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MotoGP | Oliveira: "Le concessioni non devono aiutare solo i giapponesi"

Miguel Oliveira ritiene che le concessioni della MotoGP dovrebbero essere utilizzate per creare condizioni di maggiore parità, anziché favorire i costruttori in difficoltà.

Miguel Oliveira, RNF MotoGP Racing

L'attuale crisi di Yamaha e Honda ha indotto Dorna Sports a considerare la possibilità di ripristinare le concessioni ai costruttori nel tentativo di aiutare i marchi giapponesi in difficoltà.

Oliveira ritiene però che i team con un maggior numero di moto dovrebbero essere soggetti a restrizioni e che i team più piccoli ed in difficoltà dovrebbero ricevere più giorni di test e pneumatici rispetto a quelli che hanno successo.

Il pilota dell'Aprilia RNF ha corso in regime di concessioni con la KTM, con cui ha gareggiato nel 2019-20 in Tech3 prima di passare alla squadra ufficiale per il 2021-2022.

Parlando a Motorsport.com in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna, ha dichiarato: "La mia opinione è che dovremmo creare un sistema in cui, prima di tutto, si crei un approccio tecnico uguale nelle gare di MotoGP".

"Questo inizia con il numero di moto sulla griglia di partenza. Non credo che ora che il campionato ha permesso alla Ducati di avere otto moto in griglia, si debba toglierle dalla griglia".

"Ma almeno cerchiamo di trovare un equilibrio, perché sappiamo che il tempo in pista è prezioso e se si hanno otto moto si ottengono più dati rispetto agli altri costruttori. È una questione di strategia".

"Credo che se si avessero più moto si dovrebbe essere molto più limitati in termini di omologazioni, di giorni di test, di persone che si portano ai test e di pneumatici che si usano nei test".

"Questo vale anche per i costruttori che hanno due moto. Forse a quel costruttore con due moto in griglia, che sta faticando di più, potrebbero concedere più giorni di test, più pneumatici da provare, più possibilità di portare a termine un piano per ottenere tempo prezioso in pista".

Miguel Oliveira, RNF MotoGP Racing

Miguel Oliveira, RNF MotoGP Racing

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Le concessioni sono state introdotte nel 2014 nel tentativo di aiutare a bilanciare le prestazioni e fornire una piattaforma più competitiva per i potenziali costruttori. Cosa che ha contribuito a portare Suzuki, Aprilia e KTM sulla griglia tra il 2015 ed il 2017.

Chi correva in regime di concessioni riceveva una serie di vantaggi rispetto ai costruttori che non ne disponevano, che all'epoca includevano Honda e Yamaha, tra cui test illimitati durante la stagione, una maggiore dotazione di motori e uno sviluppo illimitato dei motori.

Per essere preso in considerazione per le concessioni, quando sono state introdotte nel 2014, un costruttore doveva essere nuovo sulla griglia di partenza o non aver vinto una gara con l'asciutto l'anno precedente. Le concessioni venivano tolte a un costruttore dopo che questo aveva accumulato sei punti di concessione in una stagione, determinati in base ai risultati: tre per una vittoria, due per un secondo ed uno per un terzo posto.

L'Aprilia è stata l'ultimo costruttore a perdere le concessioni, lo scorso anno, quindi nel 2023 tutti i costruttori si attengono alle stesse regole.

In base all'attuale quadro normativo, l'unica alternativa regolamentare per un marchio per avere di nuovo queste concessioni sarebbe che nessuno dei suoi piloti ottenesse un solo podio nelle gare della domenica - cosa che Honda e Yamaha hanno già ottenuto con la vittoria di Alex Rins nel Gran Premio delle Americhe e con il terzo posto di Fabio Quartararo in quella stessa gara.

Marc Marquez, Repsol Honda Team leads at the start

Marc Marquez, Repsol Honda Team leads at the start

Photo by: Marc Fleury

Oliveira ha proseguito: "Le concessioni non dovrebbero essere un argomento fisso. Penso che si debbano guadagnare e perdere e, naturalmente, se si fanno molti punti in gara, allora si perdono le concessioni".

"Se invece non si fanno abbastanza punti in gara, allora forse si possono fare delle concessioni a questa squadra".

"Probabilmente si creerebbe una possibilità tecnica più equa per le squadre, perché se non hai giorni di test e hai già otto moto, sarebbe piuttosto difficile per te portare un aggiornamento".

"Non credo che l'approccio delle concessioni debba essere solo quello di aiutare i produttori giapponesi. Direi che dovrebbe servire a rendere l'intera griglia un po' più vicina".

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