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MotoGP | Perché Aleix Espargaro può essere orgoglioso della sua carriera

Questo fine settimana chiuderà il sipario sulla di carriera Aleix Espargaro come pilota di MotoGP, prima che si unisca alla Honda come tester nel 2025. Lascerà l'Aprilia dopo averla portata a competere per il titolo e a diventare una vincitrice comprovata. Un'impresa non da poco se si considera la situazione in cui si trovavano entrambi nel 2017.

Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team

Quando Aleix Espargaro scenderà per l'ultima volta dalla sua Aprilia RS-GP in occasione del Gran Premio di Barcellona di questo fine settimana, potrà guardare indietro ad una carriera lunga e di successo in MotoGP che pochi, compreso lui stesso, avrebbero potuto prevedere come si è svolta.

In effetti, celebrare il percorso della sua carriera nei Gran Premi come quello che nessun pilota ha percorso prima di lui e che probabilmente non percorrerà mai è forse il più grande tributo che si possa fare al 35enne.

Con 255 partenze nella classe regina, solo Valentino Rossi potrà vantare, almeno in termini di longevità, di aver preso parte a un numero maggiore di gare, una volta che Espargaro si sarà ritirato dalla routine di 20 eventi all'anno. Con un round ancora da disputare, Espargaro se ne andrà avendo collezionato almeno tre vittorie nella MotoGP, più due vittorie nelle Sprint, 11 podi e sette pole position.

Inoltre, non solo per lui stesso, ma quel primo successo nel GP d'Argentina del 2022 sarà uno dei più memorabili trionfi dell'era moderna, destinato a essere ricordato a lungo dopo la sua ultima bandiera a scacchi.

Certo, se da un lato c'è un po' di cinismo di fondo nell'aggiungere che la sua prima vittoria è arrivata al 200° tentativo nella classe regina, dall'altro questa tardività parla anche di un pilota il cui atteggiamento ostinato verso lo sviluppo e la capacità di radunare una squadra attorno a sé sono riusciti a tenerlo sulla griglia di partenza quando molti altri colleghi contemporanei più decorati se ne sono andati.

Espargaro ha rotto gli indugi nel GP d'Argentina del 2022, raccogliendo i frutti del suo lungo rapporto con Aprilia.

Espargaro ha rotto gli indugi nel GP d'Argentina del 2022, raccogliendo i frutti del suo lungo rapporto con Aprilia.

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Espargaro ha debuttato in 125cc nel 2004 ed è passato in 250cc nel 2006, prima di debuttare in MotoGP nel 2009. A parte una stagione in Moto2 nel 2011, è rimasto sulla griglia della MotoGP per ben 15 anni. In effetti, si potrebbe attribuire ad Espargaro un po' di fortuna per come è iniziata la sua carriera in MotoGP, anche se trovarsi nel posto giusto al momento giusto ha preceduto un lungo periodo in quello sbagliato.

In un percorso di sviluppo nelle categorie addestrative che tra gli avversari contava nomi come altri Marco Simoncelli, Alvaro Bautista, Hector Barbera e Hiroshi Aoyama, i risultati di Espargaro nella 125cc e nella 250cc sono stati solidi, se non brillanti. Pur essendo sempre nella top 10, un quinto posto dopo quattro stagioni complete non lo presentava come un possibile futuro vincitore in MotoGP, tanto che nel 2009 è rimasto senza una sella in 250cc.

Ma il fatto di essere stato relegato ad un ruolo di collaudatore in Moto2 avrebbe giocato a suo favore. Espargaro è stato chiamato infatti quando il Pramac Racing ha avuto bisogno di un sostituto per l'infortunato Mika Kallio con breve preavviso in vista del GP di Indianapolis di agosto.

