MotoGP | Perché il futuro di Bagnaia sembra più fuori che dentro alla Ducati
Nonostante la tranquillità che Pecco Bagnaia ha mostrato in questi giorni riguardo alle sue possibilità di rinnovare con la Ducati, i segnali lanciati dai vertici del marchio bolognese inducono a pensare che l'italiano sia più vicino a cambiare aria che a continuare a vestire il Rosso nel 2027.
In un momento così importante come quello attuale, con il mercato piloti della MotoGP in pieno fermento, le notizie arrivano con un notevole ritardo perché così vogliono i principali interessati a queste operazioni, le scuderie e gli stessi piloti.
L'esempio più recente di questo "ritardo" è emerso chiaramente negli ultimi due giorni, durante il sofisticato evento di presentazione del team Ducati, che si è tenuto nella località di Madonna Di Campiglio, con protagonista Pecco Bagnaia.
La tranquillità mostrata dal due volte campione del mondo quando gli è stato chiesto delle possibilità di rinnovare il suo attuale contratto, che scade alla fine di questa stagione, non coincide con le dichiarazioni rilasciate dai principali dirigenti della struttura di Borgo Panigale.
Da Claudio Domenicali, CEO dell'azienda, a Davide Tardozzi, team manager, tutti hanno sottolineato come priorità la continuità di Marc Marquez. "Rinnovare Marc è la nostra priorità, proprio come è successo con Pecco quando è stato proclamato campione del mondo (2023). È un contratto complesso e bisogna tenere conto di molte cose. Ma noi siamo contenti di lui e viceversa, quindi troveremo una soluzione perché siamo in una buona posizione", ha detto Domenicali.
"Una volta che sapremo se Marc deciderà di continuare o meno, allora penseremo al secondo pilota. Quello che è chiaro è che, se Marc deciderà di andarsene, allora la nostra priorità sarà quella di rinnovare Pecco", ha aggiunto Tardozzi.
Francesco Bagnaia, Ducati
Foto di: Ducati Corse
Nonostante la cautela di entrambi, Motorsport.com ritiene che il rinnovo del contratto dell'attuale campione sia ormai scontato, così come i segnali emessi da Bagnaia inducono a pensare che il torinese sia più vicino al cambiare aria che al prolungare il suo attuale contratto. E non solo per le dichiarazioni ambigue di Domenicali e Tardozzi.
Il fatto che la posizione ufficiale della Ducati sia così categorica sulla priorità di rinnovare Marquez ha altre implicazioni che giocano a sfavore del #63, al di là dell'aspetto puramente emotivo. Senza andare oltre, la componente economica.
Quando il catalano ha firmato per il team ufficiale, in vista del 2025, lo ha fatto da una posizione molto più debole rispetto a quella attuale, e questo lo ha portato ad accettare, praticamente senza negoziazioni, i termini e le cifre che gli sono stati proposti.
La situazione è completamente diversa ora, dopo aver dominato la scorsa stagione ed aver dimostrato di essere ancora il punto di riferimento della griglia. Marquez si è rafforzato e ha usato questa leva a suo favore quando si è seduto al tavolo con la Ducati, che non ha lo stesso potere economico di Yamaha e Honda.
A rimetterci sarà il prossimo compagno di squadra del numero 93, che sarà costretto ad accettare ciò che gli verrà offerto. Se consideriamo che Bagnaia ha firmato il suo attuale contratto da campione del mondo, non è strano pensare che non accetterebbe un peggioramento delle sue condizioni come quello che si presume. Questo, nell'ipotesi che Ducati continui a contare su di lui per il futuro a medio termine, cosa che non è così scontata.
Francesco Bagnaia, Ducati
Foto di: Ducati Corse
Il crollo dell'italiano nell'ultimo anno ha causato una tensione all'interno del "reparto corse" molto difficile da nascondere. Il pilota ha messo più volte in dubbio la capacità dei tecnici che, secondo lui, non sono stati in grado di fornirgli le ragioni che hanno causato la mancanza del feeling trasmesso dall'avantreno della sua Desmosedici GP25.
Con questa tensione irrisolta si è arrivati alla fine dell'anno e le parti sono andate in vacanza per recuperare le forze in vista di ciò che sarebbe successo. Non solo in pista, ma anche negli uffici, di fronte al mercato più importante e frenetico che si ricordi, in cui si prevedono molti cambiamenti.
"Sono rilassato riguardo al mio rinnovo. Voglio semplicemente iniziare bene la stagione e concentrarmi su questo. Ci sono molti piloti che stanno terminando i loro contratti, e sarà importante rimanere concentrati sul campionato", ha detto Bagnaia lunedì, quando gli è stato chiesto quale sarà la sua destinazione nel 2027.
Che nessuno pensi che il due volte campione del mondo (2022 e 2023) confidi di convincere la Ducati all'inizio del prossimo campionato. Diversi agenti consultati da Motorsport.com concordano nel sottolineare che, all'inizio di marzo, quando il Mondiale inizierà in Thailandia, molto probabilmente tutte le squadre ufficiali avranno già definito la loro formazione per il biennio 2027-2028. E anche la Ducati.
Se diamo per buona questa premessa, è facile concludere che Domenicali, Dall'Igna e compagnia hanno già preso una decisione. Ed è a questo punto che risuonano le parole pronunciate la scorsa settimana da Massimo Rivola, CEO di Aprilia, che ha dato praticamente per scontato che il compagno di squadra di Marquez sarà Pedro Acosta. Parole che non sono piaciute affatto a Dall'Igna: "Quello che mi ha colpito è che Rivola ha parlato più di Ducati che di Aprilia".
Tenendo presente tutto ciò, sembra evidente che il dilemma sia tra rinnovare Pecco o assicurarsi Acosta, che sarebbe disposto ad accettare qualsiasi cosa gli venisse proposta, pur di salire su una delle moto rosse, in una scommessa simile a quella fatta da Marquez un paio di anni fa.
Firmare il pilota murciano garantirebbe alla Ducati di assicurarsi un rimpiazzo di alto livello per quando quello di Cervera non ci sarà più. Ciò che sarebbe un po' più discutibile è averlo già deciso e aver lasciato Bagnaia, il pilota più importante nella storia del marchio in termini di palmares, senza la possibilità di dimostrare che il suo 2025 è stato solo un incidente.
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