Paura Marquez: il problema alla vista potrebbe anche fermarlo

Abbiamo chiesto al dottor Acciarri, neurochirurgo dell'Ospedale Bellaria di Bologna, quali possono essere le ripercussioni di Marc dopo la caduta in allenamento che gli ha procurato la diplopia. Il quarto nervo cranico non si opera, mentre si può eventualmente intervenire sul Muscolo Obliquo Superiore. Se c'è stato uno stiramento ci sarà un recupero lungo e lento, diversamente la situazione sarebbe molto più critica.

Paura Marquez: il problema alla vista potrebbe anche fermarlo

La questione si è fatta seria, molto seria. La domanda che tutti si fanno nel paddock della MotoGP è: riuscirà Marc Marquez a tornare sulla Honda per correre la stagione 2022?

L’otto volte campione del mondo ha chiuso in anticipo il campionato di quest’anno visto che salterà tanto la gara di Valencia che i successivi test di Jerez dopo la misteriosa caduta del 30 ottobre con la moto di enduro, mentre si sta allenando vicino a casa.

Sembrava una botta come tante altre e, invece, quasi da subito Marc ha accusato dei fastidi importanti causati dal trauma cranico. Sintomi che lo hanno allarmato perché li aveva già vissuti nel 2011, quando correva in Moto2: per una scivolata al venerdì delle prove libere del GP della Malesia scoprì cos’era la diplopia per effetto di una lesione al nervo ottico.

Sdoppiamento della vista, vertigini e perdita del senso della profondità gli effetti sgraditi, ma dopo un intervento chirurgico e una lunga sosta, Marquez era risalito in sella per vincere il titolo in Moto2 e iniziare la sequenza di titoli iridati nella classe regina.

Ora c’è molta preoccupazione perché la recidiva potrebbe avere effetti devastanti sulla carriera del campione di Cervera. Siccome le informazioni che la Honda ha deciso di diffondere sono state molto circoscritte, abbiamo chiesto al dottor Nicola Acciarri, neurochirurgo dell’Ospedale Bellaria di Bologna, di darci un quadro della situazione sui dati disponibili.

“La paralisi del IV° nervo cranico, se riferita ad una causa traumatica o compressiva endocranica, può essere legata ad alterazioni del nervo lungo uno dei punti del suo lungo decorso fino all’orbita”.

A risentirne è il Muscolo Obliquo Superiore: “La contrazione di questo muscolo – prosegue Acciarri - dà al bulbo oculare un movimento di base verso il basso e l’esterno. Una paralisi di questo muscolo darà principalmente all’occhio una deviazione di occhio ruotato in alto, e generalmente verso l’esterno per l’azione di altri muscoli, causando nella persona che è affetta da tale problema una “visione doppia” in senso verticale, con estremo disagio generale nei movimenti e nella coordinazione degli arti, e con possibile senso di fastidio e nausea”.

“Nel caso di Marquez il trauma sul nervo è stato causato da un trauma cranico, rappresentato non unicamente ad impatti diretti del capo, ma anche da violenti spostamenti delle strutture nervose dovuti alle forze inerziali del trauma, la forza centrifuga e quella di rotazione”.

“Queste forze verosimilmente hanno agito all’interno del cranio del pilota “stirando” il nervo. Conseguita la diagnosi di paralisi del IV° cranico con esami diagnostici e clinici, se non vi sono cause compressive interne alla scatola cranica o all’orbita da “correggere” chirurgicamente, la terapia diventa necessariamente medica (steroidi) e fisica, con riabilitazione muscolare, appena è possibile”.

“Ma per arrivare ad un miglioramento clinico o ad una guarigione possono volerci dei mesi. E a volte in questo intervallo il paziente è costretto a “bendare” l’occhio affetto da paralisi, per evitare gli effetti clinici della “vista doppia”.

“Interventi riparativi sul nervo non se ne fanno; pertanto, nei casi sfortunati dove la paralisi lascia reliquati clinici, possono essere eseguiti interventi palliativi e correttivi in ambito oculistico sui muscoli orbitari, per cercare di riportare il bulbo in asse, e togliere la diplopia”.

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