MotoGP | Perché Bastianini sfida già Bagnaia per il 2023
Da quando la Ducati ha annunciato l'ingresso di Enea Bastianini nella squadra ufficiale per il 2023, l'arrivo del pilota riminese ha provocato un clima di tensione nel team bolognese, che ha alzato la guardia in previsione di ciò che potrebbe accadere.
La Casa di Borgo Panigale sta vivendo uno dei momenti più importanti della sua storia: tutto sembra pronto per permettere a Pecco Bagnaia di conquistare domenica prossima a Valencia il secondo titolo MotoGP della storia dell'azienda, a 15 anni di distanza da quello festeggiato da Casey Stoner nel 2007.
L'impresa del pilota torinese sarebbe storica, soprattutto se si considera che per farlo ha ridotto di 91 punti il distacco da Fabio Quartararo, che deteneva la leadership fino a due round fa (Australia).
Tuttavia, in uno scenario di tale portata per il marchio italiano, si è insinuato un elemento discordante che ha scatenato commenti sul presunto aiuto ricevuto da Pecco per raggiungere il titolo. Una situazione che non piace alla Ducati.
Dopo l'ultima vittoria di Bagnaia a Sepang, dove si è imposto per soli tre decimi di secondo su Enea Bastianini, c'è chi ha insinuato che il pilota di Gresini avrebbe potuto vincere la gara, e che non l'abbia fatto per permettere al suo futuro compagno di squadra di aumentare il suo margine su Quartararo, ora fissato a 23 punti.
Se fosse vero, il riminese sarebbe andato deliberatamente contro i propri interessi, visto che in quel momento aveva ancora una possibilità matematica, per quanto minima, di diventare campione. Con il titolo fuori discussione, "Bestia" ora compete con "El Diablo" ed Aleix Espargaro per il secondo posto, anche se il divario a favore del pilota Yamaha (23 punti sullo spagnolo e 24 su Bastianini) gli conferisce il ruolo di favorito.
In Ducati non possono controllare le speculazioni esterne, ma ciò che dispiace in ufficio è che l'instabilità provenga da trincee teoricamente amiche.
"In una situazione normale, Enea avrebbe tentato il sorpasso all'ultimo giro per vincere la gara", ha dichiarato Carlo Pernat, manager del pilota riminese, quando è finita la gara in Malesia. "Chissà se avrebbe causato un disastro, non lo sapremo, ma ha preso la decisione di non correre quel rischio", ha aggiunto il controverso agente, sottintendendo che il suo cliente ha seguito gli ordini della fabbrica, ed è per questo che non ha gareggiato per la vittoria.
Francesco Bagnaia, Equipo Ducati, Enea Bastianini, Gresini Racing
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
A Borgo Panigale, queste affermazioni sono state una cosa terribile da sentire. "Da quello che ha detto il pilota a fine gara, e dai dati che abbiamo raccolto, sappiamo che Enea non poteva vincere in Malesia", ha detto una fonte Ducati a motorsport.com. "Anche Pernat lo sa, ma ora vuole guadagnare seminando dubbi", ha detto.
Con oltre mezzo secolo di attività, l'uomo che cura gli interessi di Bastianini è uno dei manager più noti del paddock, soprattutto perché è più mediatico di chiunque altro. In Ducati, la maggior parte dei dirigenti concorda nel sospettare che "Carletto" stia cercando di far ricevere al suo cliente il bonus concordato per il terzo posto, anche se alla fine dovesse essere Espargaro ad ottenerlo.
"Sta giocando male le sue carte, non otterrà nulla, riceverà il relativo compenso economico solo se raggiungerà l'obiettivo indicato nel contratto", aggiunge la stessa persona del box della Rossa.
"Ora è tutta una questione di soldi. Il marchio dovrebbe garantirci il premio per il terzo posto, perché la differenza se arriviamo quarti è notevole, e non si tratta solo del contratto con la Ducati, ma anche degli sponsor. Se non arriviamo terzi perché l'Enea è stato cauto con Pecco in Malesia, perderemo molti soldi", ha insistito Pernat.
Bastinini corre già il Mondiale 2023
In Ducati le manovre del manager non sono piaciute e agiranno di conseguenza. Ma i dirigenti ritengono che il "peggio" arriverà nella prossima stagione, quando il #23 approderà nel team ufficiale, come vicino di box di Bagnaia. Il rapporto tra i due piloti è migliore di quanto si possa immaginare; vedremo come si evolverà la situazione quando si sfideranno per diventare l'uomo di punta della struttura per lottare per un nuovo campionato.
La manovra più chiara in questo senso si è svolta la domenica di Aragon. Lì, Bagnaia ha condotto 22 dei 23 giri previsti, ma all'ultimo giro Bastianini lo ha superato e battuto per 42 millesimi di secondo. "Se ci fossero stati davvero gli ordini di scuderia e la volontà di aiutarlo, con i cinque punti di Aragon, Pecco sarebbe già campione oggi", ha ricordato la fonte Ducati a chi scrive queste righe.
Jorge Lorenzo y Andrea Dovizioso en el Gran Premio de Italia de 2018
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
A Bologna c'è un po' di preoccupazione. Dal 2018, quando si è deciso di non rinnovare il contratto di Jorge Lorenzo, la direzione sportiva ha preso due chiare decisioni per cambiare rotta: ridurre il monte salari dei piloti per concentrare le risorse sullo sviluppo dei prototipi e riportare la pace in un box che, prima con Andrea Iannone ed Andrea Dovizioso e poi con l'arrivo di Lorenzo, ha attraversato un prolungato periodo di turbolenza.
L'arrivo di Danilo Petrucci ha calmato le acque, e i due anni di convivenza tra Bagnaia e Jack Miller sono stati un qualcosa che ha indubbiamente contribuito al dolce momento della squadra.
"Enea è un pilota molto veloce e la prossima stagione sarà un chiaro contendente per il titolo", ha ammesso il responsabile Ducati Davide Tardozzi domenica a Sepang, chiarendo che la squadra darà ai suoi due piloti la libertà di lottare per il campionato.
Per mesi Bagnaia ha fatto pressioni sulla Ducati per il rinnovo di Miller, che alla fine perderà la sua moto a favore di Bastianini, l'unico pilota italiano di punta non in forza alla VR46 Riders Academy. "Enea dovrà imparare a lavorare in un team factory, come ho dovuto fare io", ha avvertito il numero 63.
Lo scenario che si prospetta per la Ducati nel 2023 ha alcune analogie con quello vissuto dalla Yamaha nel 2008, quando Lorenzo arrivò nel box allora gestito da Valentino Rossi, e che fece scorrere fiumi di inchiostro. "Non meritavo un compagno di squadra veloce come Lorenzo dopo tutto quello che avevo fatto per la Yamaha", ha ricordato il numero 46 al momento del suo ritiro, quindici anni dopo.
Bagnaia sarà quasi certamente campione del mondo a Valencia. Se ci riuscirà, diventerà il primo italiano a vincere il titolo su una moto italiana da quando Giacomo Agostini lo fece con la MV Agusta nel 1972. Il grande sogno di Pecco (25) è quello di prendere il posto dei grandi campioni italiani, Agostini e Rossi. Bastianini si è posto lo stesso obiettivo e il pilota riminese sa che la battaglia per diventare il leader della Ducati nel 2023 è già iniziata.
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