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MotoGP | Per Pirro la radio bidirezionale ha un potenziale interessante

Michele Pirro è stato impegnato nei test di Barcellona a fare comparazioni tra la GP25 e i modelli precedenti di Ducati per portare avanti lo sviluppo del nuovo prototipo. Il tester del marchio di Borgo Panigale ha anche concentrato l'attenzione sul sistema radio, che ritiene abbia un grande potenziale.

Michele Pirro, Ducati Team with team radio

Michele Pirro, Ducati Team with team radio

Foto di: German Garcia

I test di fine stagione anticipano quelle che saranno le novità del campionato successivo e mai come quest’anno si sono viste tante situazioni diverse, con delle prove interessanti e dei cambiamenti radicali. Qui entrano in gioco i tester, che sono incaricati di portare in pista una prima bozza del nuovo prototipo e Michele Pirro è stato impegnato al Montmelo per continuare a sviluppare la Desmosedici GP25, l’arma che i piloti Ducati useranno per provare a confermarsi il marchio da battere.

Doppio impegno a Barcellona per Pirro, che ha disputato il Gran Premio come sostituto dell’infortunato Fabio Di Giannantonio e il martedì è tornato in pista per lavorare sui progressi della GP25. Questa, secondo Gigi Dall’Igna, non rappresenterà però un’evoluzione incredibile del modello 24, con cui gli ufficiali hanno corso fino a domenica.

Lo conferma lo stesso Pirro, che le Ducati le vede nascere e le sviluppa, concentrandosi al Montmelo sulle comparazioni: “La GP25, che è molto più simile alla GP24 che alla GP23, ha un buon bilanciamento e mi sono trovato meglio. È chiaro che mi manca qui l’intermedio della 24, che è un buon riferimento. Diciamo che tra la 23 e la 24 c’è un bel salto, mentre la 24 è molto più simile alla 25. Vediamo se troviamo qualcosa in futuro per renderla ancora migliore”.

Michele Pirro, VR46 Racing Team

Michele Pirro, VR46 Racing Team

Foto di: Media VR46

“La 24 e la 25 sono molto vicine al momento, ma è solo il primo step”, spiega il tester Ducati. “Spero che gli ingegneri e tutte le persone di Ducati facciano un buon lavoro per Sepang. Negli ultimi tre anni la Ducati ha vinto il titolo, ma è difficile migliorare a volte questo livello, in particolare il livello di quest’anno. Ma vedremo, è importante continuare a vincere, ci saranno due piloti in meno, ma penso che nel team ufficiale ci sono due campioni del mondo e anche Di Giannantonio avrà la GP25 e Ducati sarà a un livello top”.

Ma a Barcellona, sotto la lente d’ingrandimento non c’è stata solo la tecnica delle moto, perché con la tecnologia che avanza si va oltre l’essenza delle due ruote. Pirro è stato infatti impegnato a sviluppare il sistema delle radio, che tanto sta facendo discutere ma che diventerà obbligatorio a partire dal 2026: “È interessante, è un po’ che facciamo dei test, oggi (ieri, ndr) abbiamo fatto tutto il giorno queste prove. Credo che sia come lo sviluppo delle moto, è l’inizio di un percorso che va sviluppato e ci sarà tutto il prossimo anno per lavorare e per avere un buon database per mettere a posto questo sistema. Credo che sia un’evoluzione che in futuro potrà essere interessante e importante. Mi ha fatto piacere aver contribuito in questi mesi, oggi abbiamo provato ad acquisire più informazioni possibili, poi dal 2026 sarà obbligatorio, quindi è importante avere tutto quello che serve”.

“Il monodirezionale lo avevo già provato in altri test, in questa occasione ho provato il bidirezionale (parlando con Davide Tardozzi, ndr). È una cosa nuova, non si è abituati, ma per quanto mi riguarda è una questione di abitudine. È chiaro che oggi erano dei test e parlavano sempre, questo non era il massimo della situazione, ma quando ci saranno messaggi importanti o cose che vorrai cambiare sulla moto, potrai anticipare prima di entrare al box che tipo di problematiche ci sono. Comunque la vedo una cosa interessante, da sviluppare sicuramente perché siamo agli inizi. Però c’è tempo, vediamo”, spiega Pirro.

Il sistema è ancora nella sua fase embrionale e ha trovato pareri negativi da diversi piloti, mentre altri ne intravedono il potenziale. “Comodo? Ancora è un po’ da mettere a posto il sistema, ma credo che nei prossimi mesi si potrà fare uno step avanti”, afferma Pirro offrendo la sua opinione. “Credo che sia comodo per dare informazioni al team sul comportamento della moto, penso che il timing sulla risoluzione del problema possa essere velocizzato. Ma soprattutto sulle comunicazioni di sicurezza può essere interessante. Quando fai il fit e senti che non cambia niente tra fili e altro, penso che il problema sia risolto”.

Ad assistere da vicino al test di Barcellona c’era Fabio Di Giannantonio, che nonostante il tutore ha voluto essere presente per lavorare con la squadra e iniziare a familiarizzare, anche se non direttamente, con la GP25 e il suo staff tecnico, che sarà un po’ diverso nonostante rimanga nello stesso team: “Per Diggia cambia un po’ tutta la squadra e quindi era interessante capire quello che voleva e che gli serviva, prendere contatti con i ragazzi e vedere la moto. Per un pilota, anche se infortunato, è importante la vicinanza per capire la bontà del progetto. La moto ha un buon livello e lui non vede l’ora di provarla. Da pilota lo capisco, ha fatto bene perché magari rimaneva col dubbio fino a Sepang. Gli ho detto che sicuramente troverà uno step buono dalla moto che usava, può stare tranquillo. La moto è più facile ed è stata migliorata in tutte le aree, quindi deve solo mettersi a posto fisicamente per sfruttarla”.

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