MotoGP | Pedrosa, un ritorno emozionante: "Ho quasi pianto"
Dopo il settimo posto nella sua prima gara dopo quasi due anni, Dani Pedrosa è stato sopraffatto da tutto l'affetto ricevuto a Jerez, sia dal pubblico che dagli avversari, e ha dato un 10 al "miglior weekend nella storia di KTM".
Con Dani Pedrosa sono tornate le radiografie più precise delle gare e dei loro elementi e, appena sceso dalla moto e ricevute le congratulazioni della sua squadra, lo spagnolo ha analizzato punto per punto le intense sensazioni provate sul suo circuito preferito.
Dal "giro d'onore", introdotto quest'anno e che ha portato i piloti a salire su un autobus per avvicinarsi ai tifosi, agli applausi unanimi dei suoi rivali in pista ad una prestazione straordinaria, il tre volte campione del mondo si è mostrato grato come raramente prima d'ora, e felice dell'esperienza del suo ritorno come ospite o wild card.
"A questo weekend do un 10, perché è andato tutto molto bene. Al ritorno sul pullman ero quasi in lacrime. L'accoglienza è stata incredibile, sia da parte dei tifosi che degli altri piloti. Capisco che sia difficile correre e sostenere un rivale, ma è stato molto bello da parte loro", ha sintetizzato Pedrosa, che a 37 anni ha dimostrato una velocità superiore a quella di molti altri piloti, anche se vale la pena notare la quantità di giri che ha fatto a Jerez grazie alla sua posizione di collaudatore.
"È stato il miglior weekend nella storia di KTM. Jack Miller e Brad Binder sono saliti due volte sul podio. La velocità c'era e siamo entrati subito in Q2", ha aggiunto lo spagnolo, che tornerà in pista lunedì per il test collettivo in programma sempre sul circuito andaluso.
Pedrosa, che è partito sesto e ha tagliato il traguardo settimo, ha preferito stare lontano dai guai e ha cercato di guidare da solo il più possibile, per non ripetere la storia dell'ultima volta, in Austria, dove è stato coinvolto in un incidente che aveva costretto la Direzione Gara ad esporre la bandiera rossa.
Dani Pedrosa, Red Bull KTM Factory Racing
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
"Mi piace fare le cose bene, e dietro di me ho una super squadra e un grande marchio. Abbiamo guadagnato velocità nel tempo, analizzando i nostri punti deboli, eliminando aspetti che erano radicati e difficili da cambiare. Questo ci ha dato un vantaggio quest'anno", ha dichiarato il pilota numero 26, inizialmente restio a correre di nuovo quest'anno. "Sono molto contento di quello che abbiamo già fatto, ma dobbiamo lasciare spazio ai giovani. Se dovrò correre a Misano perché dobbiamo continuare a sviluppare la moto, allora lo valuteremo. Ma al momento non lo so", ha ammesso il pilota di Castellar del Vallés.
Per quanto riguarda la sua evoluzione da venerdì, il primo giorno in cui è sceso in pista, Pedrosa ha riconosciuto che gli anni non perdonano, sia in termini dell'esplosività che certi momenti richiedono, sia in termini di livelli di energia. "Con gli anni si è molto più arrugginiti rispetto ai giovani. Nelle varie sessioni che ho fatto, ho sempre perso posizioni. Venerdì ero molto più fresco, più sveglio. Sabato ero un po' più spento e oggi ho notato che non avevo la scintilla che avevo il primo giorno", ha detto il pilota della KTM, che si è piazzato a soli 42 millesimi di secondo da Luca Marini, sesto.
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