questo percorso di crescita. Ma noi, come squadra, l’abbiamo fatto insieme. Anche la squadra sta crescendo molto e siamo sulla strada giusta".
Pablo Nieto sottolinea: la collaborazione con Ducati è sempre stata stretta
Foto: Getty Images Europe
Il fatto che Di Giannantonio sia attualmente il pilota di maggior successo all'interno della struttura Ducati non ha tuttavia alcun effetto sul sostegno da parte del costruttore, chiarisce Nieto. "No, non è così. Come squadra ufficiale abbiamo sempre esattamente lo stesso sostegno. Anche l'anno scorso è stato così".
Anche se dall'esterno a volte sembra diverso, internamente non è cambiato nulla in termini di parità di trattamento. "Forse è vero che ora la Ducati presta un po' più di attenzione a ciò che Diggia dice sulla moto e sulle prestazioni. Ma il rapporto e il supporto sono esattamente gli stessi", afferma il team manager.
(Ancora) nessun focus sul campionato del mondo
Nonostante l'ottima forma, per la VR46 al momento non si parla di titolo. "No, non ci pensiamo", sottolinea Nieto e spiega: "Ora è molto importante pensare gara per gara e dare il massimo ogni fine settimana".
A suo avviso, concentrarsi troppo presto sul campionato sarebbe addirittura pericoloso: "Se iniziassimo a pensare al campionato adesso, sarebbe un errore. Non dobbiamo farlo. La MotoGP è estremamente difficile". La concorrenza è forte e molto ampia. "Sappiamo che al momento l'Aprilia ha qualcosa che a noi manca. E bisogna tenere conto anche degli altri piloti ufficiali Ducati".
Nieto non esclude una possibile rivalutazione degli obiettivi, ma solo in un secondo momento. "Penso che si dovrebbe pensare al campionato solo dopo la pausa estiva. Oppure, se durante la fase delle gare d'oltreoceano ci si rende conto di poter davvero lottare, allora se ne può parlare".
Fino ad allora vale un principio chiaro: pensare da un Gran Premio all'altro. "Se si cambia strategia a causa del campionato, si commette un errore. Qui ci sono 37 punti ogni fine settimana ed è fondamentale raccoglierne il maggior numero possibile".
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