Nonostante i limiti di quella che all'epoca era una Ducati poco competitiva, Espargaro si è comportato bene durante un periodo di quattro eventi, facendo punti in ognuno di essi. Questo ha portato ad un accordo a tempo pieno per il 2010, che lo ha portato ad intraprendere un percorso di carriera a lungo termine nella MotoGP, che forse non sarebbe mai arrivato se non fosse stato messo da parte in precedenza.

Lasciare la MotoGP con delle vittorie è sempre un merito per qualsiasi pilota. Ma avendo raggiunto il suo obiettivo con un pacchetto Aprilia, che per molti anni prima aveva lottato nelle retrovie, l'eredità di Espargaro è un promemoria di ciò che la perseveranza e la lealtà possono portarti ad ottenere.

Selezionato dall'Aprilia per la stagione 2017 per la sua esperienza, Espargaro è arrivato in una squadra che stava ancora trovando la sua strada a due anni dal suo ritorno nella massima serie dopo un'assenza di oltre un decennio. Mentre il percorso di Espargaro dalla Suzuki - che a sua volta aveva battuto la strada del ritorno in MotoGP nel 2015 - gli ha garantito la familiarità con un progetto inedito, in Aprilia ne ha ereditato uno che ha fatto solo progressi modesti.

La combinazione di un progetto Aprilia diviso tra una parte interna ed una parte coreografata dal Gresini Racing, di un moto che si era evoluta maldestramente da una piattaforma Superbike e di un'affidabilità discutibile, ha fatto imboccare al progetto diverse strade di sviluppo sbagliate.

Espargaro si è trovato nel posto giusto al momento giusto per ottenere la sua occasione in MotoGP su una Ducati Pramac nel 2009, e l'ha trasformata in una lunga carriera.

Espargaro si è trovato nel posto giusto al momento giusto per ottenere la sua occasione in MotoGP su una Ducati Pramac nel 2009, e l'ha trasformata in una lunga carriera.

Foto di: Martin Heath / Motorsport Images

Il merito di Espargaro è stato proprio quello di mantenere alto il morale durante quella che sarebbe diventata una fedele permanenza in Aprilia per otto stagioni, nel bene e nel male. Il fatto che Espargaro sia cresciuto con il progetto ha spinto Aprilia a mantenere la fiducia nello spagnolo per portarlo a termine. Un voto di fiducia che lo ha aiutato ad ottenere risultati sempre migliori in ogni stagione.

Se per gran parte della sua carriera in MotoGP Espargaro non è stato il candidato più ovvio a diventare un contendente per le vittorie, quando l'Aprilia ha trasformato la RS-GP in un pacchetto competitivo, era difficile immaginare che qualcun altro che non fosse Espargaro potesse arrivare a raccogliere un certo tipo di risultati.

Un quarto posto nel Mondiale in una stagione 2022 che ha regalato sei podi, tra cui la famosa vittoria inaugurale a Rio de Termas Hondo, è già di per sé un grande risultato. Ma per Espargaro si tratta di un orgoglio che deriva non solo dal fatto di aver dimostrato le sue credenziali di pilota d'élite di MotoGP, ma anche di averlo fatto su una moto che ha curato dopo anni di lungo e spesso difficile lavoro di sviluppo.

In un mondo in cui la maggior parte dei piloti si avvia a percorrere una traiettoria ascendente verso una squadra di prima linea ben consolidata nella ricerca del successo, ciò che distingue Espargaro è il fatto di aver portato con sé anche un'intera Casa costruttrice ed un'intera squadra.

In attesa di un nuovo capitolo come collaudatore per la Honda, Espargaro guarderà all'Aprilia sapendo di aver gettato le basi da cui i successori Jorge Martin e Marco Bezzecchi partiranno nel 2025. E questo è qualcosa di cui essere particolarmente orgogliosi.

Espargaro può ritirarsi questo fine settimana sentendosi giustamente orgoglioso della sua carriera.

Espargaro può ritirarsi questo fine settimana sentendosi giustamente orgoglioso della sua carriera.

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

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