MotoGP | Pedrosa: Ducati ha un sistema per tenere a terra la gomma posteriore?
Dani Pedrosa, che due settimane fa a Misano ha lottato per il podio disputando una wild card per la KTM, in India è tornato in cabina di commento per DAZN ed ha lasciato intendere che la Ducati possa avere un nuovo segreto sulla GP23.
Con la stessa naturalezza con cui riesce a salire su una KTM MotoGP a cinque anni dal suo ritiro e riesce a battagliare per il podio, Dani Pedrosa assume il ruolo di commentatore televisivo, nel quale quest'anno ha esordito su DAZN con grande successo.
Il pilota di Sabadello fornisce talmente tante informazioni che è quasi difficile stargli "a ruota", ma venerdì, durante le prove del Gran Premio dell'India di MotoGP, ha detto qualcosa che meritava di essere ascoltato con grande interesse. Soprattutto perché a dirlo è stato uno dei piloti più fini nel rilevare i cambiamenti di una moto.
Ad un certo punto, mentre era inquadrato Pecco Bagnaia, Pedrosa ha attirato l'attenzione degli spettatori facendo notare una sorta di rimbalzo della ruota posteriore della Desmosedici GP23 del campione del mondo in carica.
"Quel rimbalzo che ha la ruota della Ducati, non so se siete riusciti a vederlo, ma io l'ho visto bene quando l'ho seguito a Misano. E' molto strano, non è naturale quel rimbalzo. Devono aver fatto qualcosa che non abbiamo analizzato a fondo. Forse è quella cosa che hanno sul posteriore, sul codone (riferendosi alla "scatola" sotto al codone della Desmosedici GP). Sembra che quando la ruota tende a sollevarsi ci sia qualcosa che aiuta a mantenere il contatto con il terreno, perché fa un paio di rimbalzi strani, che non sono naturali", ha spiegato Dani.
Jorge Martín, Pramac Racing, exagerando la frenada con su GP23 para ensayar las salidas en Buddh
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
A Misano, sia nella gara di domenica che nella Sprint di sabato, Dani è rimasto alle spalle di Bagnaia praticamente ogni giro, chiudendo in entrambi casi quarto e potendo ricavare molte informazioni sulle prestazioni della moto italiana.
La prima volta che la Ducati utilizzò l'abbassatore non solo per la partenza, ma anche con la moto in movimento fu durante il Gran Premio della Malesia del 2020, sulla moto di Jack Miller, che ai tempi indossava i colori del Pramac Racing.
Il primo a notare che c'era qualcosa di strano su quella moto fu Alex Rins, che allora correva per la Suzuki. All'epoca non fu prestata molto attenzione a ciò che aveva detto il catalano, ma alla fine l'abbassatore della Ducati si rivelo reale, oltre che una soluzione che ha assunto un peso importante nella MotoGP moderna.
Negli ultimi tempi è tipico vedere sollevare il posteriore in staccata, a volte anche più di un centimetro. Una situazione che impedisce una frenata stabile. Chissà che quel guru di Gigi Dall'Igna non abbia trovato una soluzione a questo problema...
Se questo sistema dovesse esistere ed fosse meccanico, quindi non avesse parti idrauliche pilotate dall'elettronica, non violerebbe l'attuale regolamento della MotoGP.
Dani Pedrosa, Red Bull KTM Factory Racing, persigue a Bagnaia en Misano
Photo by: KTM Images
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